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Chesterton Gilbert K. - L' uomo che fu Giovedì | Dopo un'animata discussione sul tema dell'anarchia, Lucian Gregory riesce a convincere il poeta e amico Gabriel Syme della serietà delle sue argomentazioni e a condurlo a una riunione del Consiglio Centrale Anarchico. I membri della setta hanno fatto però una scelta bizzarra, decidendo di assumere per maggior sicurezza i nomi dei giorni della settimana, e quando Syme sceglie di entrare a farne parte, gli viene assegnato il nome di Giovedì. Ma Syme in realtà non è ciò che dichiara di essere, bensì un agente di Scotland Yard... e da questa rivelazione prende l'avvio una girandola di false identità, misteriose allusioni e paradossali ambivalenze, perché ogni membro del consiglio ha i suoi segreti, e la trama diventa un susseguirsi di eventi concitati, che convergono verso l'enigmatica e imponente figura del Presidente, che ha assunto il nome del settimo giorno, Domenica. Ma qual è la natura di quest'associazione e quali sono i suoi veri scopi? E chi si cela dietro la figura di Domenica, che riesce a suscitare in Syme una paura irrazionale?
Media Voto: 4.66 / 5Fabrizio (02-09-2011) Dimenticavo, libro fantastico ma traduzione "vetusta". Alcune frase veramente sono in italiano arcaico, forse anni venti ed è un vero peccato per questo libro. Una versione moderna farebbe bene Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (02-09-2011) Bello! Bello! Bello! Un Chesterton che spiazza, intriga, fa riflettere. Come riesce a ribaltare il concetto di anarchia lo sa solo lui! Un'esplosione di pensieri, idee (anche politiche) e concetti (anche religiosi). Ti spiazza. Alle volte è un po' lento, alle volte è un po' onirico, ma i dialoghi sono spassosi e i personaggi restano nella mente e anche nel cuore. Che dire, cercherò di conoscere questo autore anche attraverso altri libri suggeriti nella prefazione di Ghezzi. Suggerisco di leggerlo e di abbandonarsi ad una rara lettura che unisce la semplicità del linguaggio alla potenza delle idee. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio 'mau.' codogno nda-abeb@myamail.com (02-03-2009) G. K. Chesterton doveva essere uno di quei tipi sempre pronti a entrare in una discussione e possibilmente a vincerla come bastian contrario: basti pensare a come sia diventato cattolico in un'Inghilterra dove i papisti non venivano certo visti bene. Nella vecchia edizione di questo libro che ho recuperato in biblioteca la seconda parte è dedicata a una selezione di racconti aventi come protagonista Padre Brown... il che fa immediatamente venire a mente a quelli fino alla mia generazione i telefilm con Renato Rascel. Devo però dire che non tutti i racconti con il piccolo prete mi sono piaciuti allo stesso modo; i migliori sono quelli dove l'apparenza viene smontata e rovesciata. In compenso il libro che occupa la prima metà del volume è davvero bello. Le prime due-tre pagine mi facevano temere un polpettone postvittoriano, ma fortunatamente la storia poi si dipana pirotecnicamente, con la riunione di un gruppo anarchico dove ciascuno dei vari personaggi non è colui che sembra e una serie di scene cinematografiche che si dipanano tra Londra e la Francia. Chesterton è bravissimo a dipingere le scene e inserire incisi che sembrano buttati lì ma raddoppiano il piacere della lettura. Spero solo che l'edizione Bompiani sia più curata di quella Mondadori che ho letto io, piena di refusi e con una traduzione in certi punti pesante. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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