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Latronico Vincenzo - Ginnastica e rivoluzione | Ginnastica e rivoluzione segue le disavventure di quattro ventenni che finiscono a Parigi in cerca di un nuovo Sessantotto nei giorni immediatamente precedenti la grande manifestazione di Genova nel 2001. Sono tutti giovani di belle speranze: grandi ideali, amori un po' troppo gridati per essere del tutto sinceri; ritrovatisi più o meno per caso in una vecchia palazzina, hanno messo in piedi una traballante agenzia fotografica che segue per alcuni giornali le manifestazioni e i picchetti. Armati di macchina fotografica, sapranno immortalare il grande evento. Non tutto, però, va come previsto. Il romanzo si apre infatti con la fuga di Julie, la più confusa e incerta dei quattro, dopo una splendida e disastrosa storia d'amore con T, protagonista e dreamer italiano troppo accecato da ogni genere di sogno per capire veramente quello che sta facendo. La ricerca di Julie - e dell'archivio dell'agenzia con il quale è fuggita - condurrà i personaggi del libro a una serie di disavventure con la polizia, i giornali, le famiglie. E così, in una Parigi mai tanto lontana dagli stereotipi, tra battaglie civili, pedinamenti, ripicche e vendette sentimentali, facendosi strada alla meno peggio fra cicloattivisti, principi del foro e cartomanti televisive, i quattro ragazzi arrivano alle soglie di quello che vorrebbero l'inizio della grande storia... rischiando di perderla.
Media Voto: 3 / 5Luca Albieri (08-07-2009) Credo che i giovani autori debbano come prima cosa essere GIOVANI, ovvero scrivere con leggerezza e naturalezza piuttosto che mettersi addosso l'atteggiamento da scrittori navigati e voler impressionare il pubblico. Questo è il caso del libro di Latronico che ho appena finito di leggere, pieno di luoghi comuni, autocompiacenza, didascalicità, da sembrare più un esercizio di stile che un romanzo "da leggere". E' un tomo veramente vuoto e faticoso, quasi reazionario più che rivoluzionario per stile e scelta delle parole. Una grossa delusione, vorrei portarlo indietro in negozio :( Voto: 1 / 5 |  |  |  |
giulio rutigliano (26-03-2008) Harold Bloom con il suo libro Angoscia dell'influenza sostiene che dopo Dante, Shakespeare e Cervantes non si può più dire nulla di originale sull'uomo e sui suoi sentimenti, a meno che non si usi l'autoironia in senso etimologico (eiron). Questo giovanissimo scrittore piacerebbe tantissimo a Harold Bloom. A me è piaciuto tantissimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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