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Markaris Petros - La lunga estate calda del commissario Charitos | Quando un gruppo di nazionalisti greci si impossessa di un traghetto con trecento passeggeri a bordo, il commissario Charitos capisce subito che non sarà un caso come gli altri: su quella nave c'è sua figlia Katrina. Inizia così un'indagine che metterà con le spalle al muro il poliziotto che ama dire di sé "non sono un Rambo, ma un greco complessato", ma questa volta dovrà stare a guardare impotente mentre l'indagine è affidata alla squadra antiterrorismo. Un intrigo di crimine, politica e mass media rivela un'Atene tentacolare e piena di insidie, in cui Charìtos si muove con la consueta sagacia e ironia, ma alla ricerca del filo rosso che leghi tra loro i delitti che insanguinano le notti in città. Ancora una volta, le misteriose atmosfere noir della capitale greca fanno da sfondo a un giallo avvincente, dal ritmo serrato.
Media Voto: 3 / 5ferdi ferdinando_barcellona@fastwebnet.it (22-05-2011) Il primo pensiero che mi viene in mente finito di leggere e': non male ma c'e' qualcosa che non convince.
Ora senza stare a scomodare paragoni esagerati con altri giallisti europei, dall'inarrivabile Simenon a Vasquez Montalban, passando x Camilleri e Izzo (questi tre citati x la comune mediterraneita'...), Markaris appare un onesto artigiano del genere. Conosce i meccanismi del plot, e' preparato e credibile, ha un buon senso del ritmo xo'...xo' gli manca qualcosa ed alla fine mi sembra di aver capito: e' piatto e, come scrive un altro lettore recensendo un altro libro, sembra di leggere un resoconto giornalistico o, peggio ancora, una guida turistico-topografica di Atene, una sorta di tuttocitta' agghindato a festa...
Non convince fino in fondo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Massimo maxwam@libero.it (08-06-2010) Innanzitutto il protagonista, il commissario Charitos. Interessante senz'altro, e ben definito. Nella scia inaugurata dal Maigret di Simenon (che resta insuperabile) fino al Montalbano di Camilleri, che ha comunque come valore aggiunto la meravigliosa lingua usata dal suo autore per narrarne le vicende. Poi però la storia. Che avrebbe bisogno di una sforbiciata di cento pagine, per prima cosa, ma che soprattutto é fondata su un'idea "forte" che viene incomprensibilmente rivelata soltanto in pochissime pagine finali, degne di sviluppo, mentre per le altre (troppe) il lettore resta giustamente sconcertato nell'apprendere che c'é qualcuno che uccide in serie perché odia la pubblicità. Troppo stupido, se non ci fosse altro. Ma l' "altro" Markaris non ce lo fa intravedere prima, e anzi ci confonde con la narrazione del sequestro di una nave che fino in fondo non si capisce cosa c'entri. C'é il rischio insomma che il libro lo si smetta di leggere in anticipo. Resta in piena luce il personaggio del commissario, che da solo può valere la lettura, con la sua auto Mirafiori scassata, il vocabolario consultato per trovare calma e ispirazione, la sua famiglia, la cucina greca, e il caos del traffico di Atene nel quale é immerso. In quanto all'ambientazione, chi non ama la Grecia é pazzo, e quindi l'evocare certi nomi, certi luoghi, fa sempre bene al cuore. Hellas Hellas uber alles, dunque. Nunc et semper.
Massimo (Lecco) Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ricci (20-04-2010) Scoperto per caso su una bancarella, il Commissario Charitos è diventato quasi un amico di famiglia.
Un bel personaggio, semplice ma non banale; buon poliziotto ma soprattutto onesto ed affezionato padre di famiglia.
Non cercate qui il superuomo, piuttosto l'onesto lavoratore vecchio stampo, conscio dei propri limiti ma anche delle sue capacità.....in perfetta sintonia con la vecchia Mirafiori alla quale è indissolubilmente legato....
Il personaggio si va delineando via via, formandosi una identità sempre più reale con il susseguirsi degli episodi che compongono la sua storia, personale e professionale, via via più intrecciate....
Questo quarto volume è forse il migliore per la voluta sobrietà ed il realismo con i quali è svolta l'indagine; come già il precedente "Si è suicidato il Che" ci porta a rivisitare un periodo della recente storia europea non così familiare ai non greci.
Da applausi.
Una ultima nota: E' cosigliabile leggere i libri di questo ciclo nell'ordine cronologico, visti i numerosi riferimenti ad episodi precedenti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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