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Houellebecq Michel - La possibilità di un'isola | In un futuro inquietante, dominato da cloni che sembrano aver pagato l'immortalità con la perdita della capacità di ridere, piangere e provare emozioni autentiche, due misteriosi personaggi, Daniel24 e Daniel25, trovano i diari del loro "originale", Daniel1, vissuto ai nostri giorni. La lettura commuoverà molto Daniel25 che conoscerà così la sofferenza, distruggendo il sogno dell'immortalità dei suoi creatori. Provocatorio, ironico, il romanzo di Michel Houellebecq è una riflessione sul senso della vita che viviamo e sulla possibilità di replicarla.
11 recensioni presenti. Media Voto: 3.81 / 5Paola (17-01-2011) Concordo con Maria, l'unica cosa che val la pena leggere è il titolo! Insopportabili i finti filosofeggiamenti di cui è infarcito, e la boria del protagonista. Mi è stato regalato da un'amica, e a fine lettura gliel'ho restituito, intimandole di non presentarmi mai più cose del genere. Uno dei libri peggiori che abbia mai letto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Maria (12-12-2010) Doveva pur arrivare, alla fine una stroncatura per questa entusiastica media.Eccomi qua dunque,appena dopo aver chiuso il libro. Delusione totale.Avevo sentito parlare di un genio, un nuovo vero ribelle,un cantore della crisi dell'Occidente, argomento che mi interessa moltissimo.Avevo additittura pensato di comprarlo il libro, per fortuna poi ho ripiegato per la biblioteca comunale;trama riassumibile in poche righe, con una voce narrante irritante nel voler scioccare a tutti i costi;un ometto che si ritiene superiore e corre dietro a donnine piccole piccole per trovare l'amore, condendo il tutto con scene di sesso che non fanno mai male, soprattutto alle vendite;che dire delle pagine della setta?inutili, noiose, pesanti;da lì ho capito che il libro proprio non mi sarebbe sceso giù; ultima parte inutile; Ok, viviamo in un pessimo mondo, ma il modo di raccontare di Houellebecq non mi garba affatto.E' furbo ad utilizzare la sua formazione scientifica per riempire la pagina, ma basta?Infatti la cosa che più ha deluso e disturbato è lo stile: pensavo di trovare uno stile fresco, moderno, conciso e ne ho trovato invece uno ridondante, monocorde, scialbo e pretenzioso. Non credo di leggere a breve un altro testo della'autore, anzi mi ributterò su un classico stavolta.Salvo solo il titolo, bello, evocativo e quindi ingannevole! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
gianni (17-09-2010) Romanzo bellissimo. Personalmente l’ho preferito a “Le particelle elementari”, unico altro libro che ho letto di questo autore. La prima parte poi del libro secondo me è un capolavoro. All’inizio della seconda parte il libro ha un po’ un calo di livello, per poi riprendersi magnificamente nella seconda metà della seconda parte e nella terza. La storia è originalissima, e l’autore è sempre arguto, spietato, ed incisivo nella sua critica della società moderna. E’ un libro che ovviamente sconsiglio a puritani od a quelle persone che si scandalizzano troppo facilmente, poiché il libro è veramente esplicito e diretto ed il sesso abbonda. La critica alla società attuale in cui il desiderio di piacere (non solo sessuale) e la cultura edonista impera, in cui l’essere giovane (e magari bello) è imperativo per non essere messo da parte è veramente spietata, estremizzata, ma secondo me anche molto realista. Nel mondo presentato da Houllebecq l’amore viene messo da parte e pian piano viene dimenticato, l’uomo diventa un organismo “superiore”, grazie all’ingegneria genetica, ma perde la capacità di relazionarsi con gli altri. E’ diventato un organismo autotrofo (in grado quindi, come le piante, di ottenere nutrimento dall’energia del sole) ma è diventato autosufficiente anche dalle altre persone e quindi perde la capacità (voglia?) di relazionarsi con le altre persone. Esiste allora ancora una possibilità per i sentimenti? Migliaia di anni dopo la storia presentata inizialmente nel libro, Daniel 25, neoumano a cui però sembra che manchi qualcosa, avendo letto i resoconti degli umani che lo hanno preceduto, parte quindi alla ricerca di una colonia di neoumani sull’isola di Lanzarote (esisterà sempre?). E’ sicuramente uno dei libri più belli che mi sia capitato di leggere ultimamente. Ne consiglio la lettura a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Zeno (19-09-2009) Non all'altezza di piattaforma, comunque sempre preciso e senza pietà per dissezionare l'uomo e la società. Se c'è speranza è solo dentro di noi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giuseppe (10-12-2008) incredibilmente originale, sia nell'idea di fondo che nella scrittura!
ricco di osservazioni sulla vita fatte con occhio esperto e disincantato!
da leggere!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Max (27-10-2008) ottimo romanzo, angoscioso e apocalittico, fa veramente riflettere. un pessimismo cosmico che si delinea persino nel futuro. houellebecq si è spinto ben oltre l'analisi della società moderna; riflette sulle conseguenze. però...non è il miglior romanzo di questo incredibile scrittore. effettivamente dopo aver letto i precedenti tre romanzi, si ha l'impressione che stia rimacinando i temi: l'anafettività, il sesso omologato, vuoto e scadente, l'atarassia diffusa in ogni dove, un futuro di modifiche genetiche per "raddrizzare" i deficit dell'uomo moderno, l'irruzione nella vita del protagonista di una donna non più giovane ma speciale e che alla fin fine fa una brutta fine, e altro ancora...mi pare di vedere i primi segni di cedimento di questo grande, grandissimo scrittore...spero sia solo un'impressione, ma qui sembra veramente di leggersi un incrocio tra "Le particelle elementari" e "Piattaforma". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Herzog (23-05-2008) Ben scritto, notevole quando filosofeggia sulla condizione umana (sesso, invecchiamento...), peccato che a tratti nelle parti new-age metta un pò troppa carne al fuoco....catastrofi climatiche, guerre nucleari....e in quelle in cui sceglie i bersagli contro cui scatenare la vis polemica....semplicemente troppi, contro tutto e tutti (capisco il fine ma così è la fine dell'incisività)....infine: perchè spalmare la vicenda su "parecchi secoli"? Una inutile perdita di potenza narrativa.... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Michele Bissiri (07-04-2008) La tristezza espressa da Simona nel suo commento conferma l'ambiguità che taluni critici francesi rimproverano a Houllebecq per gli altri suoi libri. Egli auspica ciò che succede a Daniel 25 oppure lo paventa?Bisogna ricordare chela sua carriera letteraria comincia con "L'estensione del campo della lotta" (1994), in cui, dopo la caduta del Muro di Berlino, alla lotta fra capitale elavoro si aggiunge quella trasversale per il sesso come supremo valore sociale. Tale lotta finisce per scardinare ogno istituto sociale e persino i normali rapporti fra uomo e donna; la riproduzione, in un futuro da sogno, o da incubo, avviene solo per clonazione;la vita sociale è annientata, l'unica"possibilità" è il solipsismo.
Vorrei ricordare,per concludere, che contro eccessi del genere,abbastanza di recente, Tzvetan Todorov,vecchio nume dello strutturalismo, auspica un ritorno in letteratura allo spirito razionalista dei Lumi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
davide (26-02-2008) due movimenti, ma entrambi finiscono in scacco-autodistruzione. l'uomo oramai sempre piú fuoricontrollo, dominato e bloccato dalle sue parole, dal suo discorso interiore, dallla paura del mondo. l'altro, il neouomo che si semplifica a videoregistratore. ma houellebecq scrive (e spera) da un luogo bianco su bianco dove si ritrova la possibilitá di un isola, dell'amore. (e tutti i lettori che si fermano a metá del libro lo fanno per paura dell'amore) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simona (05-12-2007) Ho appena finito di leggere questo libro: mi ha lasciato effettivamente una tristezza profonda.. è ben scritto, originalmente articolato, ma tratta tematiche inquietanti e delinea orizzonti a mio avviso estremamente verosimili. E' proprio questa verosimiglianza, la vicinanza a ciò che l'essere umano dimostra di essere, a generare quella mestizia di cui parlavo... Da leggere comunque, l'autore disegna un orizzonte consequenzialmente legato, per lo meno secondo una linea logica, a ciò che oggi stiamo vivendo e facendo ciò annichilisce la boria umana e zittisce ogni pretesa, urlata, superiorità. Sono trattati proprio i temi della nostra attualità: il crescente egoismo, il rifiuto del vecchio e del brutto, la scarsa natalità, l'annullamento del sentimento verso l'alterità, la tanto agognata eternità, tutti aspetti sviluppati in prospettiva dall'autore in maniera chiara, razionale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Orlando Swinton (26-09-2007) Il pessimismo si è fatto cosmico. Houellebecq è un moderno Leopardi di lingua francese, che approfondisce il suo approccio al mondo in una spirale di inevitabile materialismo. Un cinismo talmente profondo da rasentare la tenerezza. Un uomo che si aggira per il mondo senza trovare una spiegazione - una qualunque - che gli dia pace. Dopo "Le particelle elementari" e "Piattaforma", lo sguardo si posa sul futuro, e che futuro. Non si prospetta nulla di buono per l'uomo, che rincorre un sogno di eternità fallito. Consigliato agli eterni ottimisti per dare un tocco di nero al loro cuore rosa, ma anche agli eterni pessimisti per un effetto paradosso che li tiri fuori dal loro rancore verso il mondo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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