|
|  |
Trumbo Dalton - E Johnny prese il fucile |
6 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5carla carboni (20-09-2011) Tutto in una parola: MERAVIGLIOSO Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio claudiopi75@yahoo.it (25-06-2008) curiosità: Dalton Trumbo, sotto lo pseudonimo di Robert Rich, vinse l'Oscar per la sceneggiatura de "la più grande corrida"(1956) di Irving Rapper. Nel 60 firmò la sceneggiatura di Exodus, di Otto Preminger e di Spartacus di Stanley Kubrik, sempre sotto pseudonimo (questa volta usando un nome ungherese).
Usare lo pseudonimo non fu una scelta, infatti Trumbo era finito nella famigerata Lista nera di Hollywood durante il maccartismo e dovette rifugiarsi in messico assieme alla moglie fino a quando il successo di Spartacus e Exodus non lo riabilitarono agli okki della nazi-one.
"Johnny got his gun" vinse il National Book Award nel 1936 e, nel 1971 fu lo stesso Trumbo a dirigerne l'adattamento cinematografico.
Ci troviamo di fronte ad un gigante poco noto del '900.
Il romanzo, confermo, è grandioso. La scelta di non usare la punteggiatura, fatta eccezione per i punti di fine periodo è azzeccatissima, la scorrevolezza della narrazione non perde nulla, è confezionata alla grande. Questo autore sapeva scrivere a livelli eccelsi. Un professionista incredibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bartlet (03-03-2007) eccezzionale,capace di far riflettere e nello stesso tempo commuovere ed angosciare.mi sono imbattuto per caso in questo libro,ma l ho letto in una settimana.consigliato a tutti.il finale e una cosa pezzesca. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lordkrandel (30-08-2005) Un'esperienza che ti cambia la vita.
Perditempo astenersi.
Per chi ha capito che cosa vuol veramente dire
essere vivi, diventare liberi, essere sè stessi,
persone umane fatte di arti carne sangue o
magari solo di un cervello con il quale riuscire
a penssare soffrire e continuare lo stesso
A lottare per vivere perchè non si può mai
farne a meno. Mai.
E' un imperativo che ci corre nelle vene,
un furore cieco, una spinta all'esistenza.
Paragonabile solo ad opere del calibro
dell'Urlo di Munch
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Chino (19-12-2004) L'ho conosciuto cercando informazioni sulla storia alle spalle della canzone One dei Metallica e devo dire che ho fatto veramente bene ad effettuare questa ricerca. E' una storia superba che bagna la sabbia della mente del lettore di temi molto crudi e importanti facendoli diventare propri in una maniera estremamente esplicita.
Un capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Frenk (10-02-2004) Ne avevo sentito parlare, come sempre, in enoteca da quei finti intellettuali che parlano di quello che stanno leggendo, essendosi oramai scordato il libro che precedeva. La mattina seguente, per caso, ne parlavano anche all radio e quindi l'ho ordinato, mi è arrivato, l'ho letto.
Un capolavoro, sensazionale, per uno come me che legge tanto e non è mai soddisfatto. L'AUTORE E RIUSCITO NEL SUO INTENTO, PARLARE DI PACE, SENZA MAI NOMINARLA, MA ACCAREZZANDOLA CON UN BRACCIO LUNGO LUNGO, DA DENTRO UN POZZO DI FANGO E MERDA DA DOVE L'UOMO E ABIUTATO AD ASSAGGIARE LA VITA PER CONTO DEL GOVERNO Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|