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Houellebecq Michel - Lanzarote | Incapace di tollerare oltre la piattezza abissale della vita parigina, Michel Houellebecq parte per l'isola sperduta di Lanzarote. Qui, immerso in un paesaggio vulcanico disumano, che sembra sottolineare l'insanabile e doloroso distacco fra uomo e natura, incontra due ragazze tedesche e una belga, con le quali organizza un'escursione che si trasforma in una travolgente avventura erotica. Sesso senza freni, ansia di fuga dal quotidiano e ricerca di un luogo dello spirito in grado di sanare ogni turbamento sono le componenti di questo testo autobiografico, accompagnato dalle fotografie scattate dallo stesso Houellebecq.
9 recensioni presenti. Media Voto: 2.77 / 5Haralabos (09-06-2007) Innanzitutto preciso che non l'ho comprato (preso in prestito dalla splendida biblioteca SALA BORSA di Bologna), neanche Perec merita 15 euro per un libro di 80 pagine il prezzo è eccessivo per un libro così piccolo, anche se ci sono le foto.
Il libro è un viaggio. E va preso come tale. Un taccuino di ricordi, incontri, riflessioni. Un Houellebecq formato taccuino, sempre incisivo sempre sferzantemente francese. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Argante72 (17-11-2006) Niente di speciale. Houellebecq resta uno dei miei favoriti comunque, ma concordo con chi pensa che questo libretto sia solo una trovata editoriale. Niente è meglio di Estensione del dominio della lotta. Secondo me il suo migliore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gabriele Verso fnvit@tiscali.it (28-08-2003) Voto medio per amore dell'autore, che secondo me non ha molta colpa in questa operazione editoriale che mi sembra indotta dal clamore mediatico provocato dallo "scandaloso" "Piattaforma".
Certo, si e' sempre responsabili di quello che si concede alle stampe, ma a volte gli ingranaggi editoriali sono macchine spietate che non ti consentono molta scelta.
Apprezzo la recensione di Albys e condivido la sua passione per Piattaforma. Tuttavia vorrei suggerire una chiave di lettura che forse consentirebbe di non disprezzare del tutto anche "Lanzarote". Prova a dimenticare "Lanzarote" come luogo reale e viverlo come una dimensione surreale/simbolica nella quale tentare di dare respiro al vuoto esistenziale di cui si ha esperienza nelle nostre metropoli. In questo modo emerge la sinfonia e il contrasto, più che la trama scarna di un racconto. Il dolore e il sesso. La malattia, la cura e in fondo un po' di speranza di trasmutare il dolore attraverso l'ultima catarsi possibile.
Attendo anch'io il prossimo grande romanzo. Di Michel Houellebecq. Di noi. Di questo segmento disperso che riconosce come una possibile cura il balsamo corrosivo delle sue parole. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Albys albys66@hotmail.com (06-07-2002) Condivido quanto scritto qui sopra dagli altri lettori, e lo faccio con un pò di dolore, visto che amo sia lo scrittore francese che questo splendido pezzo di terra canaria.
Ho amato Piattaforma (letto dopo questo Lanzarote) alla follia, ed effettivamente questo libro sull'isola delle Canarie sembra una "intro" al ben più riuscito e complesso Piattaforma.
Una vera e propria operazione commerciale, con un finale scialbo.
Da ricordare solamente una scena di sesso assolutamente desiderabile (:-P) con due lesbiche tedesche, e poco di più...
Ho visitato Lanzarote 8 anni fa (isola straordinaria, merita davvero) ed ho riconosciuto tutti i luoghi descritti da Michel, ma devo dirvi che le foto allegate al racconto non "danno" proprio nulla.
Dopo questo mezzo passo falso, mi aspetto da Houellebecq un prossimo grande romanzo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
maurizio lapenta (24-06-2002) Tutto quello che ho letto di Houellebecq mi è sempre piaciuto moltissimo, ma questo Lazaronte è decisamente la cosa peggiore che ho letto. Un proto PIATTAFORMA. Quindici euro per una sessantina di pagine di storia e una trentina di pagine di orribili foto. Una mossa editoriale, niente di più. Leggetevi "le Particelle Elementari" o "Estensione del dominio della lotta" se volete avvicinarvi a questo fantastico scrittore spendendo anche molto meno. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Amèlie (17-06-2002) Testo più soft rispetto a "Piattaforma". Interessante per avere un assaggio di questo scrittore tanto discusso. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maurizio Crispi crismaur@libero.it (10-06-2002) Questo breve testo - non lo definirei nemmeno "romanzo" - non mi ha convinto molto... Vi è un forte scollamento tra la prima parte con la sua ambientazione "esotica" nell'isola di Lanzarote e il finale che non offre nessuna sorpresa, anzi è irritante perché fa ripiombare il lettore nella presentazione di un assetto di vita grigio e poco stimolante, in cui nulla di significativo può accadere. Indubbiamente vi è - anche se in scala ridottissima - un'anticipazione della trama ben più articolata di "Piattaforma".
La documentazione fotografica dell'isola, inserita nelle pagine finali del volume, sarebbe intrigante se alle foto, che però – nella veste editoriale proposta – hanno una bassa resa, fosse corredata qualche didascalia... Comunque, anche se la forma di questo testo lascia a desiderare, va detta una cosa a indubbio merito di Houellebecq, che cioè sempre egli riesce a stimolare una forte curiosità sui luoghi esotici e lontani che presenta nelle sue pagine. In definitiva, uno dei leit-motiv dei suoi scritti è quello secondo cui il viaggio giunge sempre a provocare una rottura rispetto all'assetto di vita grigio e statico a cui il personaggio narrante sembra essersi assuefatto... quindi il viaggio è per l'io narrante, come per i suoi testimoni (i lettori), un momento fondamentalmente euristico, cioè quello in cui si possono attivare nuove relazioni tali da aiutarlo – anche se per poco – ad abbandonare la sua visione cinica del mondo.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ELISA (03-06-2002) MMMhh, non mi ha entusiasmato particolarmente...molto meglio PIATTAFORMA Voto: 3 / 5 |  |  |  |
STEFANO (01-06-2002) L'ultimo Houellebecq uscito in Italia non entusiasma proprio a dovere. "Lanzarote" è quasi un anticipo del ben più scandaloso e riuscito "Piattaforma". Soprattutto il finale in questo libro lascia un po' perplessi. Comunque Houellebecq continua la sua requisitoria contro il mondo capitalista, puntando il dito questa volta sulla piaga dei santoni new age e degli adepti alle sette che credono di condurre la Terra verso orizzonti più "aperti". Non mancano dettagliate descrizioni di atti sessuali. Però sembra difficile che Michel abbia veramente vissuto una vacanza come quella che descrive nel libro! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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