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Il rancore verso il mondo; un suicidio che sconvolge alcune vite; una comunità spirituale dove ognuno sembra intento a costruire la felicità comune. Il giovane Uto, che entra in questa comunità con la forza devastante di un virus distruttore...
8 recensioni presenti. Media Voto: 2.62 / 5Elisabetta (09-06-2011) letto diversi anni fa, molto piacevole, l'ho divorato. particolare, lo consiglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sabrina sabrib@email.it (22-02-2010) L'idea è interessante. Un giovane problematico che sembra indifferente a tutto in realtà si scopre sia una persona piena di talento e capace di leggere e capire le persone in profondità. Di fronte un uomo che vive invece in un mondo artefatto a cui si è adeguato ma che non gli corrisponde. L'incontro fra i due fa cadere tutti gli artefizi e le persone si scoprono per quello che sono. L'inizio però è lento, il libro diventa interessante da metà in avanti. La storia non è scritta in modo avvincente per questo il libro non mi ha entusiasmata Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marco (23-04-2009) Non sono in grado di fare una recensione, posso solo comunicare,istintivamente, che a me il libro è piaciuto molto.
Sembra quasi che De Carlo riesca a "sentire" tutto quello che scrive, e che poi trovi le parole più adeguate per farlo "sentire" anche agli altri.
Se fossi stato un certo tipo di scrittore avrei detto ovviamente che il libro era orrendo,
questo perchè si parla di libri........ altrimenti sarebbe stato un quadro o una scultura o una canzone.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
simone (24-03-2009) L'idea di partenza era interessante, potenzialmente ricca di sviluppi: un adolescente pieno di insoddisfazione che ancora non ha trovato la sua strada viene immerso in una realtà singolare,edulcorata come quella di una comunità spirituale...e invece lo sviluppo di questa idea è una totale delusione. Intanto la prolissità: il materiale che De Carlo sfrutta poteva bastare per un racconto, ma è insufficiente per un romanzo di 330 pagine: molte situazioni si ripetono in un continuo girotondo dove cambiano solo pochi dettagli...e la noia avanza. Poi, lo stile: non si può riempire un libro di "non-comprensione","non-osservazione","non-sguardi","non-etc"..."NON"trattino qualsiasi parola possibile..il testo è PIENO di situazioni simili.Oppure di duplici-triplici ripetizioni di parole come"occhi occhi occhi che osservano" "sorrisi sorrisi", e così via: se pensava di risultare efficace o coinvolgente, De Carlo ha proprio sbagliato tutto, a mio modesto avviso. Quel che resta è un modo di periodare insopportabilmente manierato e irritante. Quando tenta di arrampicarsi in paragoni singolari è perfino ridicolo: "grida, con un tono da violoncello antico in cattive condizioni"...Da violoncellista, questa frase mi ha fatto sinceramente morire dal ridere..ma capisco che possa suonare fascinosa per chi è meno esperto in fatto di strumenti ad arco.In definitiva un libro tanto manierato quanto velleitario, con i frequenti, fastidiosi paragrafi in corsivo che rappresentano i pensieri di Uto, ma che risultano ripetitivi, senza un vero sviluppo del personaggio. Il finale poi, come qualcuno ha già notato, è così posticcio e poco credibile da sembrare umoristico: ma non penso fosse lo scopo di De Carlo. Leggete altro. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
gmb (17-03-2009) Forse il peggiore libro di De Carlo insieme a Nel momento. Finale assurdo per una storia che non decolla. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
elena (06-05-2008) ...a me è piaciuto molto e ve lo consiglio!! devo però riconoscere che c'e una caduta di stile nel finale che è banale-banale. ciononostante De Carlo riesce a affascinare il lettore con questo enigmatico personaggio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberto92 (05-09-2007) Scontato e surreale. Non lo consiglio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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