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Nori Paolo - La vergogna delle scarpe nuove |
La vita famigliare di un intellettuale bolognese, scrittore e traduttore dal russo: la nascita della figlia Irma, la sua malattia e il ricovero in ospedale, il deteriorarsi dei rapporti con la compagna Francesca, la vita professionale, i colloqui con gli editori, la difficoltà di tradurre Tolstoj, le conferenze male organizzate, l'ipocrisia dei politici. E infine i ricordi d'infanzia, legati a oscuri sensi di colpa, a una inconfessabile vergogna che torna a pesare sull'anima. Il nuovo romanzo di Paolo Nori ripropone un io solitario e farneticante, in cui il gusto di un linguaggio è una porta aperta sull'intelligenza di una comicità sottilissima, sempre pronta a ribaltarsi in gioco surreale o nel pathos della malinconia. Un romanzo che resuscita il piacere dell'avanguardia letteraria e lo fa ruotare vertiginosamente intorno a incessanti e irresistibili momenti di verità, vissuta con uno spirito di agrodolce distacco.
Media Voto: 4.2 / 5valentina (31-10-2007) Non credo di essere molto obiettiva visto che adoro Nori (andare alle sue letture, incontrarlo sotto i portici...) cmq il libro mi é piaciuto molto e la scrittura di Nori, cosí "sua", cosí riconoscibile, cosí emiliana mi ha sempre emozionata. Adesso che sono tanto lontana da quei portici poi, leggere Nori é un tuffo al cuore. Bellissime le delicatezze sulla piccola Irma. E le parole finali del libro son tutta una vita. Bravo Paolo! Libro consigliatissimo se non siete un lettore che si ritrova spaesato fuori dai canoni tradizionali. Voto: 5 / 5 |
Luca Arese coyyotino@tiscali.it (08-09-2007) uno straordinario soliloquoi circa il divenire padre. Una amara e angosciante descrizione della fine di un amore. Una struttura aforismica. Uno scintillante percorso di consapevole tradimento: della lingua italiana, di un amore. Una paternità di un padre di oggi: aggrappato disperatamente al suo ego, Paolo ci fa capire che la Irma è carne della sua carne, una commovente e dienneatica descrizione della quale non c'era bisogno: Irma è anche figlia nostra. Voto: 5 / 5 |
Rocco (10-06-2007) La copertina è piacevole. Il libro invece è proprio illeggibile, il peggiore di Nori, secondo me. Dopo 8 pagine l'ho chiuso e non lo riaprirò mai più. Il volontario "scriver male" posso perdonarlo solamente ad Aldo Nove (ma solo perchè in lui ha un senso). In un "romanzo" (si fa per dire) come questo, per me, serve solo a far innervosire il lettore che, da un laureato in letteratura russa, si aspetterebbe qualcosa di CONGRUENTE. Ma qua, non vi è alcuna armonia tra il tipo di linguaggio utilizzato (di cui non si capisce la necessità) e la storia narrata. 16 euro, se vi piace la copertina. Sennò, date retta a me, andate a mangiarvi una capricciosa accompagnata da una doppio malto, certo alla salute del pur bravo Paolo Nori che però, parafrasando T.E. Lawrence, non credo proprio sarebbe mai crepato se anche non avesse pubblicato una roba del genere. Un libro di cui l'umanità tutta avrebbe potuto fare volentieri a meno. Voto: 1 / 5 |
mirco mircocittadini@yahoo.it (23-05-2007) sempre meglio... non so come faccia, ma ogni libro è sempre più bello. lo consiglio vivamente agli appassionati di Nori. Quanto ai non appassionati, non credo che questo possa far cambiare loro idea.
Voto: 5 / 5 |
Giancarlo Tramutoli gtramuto@tiscali.it (20-05-2007) Appena finito. Un grandissimo Paolo Nori. Il suo romanzo più raffinato. Tessuto di struggenza e umorismo sempre in miracoloso equilibrio. Con un finale che ti inchioda per dieci minuti davanti alla copertina chiusa. Bello il titolo e la copertina e il risvolto firmato dall'autore: "Questo libro racconta una fine, e si legge in due ore." Si poteva essere più efficaci e brevi di così? Voto: 5 / 5 |
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