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Gnoli Antonio; Volpi Franco; Hofmann Albert - Il dio degli acidi. Conversazioni... | In questo libro gli autori riportano due lunghe conversazioni con il novantenne Albert Hofmann, scopritore dell'LSD. Negli anni Quaranta Hofmann isolò l'essenza dell'LSD, che inizialmente doveva fungere da preparato sperimentale da usarsi in psichiatria e psicoterapia. Alla nuova droga si interessarono l'industria, la CIA, il governo e naturalmente anche i vip del mondo dello spettacolo. Hofmann ripercorre con lucidità la storia dell'LSD, da lui considerata come una via privilegiata verso la conoscenza del profondo, nel quadro di una visione panteistica della realtà molto vicina alle filosofie orientali. E tramite le sue parole scorrono davanti al lettore gli anni dell'America on the road e della protesta sociale.
Media Voto: 4.33 / 5Federico (10-11-2006) Un libro breve ma intenso, da leggere tutto d'un fiato! La prima parte (più lunga, tratta da una prima intervista del '97) racconta brevemente com'è stato scoperto l'LSD, quali sono stati i suoi utilizzi fino alla proibizione. Durante il libro Hofmann chiama in causa spesso alcune figure a lui "contemporanee" come Timoty Leary, Huxley ad Ernst Junger(quest'ultima in modo particolare). Questa prima parte è incentrata sull'LSD, ma comunque non racconta "viaggi".
La seconda parte, per chi come me sapeva già la storia degli acidi, è decisamente la più interessante. Hofmann prende in considarazione il rapporto uomo-terra e sviluppa un discorso molto avvincente, prendendo in considerazione la scienza, la ricerca, la tecnologia, la globalizzazione e il fututo della razza umana.
Molto Bello! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio crispi (07-06-2003) Il dio degli acidi, un piccolo agile libricino edito da Bompiani, contiene due conversazioni con Albert Hofmann, ormai novantenne, raccolte da Antonio Gnoli e da Franco Volpi in due successivi incontri nella residenza svizzera di Rittimatte dello stesso Hofmann. Certo, per chi conosce la storia della scoperta dell'LSD da parte di Hofmann e quella parallela della psichedelia, si tratta di un approccio poco soddisfacente, perché le due conversazioni (ma la prima in particolare che contiene, in sintesi, la narrazione di tutti i successivi passaggi di tale storia, a partire dalla scoperta della molecola) potrebbero apparire stringate e superficiali.
In realtà, esse offrono – a chi già conosce la storia – la possibilità di un prezioso ripasso, dalla viva voce di Hofmann, e di un rimando per approfondimenti e rimemorazioni agli altri testi che trattano questa avventura della scienza, e del pensiero umano, in maniera più esauriente.
Quest’offerta è contenuta nella forma stessa della conversazione “colta”, una variante della saggistica divulgativa, molto praticata ai nostri tempi, e che consente in maniera generalmente lieve e profonda al tempo stesso di entrare a contatto con il modo di pensare di personaggi di rilievo nel mondo della cultura, in uno stretto intreccio con le loro vicissitudini di vita e la prospettiva storico-sociale del loro tempo.
Tuttavia, ritengo che il Dio degli acidi potrebbe essere un'ottima lettura per un primo approccio a questo tema, per chi sia completamente ignaro della storia complessa e lunga dell'LSD e della ricerca psichedelica: una lettura che in maniera agile e vivace consente di avere lo spaccato di una storia davvero esemplare per illustrare una scoperta scientifica di grande rilievo e i suoi destini, da offrire agli adolescenti oppure agli studenti universitari di facoltà scientifiche; una lettura che, per essere efficace e non fuorviante, dovrebbe essere accompagnata da un confronto di idee e sviluppata con il supporto di altri testi per tutti i ne Voto: 5 / 5 |  |  |  |
petrus (26-05-2003) Sinceramente quello che ci si poteva aspettare da questo saggio-intervista risiede essenzialmente nella prima parte del titolo; quello che ha da dire il novantenne Hofmann è poca cosa rispetto all'influenza che ha avuto soprattutto in campo antropologico (basterebbe andare a ritrovare i libri di Janet Siskind o il saggio fondamentale sul dau di Jean Matteson). Ma anche la letteratura ne ha risentito: a questo proposito il saggio di Elemire Zolla sulla questione pare definitivo. E' l'approccio dogmatico che rovina questa lunga (e a tratti noiosa) intervista.Peccato perchè Hofmann si era spinto molto in là con le sue private "visioni" riuscendo a carpire il nocciolo del Potere; prevedeva come unica via di scampo alla logica simmetrica della Società un ben temperato androginismo sintesi di atto e potenza. Ottimo per chi vuol avere una "visione", questa volta nemmeno tanto "privata" di quella che fu l'America degli anni '70: un "bad trip" le cui propaggini si sono rivelate proprio in questi ultimi tempi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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