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Franceschini Dario - La follia improvvisa di Ignazio Rando | Ferrara, periodo fascista. Ignazio Rando, impiegato modello noto per l'irreprensibile precisione con cui copia i documenti a lui affidati, una mattina, del tutto inaspettatamente, si alza dalla scrivania, sale in piedi sul banco dell'ufficio, lo percorre tutto, e se ne va davanti agli occhi esterrefatti dei presenti. L'ufficio non sa come reagire ed è il più ambizioso e meschino dei colleghi di Rando - tale Gargioni - a farsi carico di capire cosa sia successo. Mentre Rando gira per la città in stato confusionale, Gargioni va dunque a casa sua, dove scopre una stanza segreta piena di cartoncini su cui, maniacalmente, Rando registrava migliaia di sogni. Leggendo i sogni di Rando, spesso di argomento erotico e/o mortuario, Gargioni e il capoufficio si convincono che l'uomo sia un pazzo pericoloso, da denunciare alla polizia quanto prima. Di sicuro, è il capro espiatorio migliore per l'incendio che di lì a poco scoppierà...
Media Voto: 3.66 / 5Romolo (21-04-2009) Il realismo magico di Franceschini ritorna in questo romanzo, dopo l'esordio di "Nelle vene quell'acqua d'argento". Una prosa asciutta, ricca, avvolgente per descrivere il contrasto tra la realtà fatta di ipocrisia e conformismo con l'"altra" realtà, quella onirica, fatta della lieve sostanza dei sogni, in cui Ignazio si rifugia per sfuggire alla costrizione di giorni tutti uguali. Ma nello scontro tra conformismo e sogno, quest'ultimo non può che avere la peggio. Ottimo romanzo, la casta non c'entra niente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea (25-02-2009) Ma per favore... se non era un onorevole (vedi Casta) chi lo pubblicava (non a pagamento intendo) questo romanzo breve? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
lord (04-11-2007) Un bel libro di narrativa Italiana. Asciutto, direi "concentrato", poetico e garbato ma a tratti crudo e shoccante. Il tema dell'altro lato della "pazzia" non è nuovissimo in letteratura, come nella prosa. Qui diventa suggestivo per la contestualizzazione nei primi '900 in contrasto con la mentalità dell'epoca, conformista ed ipocrita.
Una scenografia suggestiva, fatta anche di scorci panorami urbani primi del secolo, di auto d'epoca ecc.
Chi, allettato dalla copertina o da un titolo vagamente wertmulleriano, si attende un romanzo brillante o una commediola divertente è avvertito. E' un libro che, facendo intravedere un cielo azzurro lascia l'amaro in bocca Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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