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Moody Rick - Diviners. I rabdomanti | Il falò della vanità americana. Fra la seduzione delle telecamere e le tentazioni del sovrannaturale. Uno spaccato dell'America, con le sue follie e le sue grandezze; un viaggio nel cinismo del Sistema, condotto da un autore ormai di culto. Protagonista del romanzo è Vanessa Meandro, una giovane produttrice cinematografica di New York con una smodata propensione per il cibo, che la rende obesa, e una madre ingombrante, possessiva e appassionata di divinazione. Quando fra le sue mani arriva una sceneggiatura a base di avventura, passione e deserto, Vanessa si convince di aver trovato lo spunto per il film del secolo, La tempesta del Sahara. Un attore che lavora con lei, però, Thaddeus, vorrebbe realizzare da quello script un serial televisivo, The Diviners, con zingari e chiromanti perseguitati che finiscono nel Sahara. In Texas, mentre cerca la location del suo presunto film, Vanessa si ritrova in un villaggio famoso per i suoi avvistamenti UFO, dove pare siano arrivati gli alieni - mentre anche sua madre perde la testa e si persuade di essere stata rapita da loro. Poco a poco, così, le speranze di realizzare il film svaniscono; evidentemente, funziona molto di più la linea commerciale di un serial sui medium...
Media Voto: 3.25 / 5gianni (12-10-2009) Bel libro. Scritto benissimo, come del resto è usuale attendersi da un libro di Moody. Effettivamente la trama è un po’ labile. Sembra solamente una scusa per presentare tutta una serie di personaggi, altrimenti slegati tra di loro. Nello svolgersi del romanzo alcuni di questi personaggi rimangono infatti slegati dal resto e molte delle cose introdotte nella trama restano incompiute. Ma questo libro, secondo il mio modesto parere, fa parte di quei libri in cui la bellezza risiede più nel modo in cui l’autore scrive le cose, nelle riflessioni che fa e che porta il lettore a fare, piuttosto che nella consistenza della trama stessa. Per questo io do comunque un giudizio estremamente positivo di questo libro. Questo libro parla di come a volte siano futili le ragioni per cui uno vive, o piuttosto crede di vivere, mentre invece basterebbe avere il coraggio di prendere la propria vita nelle proprie mani ed aprirsi all’altro. Forse questo approccio alla realtà può sembrare ancora un po’ troppo surreale per noi italiani, ma purtroppo anche in questo ci stiamo americanizzando e quindi non passerà molto tempo prima che questo libro appaia perfettamente calato nella realtà anche italiana. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Vicky Vale (01-01-2008) Il libro è un saggio delle capacità letterarie di Rick Moody che si dimostra maestro nella varietà e nella costruzione psicologica dei caratteri. Peccato che, di fatto, non vi sia alcun approfondimento e i mille fili della trama tessuti nei vari capitoli si perdano nel vento lasciando l'amaro in bocca. Estrema conseguenza del postmoderno. Non vi è una fine possibile. Ma forse in questo caso la libertà lasciata al lettore è eccessiva. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Riccardo (23-07-2007) con rammarico dò un voto mediocre. E sì. Io sono un fan di questo geniale scrittore: Rosso Americano, Tempesta di Ghiaccio e i racconti di Demonology, sono tra le pagine più belle del post-modernismo americano. Con acrobazie stilistiche, Moody, tesse trame e personaggi indimenticabili. Qui purtroppo c'è solo lo stile e poco altro. Si parte bene, anzi benissimo: ritmo incalzante, personaggi strani e intriganti, storie di normalità folle, i classici temi del postmodernismo: televisione, intrattenimento, moda, business e vita nella metropoli tra manie, stranezze e follie...e poi si continua così: altri personaggi strani, altri eventi folli, ancora paragrafi con stile impeccabile...e poi ancora: altre strenezze, la trama che si aggroviglia, e via, via, via...ma la storia dov'è?...Sarò forse duro: ma Rick Moody questa volta si è lasciato andare la mano e ha perso il "fuoco" del suo lavoro... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Libetta libetta@hotmail.com (07-03-2007) Superate le prime decine di pagine con quanto di peggio possa procurare la vecchiaia, la trama inizia e scatta l'eventuale affezione per qualcuno dei personaggi, presentazioni ed attitudini in sequenza o quando capita, il mondo della televisione mostrato sia dal lato spietato della produzione che dalla parte dell'ignaro consumatore finale.
Moody pare avere molto da raccontare (si percepisce come un senso di insufficienza delle pagine) ed infila l'impossibile quanto a tipologie di razze, debolezze umane, problemi, manie, sprazzi di terrorismo locale (ma le torri sono ancora in piedi, per una volta), manovre per emergere e quelle per restare disperatamente a galla, deviazioni e quant'altro.
Per ciascuno di loro i brani migliori sono quelli sulla sofferenza e sulla disillusione, sia morale ma soprattutto fisica. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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