|
|  |
Chesterton Gilbert K. - L' osteria volante | In questo libro Chesterton, con la tipica cifra stilistica onirico-visionaria immagina un'Inghilterra di cento anni dopo, quindi di oggi, che si è ormai "islamizzata". In Inghilterra i grandi poteri economici hanno stretto un'alleanza con l'Islam, ritenendo che sia comunque meglio del Cristianesimo per mantenere un adeguato controllo sociale della popolazione. Lo strano connubio fra i potentati economici e la legge islamica porta alcune conseguenze parossistiche, tra cui, fra l'altro, l'introduzione di norme che mettono fuori legge gli alcolici. Ed è così che un capitano irlandese, Patrick Dalroy, decide di fomentare una rivoluzione popolare, portando in giro per tutto il paese l'insegna di un pub, "L'osteria volante". E da qui parte una rivolta.
Media Voto: 3 / 5Luca (27-04-2011) Quello che mi infastidisce parecchio in questo scrittore, è che non perde mai occasione per mostrare il suo antisemitismo viscerale. Anche qui, siamo alle solite: ad un certo punto si parla di una trattativa diplomatica, nella quale i tedeschi fanno per così dire la parte dei cattivi, specie perché sono rappresentati da un ambasciatore, personaggio losco ed avido, che però non possiede tratti proprio teutonici; infatti, indovinate un po' a quale "razza" appartiene? Bravi, avete capito. Come dire che i tedeschi son perfidi, sì, ma perché manovrati dagli ebrei. Bah!
Per il resto, si tratta, checché ne dicano altri commenti, di opera datata, noiosa e facilmente dimenticabile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Daniele (25-09-2010) Allucinante. Costui si va ad immaginare un'alleanza tra Islam e forze progressiste, che lui ovviamente aborre. Non fa abbastanza ridere? Beh, allora pensate che lui, alla vigilia della Prima Guerra mondiale che verrà guerreggiata con gas, cannoni, mitragliatrici, carri armati, si figura una battaglia campale contemporanea combattuta da spadaccini. Lo so, lo so, è una finzione (e licenza) letteraria; ma il fatto che lui vedesse così la guerra la dice lunga sul suo senso della realtà. E infatti fu un entusiasta sostenitore della Grande Guerra, immane ecatombe da milioni di morti. Evidentemente non aveva capito molto. Compliments! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ocy (26-09-2008) Attuale. Attuale. Attuale è dir poco. Incredibile anticipatore dei tempi. Romanzo irreale nella sua realtà. Leggero tocco di grottesco. Civile umorismo nel rispetto delle religioni. Intenso analizzatore dei rapporti umani. Amante dela vera amicizia. Irriducibile, ma sano, bevitore di rum. Uno dei migliori lavori di 'gikeici'. Se lo amate leggete tutte le sue opere, anche il divertente 'I paradossi di Mr.Pond'. Alla prossima lettura... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Hans (12-01-2008) Che tristezza constatare la mancanza contemporanea di genii letterali come fu il "grande e grosso" GKC! Uno scrittore, giornalista e uomo politico che fa sprofondare nell'inutilità il 90% di scrittori, giornalisti e soprattutto politici di oggi. A mio avviso lo scrittore più grande da un secolo a questa parte. Temo che non nasceranno più di uomini come lui: brillanti, pronti sempre alla polemica salutare e costruttiva, con un ironia che distrugge Pirandello, ineguagliabile teorizzatore del paradosso, profeta degli ultimi tempi! Profeta, già! Perchè leggendo quest'opera monumentali ci si accorgerà di come tutto ciò che i sistemi economici, culturali, ideologici hanno prodotto sono morti, hanno fallito e continuano a persistere per poi scomparire miseramente! Invece tutto ciò che uscì dalla penna di quest'uomo straordinario non solo si è avverata ma oltrepassato ogni aspettativa!
Grande GCK! La tua risata fragorosa risuona ora nell'altro Regno! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Chesterton Gilbert K. |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|