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Joyce Carol Oates riscrive la vita di Marilyn Monroe e ne fa un romanzo di fantasia, in cui le molte vite e le mille contraddizioni di un'icona contemporanea si fondono e si confondono insieme, in una foto composta da mille tasselli, un'immagine sempre imprendibile eppure eternamente fissata nell'incorruttibile istantanea del Mito.
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.55 / 5claudia (20-07-2011) Stupendo. Uno dei miei libri preferiti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lucia (24-04-2009) Blonde è una lettura impegnativa e non sempre semplice. Un romanzo crudo, a volte un pugno sullo stomaco, scritto in modo da avere un ritmo altalenante, in modo da risultare, a volte, visionario e quasi onirico. Non sempre si riesce a decifrare il confine tra ciò che è realtà nella storia e ciò che invece scaturisce dalla mente della protagonista. Alcune parti, molte direi, sono affondi al cuore del lettore, senza nessuna pietà da parte dell'autrice. Una cosa è certa: ne scaturisce una Norma Jeane piena di fascino, con una volontà d'acciaio ed un talento indiscutibile. Pregi racchiusi però in un'anima insicura, bisognosa d'amore, sempre e comunque, fino all'autodistruzione. Ti viene voglia di proteggerla, di salvarla dagli altri, da Marilyn, dal mondo che la circonda e soprattutto da se stessa...E' con un peso sul cuore che ci si accorge di non poterlo fare... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
siny (01-04-2009) Ma sono proprio l'unica a cui questo libro non è piaciuto? Delusione totale. 700 e passa pagine e mai questo libro è riuscito veramente a coinvolgermi, ho faticato parecchio per finirlo con la tenzione di lasciarlo in sospeso, e dico francamente, avrei risparmiato del mio tempo! In alcune parti l'ho trovato veramente di pessimo gusto e al limite dell'osceno. Gli unici lati positivi che mi senti di riconoscergli è la narrazione piuttosto scorrevole e la visione dei personaggi da vari punti di vista che aiuta molto nella visione della protagonista a tutto tondo...nonostante questo si ha la sensazione di non comprendere comunque in fondo il personaggio e di non sapere ccome agirà, insomma di non inquadrarlo pienamente. Non mi è piaciuta la narrazione piuttosto frammentaria, cioè si finisce un capitolo e nel nuovo il più delle volte non si sa in che parte della storia ci si ritroverà, è come se si ricominciasse sempre daccapo, cosa che mi ha più volte infastidito. Un libro che non mi ha lasciato assolutamente niente, non mi sento di consigliarlo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Brunella (19-06-2008) 773 pagine che ti prendono e non ti lasciano più, come tutti i libri di Joyce C. Oates.
Marilyn è il mio mito e questo libro è una boccata d'ossigeno! Bello bellissimo!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Patrizia (13-05-2008) Ma si può sapere che cosa aspettano a dare il Nobel alla più grande scrittrice vivente? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (05-07-2006) Penso di aver letto un libro straordinario, forse uno dei più belli mai letti fino ad ora.
Sarebbe riduttivo dire che la trama è centrata su Marilyn Monroe, perché non è solo questo. L'autrice prende uno dei più grandi miti mai vissuti e ne costruisce intorno la storia, attingendo a piene mani dalle biografie ufficiali, ma nello stesso momento romanzando certi fatti e inventando certi dialoghi, che potrebbero esserci stati si, ma che nel libro sono frutto di un lavoro di fantasia e nello stesso tempo sono così precisi e perfetti da farti credere che veramente sia tutto vero.
Vera è l'irritazione che si prova nel leggere la vicenda di questa donna, che non reagisce quasi mai, che è sempre in balia dei sentimenti, che è insicura, fragile, infantile, apprensiva. Ma che è comunque straordinaria al di là dell'involucro stupendo e sensuale.
Il bisogno d'amore di Marilyn è vorace e disturba perché ne è talmente assetata da non riuscire mai a equilibrare questo grande bisogno con la vera conoscenza dell'uomo amato. Si beve anche da una pozzanghera quando si ha sete veramente. Ci si accontenta.
C'è questa scrittura cupa e ricca, ci sono queste voci che "parlano" intorno a Marilyn e giudicano da quello che vedono, mentre l'autrice fa parlare la diva per quello che sente e vive. E' un m odo complesso di scrivere, non sempre facile e molto profondo. Chi scrive scava dentro l'animo umano e trascina il lettore per i capelli nella vicenda. Con la parola scritta trasmette il film di una vita complicata e lo trasmette a volte in bianco e nero e a volte a colori.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ceia ceiaceia@virgilio.it (07-05-2006) La vita di una donna. Questo si racconta, in Blonde. Una donna che ha vissuto la sua vita a volte senza esserne consapevole, altre volte essendolo anche troppo. Una donna fragile, piena di problemi, divorata dagli uomini, usata, derisa, mai ascoltata, una donna guardata senza mai essere “vista”. L’america. Anche questo si racconta, in Blonde. Un’America corrotta, truccata per nascondere la propria malattia, con centimetri e centimetri di fondotinta a nascondere le proprie ferite e perversioni e follie. La vita degli attori di Hollywood, cinquant’anni fa. Anche questo è Blonde.
Una fotografia squallida, cruda, vera, senza filtri a sfumare le brutture, probabilmente abbastanza simile alla realtà in tutti i lati toccati dal romanzo - e sono molti. Una rappresentazione sempre e comunque plausibile, dolente e dolorosa della meschinità umana.Lo stile della Oates è un’esplosione di emotività e di fredda narrazione. E’ una discesa verso l’abisso. "Corriamo sbadati verso il precipizio, dopo aver posto davanti a esso qualcosa che lo celi al nostro sguardo." E’ una scrittura in terza persona che cede spesso il piacere – o il peso – della narrazione alla voce della protagonista, o ai suoi amanti, o a sconosciuti osservatori che “guardavano” i fatti dall’esterno delle situazioni. Ci sono parti scritte in corsivo, alcune pagine semplicemente perfette, altre scritte con un tono talmente ossessivo e convulso da accompagnarci all’inferno, scritte senza punteggiatura, oppure dialoghi immaginati o reali, poco importa, e ancora incubi, deliri da droghe e barbiturici. E gocce di pensieri, come lacrime.La Oates compie un viaggio nella mente di una donna complessa, una donna che semplicemente e superficialmente si potrebbe definire folle o sciocca, ma che invece dà l’impressione, spesso, di essere tutt’altro e per farlo disegna un mondo che vogliamo credere perduto e che invece ancora ci appartiene. Ci apparterrà per sempre. Il mondo patinato. Tutti contro tutti e si salvi chi può.
BELLISSIMO. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
eli (06-11-2003) un capolavoro, più reale della vera biografia di marilyn Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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