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Debord Guy - Opere cinematografiche |
Ultimo regista maledetto, Debord si propose sempre di non far nulla di ciò che si faceva nel cinema, e di fare tutto ciò che non si faceva. Lungo un arco di venticinque anni creò una serie di film concepiti come provocazioni dirette all'essenza del cinema, inteso come fantasma di un'arte assassinata dall'industria culturale e ormai defunta come tutte le altre. Emblematico di quel "gusto per la negazione generalizzata" è il suo lungometraggio d'esordio "Hurlements en faveur de Sade". Completa l'opera una serie di riflessioni teoriche sul cinema, sulla televisione e sulla società dello spettacolo.
Media Voto: 5 / 5Luigi Toni luigi.toni@fastwebnet.it (11-10-2005) Arriva finalmente in libreria, per volontà di Elisabetta Sgarbi e di Alice Debord, l’opera cinematografica completa di Guy Debord, con una nuova traduzione di Filippo Ascari, e un’introduzione di Enrico Grezzi, a cui si deve la prima trasmissione televisiva dei film del grande pensatore situazionista. Attraverso un famoso détournement (una sorta di collage dadaista), Guy Debord inverte e capovolge la tesi hegeliana: “Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso”. Il simulacro della realtà sussiste in sé, si distacca dal suo referente oggettivo, il reale, per brillare e sopravvivere nello splendore del falso, nella potenza del falso. Ed è proprio nel cinema che le potenze del falso raggiungono il loro perfetto compimento. Il discorso sul cinema di Debord non procede né per costruzione né per accumulazione ma per sottrazione di elementi. Debord cerca un movimento che sfugga al falso della rappresentazione documentaristica dell’istante, del presente (trappola in cui cade il cinema di Andy Warhol nel tentativo di afferrare il “vero” dell’istante presente). Una sorta di cinema palindromo (come il famoso titolo latino di In girum imus nocte et consumimur igni), un riprendere da capo, senza inizio e senza fine. Puri blocchi di movimento/durata, che eccedono spesso i concetti, la teoria filmata presente nei film. Le continue disgiunzioni operate tra voce sonora (nei sono quasi sempre presenti toni volutamente inespressivi) ed immagini visiva attraverso un meccanismo che conosciamo bene oggi grazie a Blob, creano effetti meta-filmici. L’operazione di Debord non è solo teoria filmata, ma negazione iconoclasta e contestazione radicale del cinema.
Voto: 5 / 5 |
Luigi Toni (07-10-2005) Arriva finalmente in libreria, per volontà di Elisabetta Sgarbi e di Alice Debord, l’opera cinematografica completa di Guy Debord, con una nuova traduzione di Filippo Ascari, e un’introduzione di Enrico Grezzi, a cui si deve la prima trasmissione televisiva dei film del grande pensatore situazionista.
Attraverso un famoso détournement (una sorta di collage dadaista), Guy Debord inverte e capovolge la tesi hegeliana: “Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso”. Il simulacro della realtà sussiste in sé, si distacca dal suo referente oggettivo, il reale, per brillare e sopravvivere nello splendore del falso, nella potenza del falso. Ed è proprio nel cinema che le potenze del falso raggiungono il loro perfetto compimento. Il discorso sul cinema di Debord non procede né per costruzione né per accumulazione ma per sottrazione di elementi. Debord cerca un movimento che sfugga al falso della rappresentazione documentaristica dell’istante, del presente (trappola in cui cade il cinema di Andy Warhol nel tentativo di afferrare il “vero” dell’istante presente). Una sorta di cinema palindromo (come il famoso titolo latino di In girum imus nocte et consumimur igni), un riprendere da capo, senza inizio e senza fine. Puri blocchi di movimento/durata, che eccedono spesso i concetti, la teoria filmata presente nei film. Le continue disgiunzioni operate tra voce sonora (nei sono quasi sempre presenti toni volutamente inespressivi) ed immagini visiva attraverso un meccanismo che conosciamo bene oggi grazie a Blob, creano effetti meta-filmici. L’operazione di Debord non è solo teoria filmata, ma negazione iconoclasta e contestazione radicale del cinema. Voto: 5 / 5 |
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