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Oates Joyce C. - La femmina della specie | Doll è un'orfana, ufficialmente undicenne, che vive con il padre prostituendosi nei motel lungo il Mississippi: il patto con i clienti è che farà il bagno con loro, ma non potranno toccarla. Evidentemente folle, la ragazzina ogni tanto uccide un cliente, per tornare soddisfatta dal padre con un trofeo in mano. Gilead è un giovane di bell'aspetto, ma fortemente ritardato, che si affeziona a una donna che ha incontrato un giorno al parco con una carrozzina e incomincia a seguirla e a telefonarle. La donna dapprima si spaventa e rifiuta la sua corte, chiamando perfino la polizia e minacciando di difendersi da sola; poi, una sera, approfitta di lui per fargli ammazzare l'ex marito, vendicandosi così dell'abbandono. Agnes O'Dwyer, infermiera tra la fine degli anni Cinquanta e il 1974, uccide "animata da cristiana pietà" qualcosa come ventisei pazienti, ammazzandosi con un'iniezione letale per paura di essere scoperta dopo l'ultimo delitto e lasciando un diario cifrato col racconto delle sue gesta. Una galleria di donne apparentemente "normali" ma animate da un oscuro istinto, da una pulsione violenta pronta a irrompere nel teatro quotidiano della vita. Racconti spietati, ossessivi specchi della natura umana, gioielli di un macabro divertimento che parlano di una disperazione che è pur sempre umana.
Lady Libro (16-02-2012) Nove racconti, nove storie.
Donne, ragazze e perfino bambine. Femmine. Femmine assassine, violente, ribelli o desiderose di cambiare la loro vita con il sangue, guidate dalla paura, dalla compassione o dal puro e semplice divertimento.
Come la mantide religiosa che divora il maschio quando non le serve più, tutte queste femmine diventano mantidi, diventano Satana.
Good people make bad things or bad people make bad things? Non si sa. Buoni e cattivi assoluti non esistono e il male che si insinua in esse può essere rimasto sopito per troppo tempo e risvegliatosi all'improvviso, può essere innato o momentaneo.
E'il secondo libro che leggo di quest'autrice, e non credo che ne leggerò altri.
C'è da dire che però la Oates ci sa fare con tutte queste cose sanguinolente e macabre, perchè in me hanno suscitato l'effetto probabilmente desiderato: orrore e disgusto.
Tutte queste storie, molto surreali e forzate a mio parere, mi hanno veramente impressionata: l'effetto splatter è assicurato e l'intero romanzo è carico di vera emotività, per quanto un po'assurde e paradossali siano le vicende.
Peccato che il tutto sia guastato da pessimi difetti stilistici: narrazione letteralmente "attaccata" a monologhi, pensieri e discorsi diretti privi di virgolette che creano un po'di confusione, gesti compiuti a caso dai personaggi senza un'esplicita (e desiderata) motivazione, troppi particolari e dettagli non approfonditi.
Alcuni racconti addirittura sembrano favolette scritte lì senza un'apparente ragione, che non c'entrano nulla con il genere a cui il romanzo è associato.
Chi vuole qualche bella storia forte, piena di colpi di scena e fuori dall'ordinaria monotonia, se lo legga. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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