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Veronesi Sandro - Venite venite B-52 | Ci sono uomini che solo la Storia riesce a fermare; uno di questi è Ennio Miraglia, che i grandi eventi del XX secolo hanno portato alla rovina: prima i Beatles, che con la loro musica hanno fatto tramontare i suoi sogni di sassofonista, e lo hanno indotto a diventare boss dell'intermediazione, imbonitore televisivo e guru della televisione interattiva. Poi il crollo del comunismo, che blocca un accordo commerciale con cui avrebbe potuto trasformare in realtà il suo sogno. Ennio si ritrova così a imboccare la via della latitanza per sfuggire al mandato di cattura per appropriazione indebita: un piccolo grande eroe di oggi che si destreggia con simpatia tra night club e sezioni di partito, attorniato da collaboratori ottusi alle prese con riti di purificazione disperati e inefficaci.
Media Voto: 4 / 5gianni (29-11-2010) Dopo aver letto quattro libri di Veronesi (oltre a questo ho letto Caos calmo, Brucia Troia e XY) devo dire che questo è di gran lunga il più bel libro di Veronesi che mi sia capitato di leggere. E non solo è il libro più bello di questo scrittore ma è uno dei libri più belli che mi sia mai capitato di leggere, soprattutto per quanto riguarda scrittori italiani. Il libro è scritto molto bene, con una giusta dose di sperimentazione da risultare geniale ma essere comunque di lettura estremamente godibile. Mi sembra di capire poi che le letture che hanno influenzato Veronesi sono anche quelle che mi hanno particolarmente affascinato nella mia "carriera" di lettore: ecco quindi che nella struttura fortemente meta-narrativa del romanzo si avvertono echi di John Barth (o forse della satira che David Foster Wallace fa di Barth), della scrittura geniale e fortemente cerebrale di David Foster Wallace, la caratterizzazione dei personaggi non può non far pensare ai romanzi di Thomas Pynchon (non so perché ma a me è venuto subito in mente Zoyd Wheeler di Vineland), ecc.. Sicuramente il substrato culturale da cui nasce questo libro è individuabile nella narrativa moderna americana riconducibile a questi mostri della letteratura. E devo dire che l'esperimento a Veronesi riesce estremamente bene. Quando capita di leggere libri di questo calibro si rinnova pienamente il piacere che solo la lettura di un ottimo libro può dare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
simone (10-10-2010) Veronesi è un ottimo scrittore. Questo è il quinto suo libro che leggo ( in quest'ordine:Caos Calmo, Brucia Troia, La forza del passato, Gli sfiorati )e sono sempre arrivato alla fine dei suoi romanzi con piacere, talvolta con vero entusiasmo.
In questo"Venite venite B-52" Veronesi sperimenta moltissimo, sia in termini di articolazione dei capitoli, sia nello spregiudicato entrare e uscire dalla storia, rivolgendosi spesso al lettore direttamente, facendo incisi, "giocando"con chi legge.
Devo dire che uno scrittore con meno talento e meno audacia si sarebbe accontentato di ricalcare una sorta di modus operandi già messo in pratica nei libri precedenti (al momento dell'uscita di questo erano già due ), ma non Veronesi: rischiando di spiazzare molti lettori, costruisce la trama del suo libro montandola e smontandola in continuazione come un puzzle. Si crea confusione così facendo? Ma nemmeno per sogno: i frequenti sbalzi temporali e gli accenni diretti al lettore, gli inviti a seguirlo in alcuni snodi della trama sono armonizzati bene, e la lettura scorre fluida, perché Veronesi è uno che - benché mai ostentato- ha un mestiere fenomenale.Unica pecca: la storia molto intensa , paradigmatica a tratti, del protagonista viene fatta vivere un pò meno direttamente a chi legge, malgrado tutto: come un film eccellente che ogni tanto si interrompe per una battuta fulminante del regista, un intervento breve, un commento. Magari era lo scopo di Veronesi, ma a me ha lasciato un pochino più freddo rispetto ad altri suoi libri. Credo, forse immodestamente, che si sia accorto lui stesso della irripetibilità di Venite venite B-52, e abbia fatto tesoro di quel tanto di buono che ci si trova lasciando da parte i tratti meno efficaci: il romanzo successivo,"La forza del passato" è un capolavoro, infatti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
mirko (25-03-2010) Il terzo libro di Sandro Veronesi. Ma quanto è bravo? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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