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Marani Diego - Nuova grammatica finlandese | Trieste, settembre 1943. Su una nave da guerra tedesca in attesa di partire per il fronte, viene portato un uomo in fin di vita. Un violento colpo alla testa ha mandato in frantumi la sua memoria, anche quella linguistica. Non ha con sé documenti quindi risulta difficile la sua identificazione. Da alcuni indizi il medico di bordo, di origine finlandese, crede di riconoscere in lui un compatriota. E per lunghi giorni gli si dedica, rimettendolo in forze e educandolo alla sua lingua madre, come un bambino. Poi lo fa ritornare a Helsinki.
Media Voto: 4 / 5Manuela edelric@libero.it (18-12-2008) Un libro che è stata un assoluta e piacevolessima scoperta. Un racconto per nulla banale, scontato che va a toccare quella che potrebbe la più grande paura dell'essere umano: non poter più comunicare in alcun modo, non potersi più riconoscere in alcun modo non solo perché si è persa la memoria, ma totalmente l'uso di un qualsiasi idioma.
Così "Sampo" farà sua la lingua finlandese, imparando ad usarla ma senza sentirla mai realmente sua. Come se - nel profondo della sua memoria - sapesse di non essere mai stato davvero un finlandese; eppure ci prova. Combatte per una patria non sua ma che in fondo l'ha accolto nel momento del bisogno come solo la Finlandia potrebbe accoglierti: freddamente, ma senza mai nascondere quella mano pronta ad essere tesa, nonostante le apparenza.
Un racconto intrinseco di finnictà non solo per la scelta di ambietare la vicenda ad Helsinki, ma anche per la profonda analisi che l'autore è riuscito a fare della lingua finlandese rapportandola alle condizioni di vita, alla mentalità e alle usanze di un popolo unico.
Meravigliosi gli excursus sulla mitologia finnica e l'assimilare il popolo di quella terra alla natura, riportando in auge eroi e leggende poco conosciute ma di un fascino unico.
Se si conosce Helsinki e qualche fondamento della lingua ungro-finnica è una ragione in più per leggerlo. E, a mio parere, l'apprezzamento è garantito. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Piovutodalmare - Francesco Q. (26-03-2007) Libro avvampante, unico.
E' la storia vera di Sampo Karjalainen, di un soldato che, svegliatosi da un coma su una nave al largo di Trieste, ha perduto però tutta la facoltà mnemonica. Accudito da un dottore finlandese, da questi viene aiutato a riprendere confidenza (o a crearne) con la sua lingua e la sua terra, inopportunamente e tristemente dimenticata.
E' un libro sugli scherzi del destino, un condensato di amarezza e di speranza, dove chi più sembrava morire, con la sola volontà, mostrò di poter costruire una nuova vita da un'identità scordata.
Ma non è una storia a fine lieto, pesa dalla prima pagina il gioco delle lingue, delle culture, del Kalevala e di una religione così lontana da quella originale, fino all'ultimo rantolo disperato.
Parole che lasciano amaro e solido dolore, che smontano l'illusione della fede, la struttura delle distanze nazionali e delle regole grammaticali con la consapevolezza massiccia e quasi filosofica che spesso, nella logica inevitabile, l'uomo porta se stesso alla fine.
Un uomo indotto all'errore, imperfetto come il dio che l'ha creato - e che per questo non può essere un dio, un uomo che cerca se stesso basandosi sulle prove, materiali ed oggettive, che indossa impresse sulla sua casacca di marinaio.
Ma se, ma se, ma se.
Impeccabile dalla prima all'ultima pagina, Diego Marani ha composto un lucido saggio, con perle di filosofia e di cultura finlandese, ma anche un testo sull'integrazione, un'analisi laterale della Seconda Guerra, e, in realtà, un Romanzo degno di entrare nella Storia (e per questo lasciato abbastanza all'oblio).
Chi ha comprato la prima volta questo libro, lo ha presto spacciato in un negozio dell'usato. E lì che l'ho trovato ed ora, che l'ho terminato, ho a sperare che lo avesse rivenduto per la sola speranza che qualcun altro potesse sentirlo ugualmente importante e suo. Perché, come questo libro aiuta ad imparare, la lingua e le parole non smettono di comunicare nel tempo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
clapaco incostantericerca@yahoo.it (01-12-2006) libro da non perdere
Libro particolare, da leggere. Bellissime descrizioni di scomposizione e ricomposizione delle parole nella mente del protagonista, che spera in ogni modo di ricordare qualcosa del suo passato, ma si ritrova a non riconoscere neanche la lingua attraverso la quale la gente cerca di comunicare con lui. Molto poetico. Da non perdere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maurizio (17-04-2006) Secondo me un vero cameo, un piccolo goiello, anche se purtroppo più adatto ad essere un racconto lungo che un romanzo.
Ma il rapporto tra l'uomo e il linguaggio, tra esso e la cultura è fenomenale.
Ancor più integrante il raccontare della Finlandia, dei suoi drammi dalla guerra civile alle due guerre (1939 e 1942-4) perse contro i Russa, del paese più dimenticato dia libri di storia... della storia finlandese nei nostri libri nella nostra TV non se parla mai. In più il fascino del popolo europeo, meno europep per lingua, con le sue origini non indoeuropee: affascinante ! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesca (30-01-2006) veramente noioso. ho dovuto sfogliare le ultime pagine perché non avevo più né la curiosità di sapere cosa sarebbe successo né la forza di attraversare parola per parola questa prosa pesantissima.
in ogni caso, non abbandono: mi leggero' "l'interprete", che sembra ben quotato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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