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Wiesel Elie - Tutti i fiumi vanno al mare. Memorie | Lo scrittore ebreo di lingua francese, nato in Transilvania, fu deportato ad Auschwitz e a Buchenwald. A sessantacinque anni decise di scrivere le sue memorie e di ripercorrere la sua vita, dall'infanzia felice in una piccola cittadina dei Carpazi all'orrore dei campi di sterminio nazista dove lasciò il padre, la madre e la sorellina, fino al trasferimento in Francia, e infine negli Stati Uniti.
Media Voto: 3 / 5Francesca (03-02-2004) Un libro bellisssimo. Una vita dedicata alla memoria e alla speranza, nonostante tutto, nonostante, dopo 60 anni, il solo ricordo sembri terribilmente attuale. Dei "flash" di un'intimità straziante: una meravigliosa sorellina, che non si può dimenticare.
E tuttavia, non c'è aggressività, rabbia, violenza: per chi vuole ascoltare, c'è dolcezza, tristezza profonda, humor ed autoironia spesso, e soprattutto speranza di poter intervenire ancora, contro l'indifefrenza.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Filippo (08-10-2002) Un libro di una noia mortale. Un'inutile, arida, interminabile e dettagliatissima sequela di nomi di amici, colleghi, giornalisti e professori per lo piu' giustamente sconosciuti. Un esempio di come un ebreo possa scrivere un libro che non potra' mai interessare chiunque non lo sia e non vi sia direttamente nominato. Un esempio di snobbistica autoghettizzazione. Infine, cosa piu' grave, un tentativo di parlare di una tragedia per non dimenticare i morti che non puo' che sortire l'esatto effetto opposto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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