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Fermine Maxence - Il violino nero | È la fine del XVII secolo. Johannes, genio musicale precoce, rimane ferito nel corso della campagna napoleonica in Italia. Accolto e curato dal liutaio Erasmus, il giovane apprende nuove notizie su Carla Farenzi, una misteriosa dama fugacemente incontrata tempo prima. Il liutaio gli rivela poi il segreto di un violino nero, da lui stesso costruito, che canta con la voce suadente e incantatrice della donna. Dopo averlo sentito suonare la vita di Johannes, come uomo e come artista, resterà incatenata a quella di Carla Farenzi.
| La recensione de L'Indice |

Maxence Fermine è il giovane autore di romanzi legati da un sottile gioco di simmetrie e di contrasti: l'opera prima Neve (Bompiani, 1999) e il più recente Il violino nero. Due piccoli libri, uno bianco e l'altro nero, nella cui veste editoriale troviamo un riflesso del candore e dell'oscurità all'origine di due avventure fiabesche di iniziazione all'amore e all'arte. Avventure cesellate in una prosa semplice e controllata, che al piacere del raccontare associa l'agilità della concisione. Johannes Karelsky, protagonista de Il violino nero, è un musicista dal genio precoce destinato a conoscere gli abissi della passione in una Venezia di fine Settecento immersa, a dispetto delle precise indicazioni storiche, in un'atmosfera onirica che ripropone l'icona funesta della città, forse ispirandosi all'immagine pittoresca dell'Italia fissata dalla tradizione del romanzo nero e fantastico. L'incontro con un misterioso liutaio, antico allievo della famiglia Stradivari, è il motore di una storia che sviluppa con grazia il tema del rapporto speculare tra discepolo e maestro, tesi in una comune recherche de l'absolu, l'uno a "mutare in musica la propria vita", l'altro a "mutare la musica in vita". "Un violino nero dal suono strano, una scacchiera (...) magica, e una grappa senza età" sono gli elementi fantastici di un racconto che, come nella miglior tradizione del genere, accoglie il meraviglioso per affermare la più semplice delle verità terrene: nell'arte, come nell'amore, si perviene alla pienezza solo attraverso la perdita. Annalisa Bertoni |
15 recensioni presenti. Media Voto: 4.4 / 5Letizia (05-05-2012) Un altro bel racconto poetico, pieno di passione....mi è piaciuto addirittura più di "Neve" e ora sono curiosa di leggere il terzo. Ti fa emozionare, ti rapisce con il mistero e ti lascia senza parole. Bello. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Enrik (25-11-2011) Un libro semplice,senza dubbio piacevole. A tratti sdolcinato e scontato...ma non come la musica di quel violino! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
guja (07-04-2008) una bella favola da leggere in un pomeriggio..peccato che la trama e la struttura del testo richiamino troppo altri testi meravigliosi e facciano venire qualche dubbio sull'originalita' del romanzo... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marta83 (08-01-2008) Stupendo, l'ho letto tutto d'un fiato, mi ha lasciato senza parole e dato tante emozioni. Da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Aurora Auroradap@libero.it (07-09-2005) ti rapisce, ti fa venire la pelle d'oca e ti lascia senza una spiegazione... ti fa pensare e sognare. da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Kitty phasing@libero.it (13-03-2005) venezia, la musica, la voce muta di un soprano... un libro che mi ha lasciato moltissimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gabriele (08-03-2005) L'ho trovato piacevole e scorrevole. La storia - che poi è quasi una favola - ha dei lati molto interessanti, come il reciproco scambio di doni che in qualche modo vengono tramandati (la scacchiera, il violino... la "voce"). Tuttavia, ho trovato certe immagini un po' banalotte e scontate; per carità, belle!, ma nulla di nuovo - se si legge Novecento di Baricco si possono trovare alcune immagini pressoché identiche.
Insomma, tematichre affascinanti trattate anche con una certa eleganza... A scapito però dell'originalità.
Gabriele Voto: 3 / 5 |  |  |  |
cri... (10-01-2005) Poesia allo stato puro,mi ha toccato nel profondo dell'animo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Loredana (04-10-2004) Un libro piacevole che però non mi ha entusiasmato...non mi ha emozionata come Neve e L'apicoltore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gaute da Suta (04-02-2004) FAVOLOSO, da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
SognoBlu auranoir@libero.it (15-07-2003) Al contrario io l'ho letto in treno ma al ritorno da Milano!! Posso solo dire che è stata un'esperienza che mi ha segnato..un viaggio dentro il viaggio in un'atmosfera unica....e non sono ancora arrivato.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giulia palombo74@libero.it (18-03-2003) Superlativo.....letto su un viaggio in treno verso Milano. Si legge in modo scorrevole e piacevole. Appassiona chi conosce la musica e la ama, come me, ma credo possa dare molto anche a chi non ha specifiche conoscenze. Ve lo consiglio e buona lettura Voto: 5 / 5 |  |  |  |
norberto (12-02-2003) Anch'io confermo i precedenti commenti! La lettura "prende", l'autore ci porta lontano; ma hai anche la sensazione di entrare nella realtà dell'umano! Un autore che diventa così un amico che riesce a camminare con te, al di là della materialità!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano Canepa kanep@libero.it (20-08-2002) Non è facile dare cosi tante emozioni in poche pagine. La scrittura di Fermine è asciutta, profonda. Ci fa riflettere sul significato della vita e sulla felicità. Vale la pena raggiumgerla anche solo per un attimo, se poi tutto ti rende infelice, anche le cose più insignificanti? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Jessica (14-11-2001) Come il primo libro, "Il violino nero" è capace di toccare nel profondo. Complimenti ancora una volta a questo autore!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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