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Tolkien John R. R. - Il medioevo e il fantastico | "J.R.R. Tolkien, il professore che amava i draghi, filologo insigne ed estroso, subcreatore della Terra di Mezzo e dei suoi miti cosmogonici, conservatore, cattolico tradizionalista, antimoderno al punto tale da preferire i fulmini ai lampioni, i cavalli alle automobili, ha insegnato ormai a diverse ad amare il Medioevo e il Fantastico e a non considerarli entrambi qualcosa di negativo, di cui vergognarsi o addirittura "pericoloso". Tolkien, della Evasione del Prigioniero dal carcere della Modernità, ne ha fatto un atteggiamento positivo e costruttivo, indispensabile per uscire indenni mentre si superano tutti gli ostacoli che si frappongono alla libertà." (G. De Turris)
Media Voto: 4 / 5Davide Gorga (19-12-2006) Il libro è una raccolta eterogenea di scritti di Tolkien, di cui solo uno (a quanto mi risulta), "Sulle fiabe", era già uscito in Italia. Illuminante per quanto riguarda la sterminata cultura dell'Autore, amante del Beowulf, dal carattere franco, con un'autentica passione per l'insegnamento. Irriverente il suo Discorso di commiato dall'Università, in cui non lesina critiche al sistema scolastico in cui ha lavorato, eppure sempre signorile e rispettoso dell'altro - tanto da terminare il suo intervento con la recitazione di "Namarië", che gli appassionati del Signore degli Anelli conoscono bene. Ottimo testo con l'unica pecca della frammentarietà. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ian Mc Kellen (15-12-2003) Il libro è bello, ma Tolkien non è un conservatore!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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