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Cronin A. Joseph - Le chiavi del regno | Francis Chisholm è un prete "scomodo", un ribelle nel nome del Vangelo. Il suo cammino verso Dio è una selva di ostacoli, è come se Dio lo mettesse continuamente alla prova, seminandogli la strada di continue calamità e tentazioni. Guerre, cataclismi, pestilenze, violenze sono il prezzo che Francis Chisholm paga per le anime guadagnate alla fede e per la conquista delle "chiavi del regno".
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.42 / 5S.A. (16-04-2012) Un bel libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Piero Suriano dereg@webmail.it (24-01-2011) Padre Chisholm si fa prete non per intima vocazione ma perché trascinato dagli eventi. Vorrebbe sposarsi con l'indipendente e apparentemente fatua Nora ma la vita gli presenta subito il conto: dopo gli amati genitori morirà anche la sua innamorata che non esiterà ad uccidersi pur di non sporcarsi con un matrimonio riparatore con un imbelle giovinastro che l'ipocrita società salottiera le impone. D'ora in poi in lui aleggerà il monito di padre Mac: tutto è permesso meno che voltarsi indietro. I mali della Chiesa gli si parano davanti fino ad essere ritenuto da essa una sorta di mela marcia irrecuperabile. Tacere per vergogna ciò che dovrebbe essere condannato, vedere il peccato solo nella nudità dei corpi, mentre padre Kezer plaude il ricco Renshaw della sua filantropia e accusa malignamente i parrocchiani di non impinguare abbastanza il piatto della colletta; la cattolicità misurata con il metro del denaro, la fede eretta a rito ove incensare i miracoli anche quelli frutto di ignoranza e superstizione. Cosi padre Chisholm lega meglio con l'amico ateo dottor Tulloch e con suor Maria Veronica quando cessa la sua "ostinata avversione" dettata dal casato e dalle buone maniere piuttosto che con prelati il cui unico segno di Dio è la loro veste intonsa e ricamata. Se Tulloch gli rimprovera bonariamente la sua "penosa mancanza di vanità", Francesco ribatte che l'inferno è uno stato interiore di assenza di speranza anziché uno spettrale luogo di miseria umana. La distruzione del cannone in mano alle armate del bandito Uai diventa per lui la fine di quel gioco mortale che si chiama guerra. Forse non ha redento Anna, l'infanta raccolta nella neve, ma almeno chiuderà i suoi giorni serenamente nella consapevolezza di aver strappato ad una fine miserevole Andrea, il nipote di Nora, e altri ai quali la vita e le gerarchie ecclesiastiche avevano condannato all'infelicità. Padre Chisholm è la Chiesa dei missionari, combattenti dello spirito e ribelli verso le ingiustizie del mondo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gianni barchi (31-01-2009) Vidi il film con un indimenticabile Gregory Peck, tanti anni fa, forse il 1969, e portavo ancora i pantaloni corti. Mi piacque molto e devo dire che faceva giustizia al libro che ho letto solo in questi giorni, occasionalmente capitatomi in mano. Di grande respiro, profondamente spirituale e umano, il libro andrebbe letto e meditato anche e forse proprio nel nostro tempo: " non pensate che il paradiso sia nel cielo, è nel cavo della vostra mano, è dovunque e non importa dove..." Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Chiara wala79@libero.it (27-01-2006) Uno di quei romanzi in cui il 'personaggio' - padre Chisholm, il protagonista - vive di vita propria, liberandosi della mano dello scrittore che lo anima.
L'ho letto e riletto più volte, amandolo ogni volta di più... da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maria Francesca (04-10-2005) Il più bel romanzo di Cronin, il culmine di tutte le sue tematiche umanistiche. Questa fugura di sacerdote sui generis è indimenticabile; nel dipanarsi della storia Padre Chisolm diventa il simbolo della coerenza, dell'umiltà e dell'umanità alla sua maggiore potenza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fé mistro_fE@libero.it (04-04-2005) francis chisholm è un prete dalla particolare vita religiosa; la sua fede è stata costantemente messa alla prova da un susseguirsi di avversità, che non gli fecero però mai perdere la forza di credere e di combattere. grazie alla sua grande volontà e dedizione, riuscì a vivere appieno il messaggio evangelico, anche se, il suo particolar modo di interpretare la religione, frutto della sua tolleranza e apertura alle altre confessioni,era fonte di sbigottimento da parte del clero, che non concepiva innovazioni in questo campo, perchè troppo legato a una dottrina vuota e tradizionalista. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Claudio M. (15-01-2002) Finalmente una ristampa per questo romanzo (e questo autore) che negli ultimi decenni una certa stampa volutamente orientata verso un ateismo di Stato aveva ignorato, se non respinto. Quello che meraviglia è l'assoluta modernità del personaggio la cui ispirazione religiosa, di stampo "ecumenico", alla fine degli anni '30 poteva apparire quasi un'eresia. Un libro che riconcilia con il mondo, da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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