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Houellebecq Michel - Piattaforma. Nel centro del mondo | Michel, quarant'anni, parigino, è un funzionario ministeriale spento e apatico, annoiato da tutto, incapace di emozioni. Appena colpito dalla morte del padre, ha deciso di partire: una vacanza in Thailandia, l'oblio, l'immersione in un paradiso di piacere. Nell'oasi del turismo sessuale, Michel vive un incontro di imprevista intensità: quello con Valérie, una dirigente di "Nouvelles Frontières". Nell'umanità ordinaria e insensata che da anni circonda Michel, Valérie è un'eccezione: è capace di piacere, sa vivere i suoi desideri, non insegue fantasmi. Tornato a Parigi, conquistato dalla vitalità di Valérie, Michel intraprende, con lei e un suo collega, un'avventura finanziaria: creare una rete mondiale di villaggi turistici in cui il sesso sia libero, i desideri in vendita, la prostituzione autorizzata. Il successo dell'iniziativa è immediato. Il precipitare in tragedia altrettanto.
Recensioni 1 - 20 di 41 recensioni presenti. Media Voto: 3.85 / 5mario (29-11-2011) Negli ultimi 12 mesi ho letto 39 libri. Bene, questo è di sicuro il peggiore. MH autore che tra qualche anno si scoprirà enormemente sopravvalutato. Storia banalissima, volgarità (badate che è nel pensiero, non nelle parole) che stufa, trattatelli di economia totalmente avulsi dal contesto e inseriti a random. E' un libro? Un giorno qualcuno mi spiegherà le leggi dell'editoria... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ALESSANDRA (05-07-2011) .per me le sue parole sono perle di saggezza moderna.
grandiosa lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
loris parma (26-05-2011) Ecco un altro autore da molti esaltato la cui grandezza, confesso, mi sfugge. Non nego che il libro a tratti mi abbia colpito. Eppure non sono riuscito a finirlo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Massimo Borghesi (20-01-2011) Mah. Devo avere letto una copia manomessa di questo romanzo, visti gli entusiastici commenti degli altri.
Linguaggio ricercato, ma frammenti di storie poco ben collegate, con citazioni e didascalie pedanti.
La trama, per tutta la parte centrale mi sono chiesto quale fosse la trama. Poi certo, il finale sembra restituire senso. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
gianni (02-11-2010) Il mio libro preferito di Houllebecq continua a rimanere “La possibilità di un’isola” ma questo altro romanzo, “Piattaforma”, è comunque notevole, direi che è il mio secondo preferito di Houllebecq. Questo libro è molto introspettivo e ci sono moltissime riflessioni disarmanti per la loro crudezza, ma anche per l’estrema verità del loro contenuto. Alcune di queste sono delle frasi che mi hanno estremamente colpito, tipo: “Ero rimasto a corto di vita; per qualche mese ne avevo avuto una, potevo ritenermi soddisfatto, una simile fortuna non era da tutti. Purtroppo l’assenza di voglia di vivere non basta per aver voglia di morire.” oppure anche “Rimarrò fino all’ultimo figlio dell’Europa, dell’ansia e della vergogna; non ho alcun messaggio di speranza da comunicare. Per l’Occidente non nutro odio, tutt’al più un immenso disprezzo. So soltanto che, dal primo all’ultimo, noi occidentali puzziamo di egoismo, di masochismo e di morte. Abbiamo creato un sistema in cui è diventato semplicemente impossibile vivere; e, come se non bastasse, continuiamo ad esportarlo.” La storia è molto bella,a suo modo romantica, amara, e con sorpresa finale. Da leggere, per chi non si scandalizza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sara78 (27-10-2010) è stato il primo libro che ho letto di quest'autore e mi ha colpita a tal punto che l'ho letto una seconda volta. Ci descrive un mondo a dir poco vomitevole, squallido, volgare, cinico ed è proprio al centro di questo univesro terrificante che l'autore colloca una bellissima storia d'amore,raccontata con maestria, senza sentimentalismi, con rara intensità, e che, alla fine, ti lascia un gran senso di tristezza e compassione. Lo consiglio a chi vuol leggere un bel libro e soprattutto un vero scritore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
star63 (22-09-2009) nel cosrso della lettura sembra quasi di assistere alla proiezione di un film hard (hard quasi + della comune immaginazione); in realtà è la fusione totale di due corpi e di due anime travolte da un amore raro. La storia così intrigante, l'amore così unico e totale, la prosa diretta e per nulla banale, il finale mozzafiato, ne fanno un romanzo da leggere (anche per chi si nasconde dietro falsi pudori). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sebastiano vedorosso@yahoo.it (26-08-2009) é il primo libro di Houellebecq che leggo, comprato sotto l'effetto del carteggio tra lui ed Henry-Levy.
Bellissimo. non ci sono altre parole. Un libro da divorare perchè è come il mondo attuale che divora senza tregua e tutto consuma. La storia è meravigliosa come il finale che si scrive pagina dopo pagina.Il senso di spaesamento che si prova e il senso di inadeguatezza a tratti, e di profonda fusioni in altri è degno di nota. Uno dei più bei libri letti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianni gianni.pastore@alice.it (24-08-2009) Bellissimo e devastante. Come l'amore totale, quello in cui ci si annichilisce senza porsi alcuna domanda. Lo si fa e basta perchè quello è. Sono così poche le persone che secondo me sono riuscite ad arrivare (contraccambiate) a un tale livello di fusione, come quello dei due protagonisti del romanzo, che mi viene da chiedermi cosa provino quelle spente coppie che vedo in giro, che trascinano una relazione come una coppia di buoi alla macina del mulino. Libro imperdibile, meravigliosamente scritto, divorato in due giorni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
xino (24-07-2008) Devvero eccezionale! Leggo che alcuni considerano Houellebecq indecente, cinico, razzista, e quant'altro. A me invece sembra che non faccia altro che disvelare il cinismo, il razzismo e l'indecenza che ci sommergono in questi ultimi decenni. Come in questo romanzo, dove mette a nudo la mentalità che domina la vita quotidiana oggi...
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Frà (20-03-2008) Ho letto questo libro a poca distanza da "Estensione del dominio della lotta", e sinceramente credo di aver trovato un altro dei miei "autori preferiti". Il libro trasmette un vago senso di angoscia, vissuta da Michel con uno splendido cinismo, unica arma che gli permette di sopravvivere in un mondo del quale, sinceramente sembra non fregargliene niente. Parafrasando Schopenhauer il libro sembra essere la perfetta rappresentazione del suo aforisma della vita come pendolo oscillante tra noia e dolore. Ma non commettete l'errore di giudicare questo libro senza averlo letto. Non un libro splendido, ma certamente un libro da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
samurai hsamurai@libero.it (30-08-2007) Houllebecq ha dei seri problemi psichici, ma questo libro è imprescindibile nella comprensione del declino e prossima estinzione della civiltà occidentale, di cui nessuno, eccetto lui, sembra accorgersi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Motoskipho (06-06-2007) Houellebecq è cinico, volgare, è un provocatore ma vede il mondo e lo descrive con una lucidità straordinaria. Questo libro è a dir poco profetico se pensiamo che è stato scritto prima dell'attentato alle Twin Towers. E' la perfetta rappresentazione del nostro tempo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Manuel lolli.manuel@libero.it (06-04-2007) Innanzitutto mi sento di consigliare la lettura di questo libro a chi abbia almeno sedici anni.
A tratti cinico ma a volte dolce, erotico ed in alcuni passi morbosetto, è ricco di osservazioni brillanti, sfrontate, criticabili (o almeno discutibili) che invitano alla riflessione (specialmente verso la fine del libro).
Personalmente sono passato da un iniziale stato d'animo sognante e di invidia per la piacevole sorpresa che il destino ha riservato al protagonista, ad una finale profonda amarezza per come lo stesso destino si accanisce. Questo perchè trovo conferma al mio modo di pensare secondo cui quando le cose vanno troppo bene è il momento di cominciare a preoccuparsi in quanto viviamo su questo Purgatorio che è il pianeta Terra e non in un Paradiso.
Un pò noioso quando parla degli aspetti turistico-commerciali è in fin dei conti piacevole, stuzzicante e curioso.
Anche se non so se è opera di fantasia o meno vale la pena di leggerlo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lete72 (06-03-2007) E' la prima volta che leggo questo autore dal nome impronunciabile, ma è anche la prima volta che dò 5 ad un libro, però questo mi ha proprio incantato.Anche se all'inizio l'ho messo da parte perchè l'ho reputato (a torto) un libro troppo volgare ed esplicito, poi non ho resistito nel sapere che fine avrebbe fatto quel povero statale quarantenne, cinico, ironico, irriverente, inetto che s'innamora della donna perfetta (da invidiare perchè bellissima, ricchissima,ma che fa tanta tenerezza), e che non lo ammette, forse perchè non ci crede lui stesso, fino a quando la perde.Lui disposto a lasciare il suo lavoro, favoloso per tanti, ma apatico e senza spunti per seguire lei, una storia d'amore aperta a tutto, estremizzata (non è proprio l'ideale di tutti, ma forse di tanti), moderna e reale dove finalmente la donna si emancipa e se la vive come meglio può (anche se aiutata forse un pò troppo dal suo bel fisico!). Insomma un libro che mi ha appassionato e spesso 'istruito' sui luoghi esotici, i meccanismi dell'economia, ma anche fatto riflettere su una vita non vita che può essere sia il nostro mondo occidentale, sia quello vacanziero dei paesi tropicali, ma che è ugualmente spietata e breve per tutti. Un testo da leggere tutto d'un fiato e per pensare anche a ciò che realmente vogliamo e abbiamo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
art (26-01-2007) Mi è sembrato di leggere un libro scritto da un Bukowski in versione francese, forse un po’ meno rozzo e più interessato alle problematiche socio-sessuali osservate da una prospettiva medio borghese.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
piero harrigasp@hotmail.it (08-11-2006) Avevo già letto "Le particelle...." e non mi era piaciuto per niente. Questo, pur essendo molto più commerciale, l'ho trovato molto più appassionante. Finale scontato:? Boh! Può essere, ma non toglie niente al racconto. Certo che è cinico, ed anche spietato, ma così è la vita ..... quella vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vincenzo ghostswann@yahoo.it (06-10-2006) Sembra scritto da un copycat, un pallido imitatore dell’autore di “Le particelle Elementari”: senza verve o un'idea davvero accattivante, personaggi scontati, storia trita e banale, che da pagina 25 in poi sai bene come è destinata a finire. TRAMA - Un tizio sociopatico (di nuovo!?) ha dei problemi di relazione con l'altro sesso (n'altra volta!), in generale con il mondo ed in particolare anche con la propria famiglia, che scompare all'inizio della storia per evitare di complicare la vita allo scrittore. Per qualche incredibile (è il caso di dirlo) scherzo del destino, questo tizio privo di attrattive e tendenzialmente mediocre, incontra la donna perfetta (intelligente, bella, ricca, rampante, che scopa benissimo ecc.) durante un viaggio di turismo sessuale; non solo ha la fortuna incredibile di incontrarla, ma questa si innamora di lui nonostante lui si comporti da quello che è: un sociopatico. Ovviamente lui, che non ha mai combinato una mazza in tutta la vita, non perché sia stupido, ma perché tutto il resto del mondo occidentale è composto da gente sessualmente frustrata (nesso interessante, non fosse vecchio di almeno un secolo), ha l'idea che gli cambierà la vita e altrettanto ovviamente trova appoggio nella sua brillantissima donna e in un altro soggetto che, altrettanto sessualmente frustrato, prima diventa pedofilo (ma senza violenza, certo, perché bisogna provocare, ma in modo conformista), poi scopre la bellezza del turismo sessuale. Conclusione? I cattivi (e stupidi) arabi compiono un attentato improbabile (in stile mafioso) e i ricchi e opulenti occidentali (stupidi crucchi) uccidono quel progetto eccezionale che il nostro eroe sociopatico aveva creato. Lui, l'unico al mondo a non essere ipocrita. A volte capita di incontrare un'opera d'arte e di pensare: "ok, qui l'autore qui sta andando oltre i miei limiti." E’ possibile quindi che io non ci abbia capito una mazza, ma non ci punterei su dei soldi. Ah! In più, sarà colpa della traduzione, ma non è neanche un granché come stile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
pixel (26-09-2006) Dopo un inizio sfolgorante si perde (ma di molto!) nella seconda ma soprattutto nella terza parte. Voto: 2 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 41
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