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De Carlo Andrea - Giro di vento | Due uomini e due donne, professionisti di successo e amici da sempre, partono da Milano insieme a un agente immobiliare per visitare alcune case di campagna che intendono acquistare e ristrutturare in Italia centrale. Quasi arrivati a destinazione, si perdono lungo strade sterrate tra colline coperte di boschi e la macchina su cui viaggiano cade in un fosso. I telefoni cellulari non hanno copertura, sta calando la notte e comincia a piovere. Adottando un punto di vista fluttuante che, di volta in volta, si sposta impercettibilmente da uno all'altro dei cinque personaggi, De Carlo costruisce un romanzo a più voci in cui racconta delle nostre aspirazioni e contraddizioni, dei rapporti d'amicizia e d'amore, delle paure, delle manie, dei sogni nascosti.
15 recensioni presenti. Media Voto: 2.26 / 5simo62 (05-09-2011) Un libro davvero brutto. Sembra scritto da un adolescente rimbambito di internet e tv spazzatura. Andrea De Carlo ha toccato davvero il fondo stavolta.. mi dispiace. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Marco bdicharlus@hotmail.com (01-09-2011) Libro insulso, che non vale la carta (peraltro di pessima qualità) su cui è scritto. Narra l'improbabile vicenda di un uomo di città che, deluso dalle esperienze pregresse, decide di 'piantare tutto' per trasferirsi in una improbabile comunità di pseudo 'primitivi', ritiratisi a vivere 'a contatto con la natura' in un luogo appartato dell'Appennino tosco-emiliano. Decisione presa dopo aver scoperto le gioie del sesso con una fanciulla ruspante, membro della predetta comunità. Il tutto condito con una serie sconcertante di banalità e di luoghi comuni sulla degenerazione della vita cittadina e la purezza di quella silvestre. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giovanna (27-02-2011) Il libro scorre piacevole anche se non è uno dei migliori di De Carlo. In alcuni punti risulta una ripetizione della seconda parte di Due di Due. Il finale si spenge un po' su se stesso e il libro non lascia grandi emozioni. Ne risulta una gradevole lettura di svago, senza particolari pretese. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Isma (06-02-2011) Giro di Vento, questo è il titolo, che mi è apparso intrigante e misterioso. Ma che una volta letta tutta la storia non lascia assolutamente niente. Un libro noioso dal mio punto di vista, sopratutto ogni volta che un personaggio parla; dice, dice, dice, dice, dice, dice ... sempre e solo dice per tutto il libro. Passa la voglia di leggerlo alla fine e poi stringi stringi il libro non dice assolutamente nulla, non accade praticamente niente.
Un libro che sconsiglio vivamente di leggere. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Enrico (20-02-2010) Dal personaggio riflessivo all'impulsivo, dall'eccentrico al semplice, dal lunatico al burbero, dal sentimentale all'asociale. Un mix di personaggi che, come al solito, rendono il romanzo di De Carlo, vero ed attuale. Si riflette sulla società odierna che si compone di tutta apparenza con poca sostanza. Però il finale è rimasto un po' sospeso. Non mi è piaciuto. Lo avrei voluto più definito nelle scelte dei personaggi conseguenti all'esperienza vissuta. E' il secondo libro che leggo; dopo “due di due”, anche questo nel terminarlo mi ha lasciato un senso di nostalgia. Lo consiglio per la veridicità delle storia raccontata. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
paolo57 (24-11-2008) E' una lettura molto piacevole, tipico romanzo di De Carlo, avvolgente, caldo, ironico.
Ambientato in Umbria, terra amata da Di Carlo, contrappone due modi di vita diametralmente opposti; tendenzialmente il lettore è portato a schierarsi per chi sceglie una vita più a misura d'uomo, dove non conta il modello di cellulare o la la cilindrata dell'automobile, dove lo stress non ti provoca tensioni, gastriti, psicoanalisi.
Il difficile è proprio questo, fermarci un attimo e cercare di diminuire la velocità della nostra esistenza, questo comporterà piccoli sacrifici, ma alla fine ci permetterà di assaporare meglio il profumo della vita.
Bravo!! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Antonella (12-07-2008) Libro gradevole, si lascia leggere, ma non è al livello di "Due di due" o altri migliori. Va bene sotto l'ombrellone. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Cristiano (21-05-2008) Come diceva un altro lettore ho aspettato tutto per tutto il libro la svolta, il lancio, il colpo di scena per dirla come lui la virata alla "tranquillo week-end di paura". Niente. A parte il divertente siparietto iniziale nel quale anche io mi sentivo spettatore schifato di questi omuncoli ( parlo dei borghesetti milanesi ) il libro ristagna a giro di vento in un contorno di banalità.
Lo stile di scrittura di De Carlo è sicuramente scorrevole e intelligente ma alla fine del libro non mi è rimasto proprio niente. Una mia amica mi ha consigliato "due di due". Vedremo..per ora il primo De Carlo ha fatto flop. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Anna (28-01-2008) Ero rimasta incantata da Due di Due, libro che ho regalato a tutte le persone che per me contano qualcosa, ritenendolo assolutamente "speciale".
Dopo Due di Due ho letto molti altri libri di De Carlo, tra cui questo. Ma non emozionano e sono ripetitivi. Sempre la stessa storia. I milanesi borghesi, annoiati e finti che alla fine vanno per una ragione o un'altra in Umbria dove scoprono un nuovo universo che annienta le loro certezze e li educa ad un nuovo vivere.
Premesso che io sono umbra di origine e che ora vivo a Milano, devo dire che certi punti sviluppati da De Carlo non sono troppo distanti dalla realtà. Ciononostante registro una ripetizione continua di personaggi e storie che dopo un po' non solo non emozionano ma annoiano.
Io credo che da un autore che ha saputo scrivere Due di Due ci si possa aspettare o meglio si debba pretendere di più. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Saverio (29-08-2007) Ho letto questo libro dopo lo straordinario "Tecniche di seduzione" e sono rimasto molto deluso. Il libro parte bene, con bei personaggi e ritmo incalzante, ma poi si perde come i suoi protagonisti appena arrivati a Giro di Vento. I personaggi si fanno improvvisamente stereotipati, al limite dell'assurdo, i dialoghi diventano logorroici e la situazione nel suo insieme più farsesca che altro. A un certo punto De Carlo avrebbe potuto virare sul thriller alla "un tranquillo week-end di paura" e sperimentare nuove strade, ma preferisce rifugiarsi sui binari a lui più conosciuti dello studio dei rapporti interpersonali. Peccato. Il risultato è soporifero e vien voglia di saltare le ultime 100 pagine per passare direttamente al finale. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (26-07-2007) Mi aveva impressionato positivamente all'inizio, con la sensibilità straordinaria del personaggio "Luisa"(riuscire a intuire la vita degli altri, vedendo i palazzoni di periferia di Milano ), poi , secondo me, il libro si spegne, a parte un piccolo sussulto riguardante lo scambio di opinioni tra pseudo-modernismo e vita semplice di campagna. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
maurizioliberti.style.it (07-07-2007) Da un lustro a questa parte avevo abbandonato Andrea De Carlo e i suoi libri recenti al loro destino. Poi, un'amica mi ha caldamente consigliato questo. Ci ho ritrovato tutti i soliti clichè dell'autore milanese: protagonisti i soliti personaggi dell'alta borghesia italiana annoiati e annoianti, un intreccio narrativo che starebbe in un paio di fogli di block notes ma anche la solita grande capacità di scrittura che rende il libro scorrevole nonostante i difetti di cui sopra. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
barbara (19-03-2007) Senz'altro scorrevole ... ma trama, se pur irreale, scontata! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
dodo (26-02-2007) Bel libro ,simpatico e divertente che ti lascia qualcosa su cui riflettere.
E' una simpatica storia che prende in giro la societa' finta e sempre di corsa che viene messa di fronte ad un altro tipo di realta' piu' semplice e .. piu' selvaggia se vogliamo con risvolti divertenti.La domanda che torna frequentemente è: faccio veramente quel che desidero fare ? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
stefano masilis@tiscali.it (18-02-2007) Scorre piacevolmente, alla fine è un libro che ti lascia qualcosa, anche con il passare del tempo! libro un pò strano. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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