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De Carlo Andrea - Durante | Pietro e Astrid vivono in una casa di campagna nelle Marche, dove producono tessuti con i loro telai a mano. Hanno realizzato il sogno di abbandonare la città. In un caldo giorno di maggio arriva nella zona uno sconosciuto, che trova lavoro presso un agriturismo come istruttore di equitazione: Aldo Durante. Con un passato non chiaro, pochissimi bagagli e uno splendido cavallo nero, non conosce il senso del possesso, e sembra del tutto incapace di mentire. Le donne che lo incontrano ne sono affascinate, mentre gli uomini, compreso Pietro, ne sono profondamente irritati. Quando Astrid ad agosto parte per l'Austria, il rapporto tra Pietro e Aldo Durante comincia a trasformarsi, dall'ostilità iniziale a una curiosità reciproca alimentata dalle loro differenze di carattere, fino a diventare una vera amicizia che li porterà a partire insieme, in macchina. Sarà un viaggio di scoperta, da cui non torneranno indenni...
Recensioni 1 - 20 di 56 recensioni presenti. Media Voto: 2.96 / 5Luna (17-03-2011) Il primo libro di "De Carlo" che ho letto!L'ho inziato con molta diffidenza e l'ho finito da poco. Il suo stile mi piace, il personaggio di Durante non mi ha affascinato neanche per un attimo!Chi lo vorrebbe un uomo cosi' nella realta'?Tutto sommato e' facile vivere come fa lui "dimenticandosi" del resto del mondo!Io sceglierei 100 volte Pietro con tutti i suoi dubbi e le sue insicurezze!Il finale mi ha lasciato l'amaro in bocca...sembra che l'autore si sia dimenticato di scriverlo!Forse con un finale diverso l'avrei "promosso" a pieni voti!Cosi' com'e' mi lascia perplessa... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Peter (31-08-2010) Era da molto tempo che non leggevo un libro così 'magnetico'. Condivido molte critiche fatte da altri lettori soprattutto per quello che riguarda il finale del libro che abbassa questo 'magnetismo' ed annoia un po'.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
rose (06-04-2010) Lo sconsiglio, un polpettone vuoto! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Raffaella (03-08-2009) Ho letto tutti i testi dell'autore, "Durante" è certamente tra i miei preferiti...avrei voluto che questo libro "durasse" per un tempo indefinito... invece, è finito ed io sto aspettando da un anno circa che De Carlo ne pubblchi un altro speciale come questo...sbrigati Andrea! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carol (23-07-2009) ho letto il libro da poco e inizialmente sembrava un storia un pò strana,come il protagonista stesso in fondo... mi ha deluso molto il finale, nn ha una vera e propria conclusione e mi spiace perchè 2 pagine in più per scrivere la fine vera e propria si potevano anche fare. La cosa più affascinante sta nella capacità dello scrittore di farci sentire veramente quello ke prova il povero pietro è davvero coinvolgente ed è facile immedesimarsi in lui, capire come si sente...insomma mi è piaciuto più o meno Voto: 3 / 5 |  |  |  |
paolo t. pao.tavanti@tiscali.it (17-07-2009) bello.coinvolgente.all'inizio antipatico,durante,poi "magico".certo che non esiste uno così(ohibò e per fortuna).appunto è un romanzo.tema complicato -il nostro opposto-,forse un po'gli è sfuggito di mano.qualche 'ingenuità'.ma de carlo è troppo lucido per banalizzare.è un soggetto enorme,che secondo la sua cifra,alta e comune,lo scrittore ci avvicina. aprirsi a tutto, essere curiosi, generosi.gesù e budda. ma,alla fine,un congegno narrativo che diverte e irrita. durante è quello che ci manca -e per fortuna ci manca-.quella di de carlo è una delle possibili "forme". io gliene sono grato. anche perché si legge "d'un fiato"... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ernesto (11-07-2009) Leggo tanti commenti negativi su questo libro di De Carlo, finito di leggere or ora. Lo scarso consenso è forse frutto di un equivoco. Non è Durante il protagonista del libro, lui è solo uno stato d'animo, un sentimento, incarna quel senso di panico che ci prende a volte quando abbiamo la sgradevole sensazione di vivere una vita non nostra. Il protagonista vero è Piotr. In questo senso, chi di noi non si è sentito, almeno una volta nella vita, un pò Piotr ?
Il resto lo fa la maestria, la tecnica dello scrittore, anche se il vizio di fare il "piacione" non abbandona mai il bravo De Carlo... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Raffaella (27-04-2009) Noo...non riesco proprio a finirlo! E' assurda sia la trama anzi la NON trama, sia il personaggio principale.
Con tutta la buona volontà di portare a termine qualsiasi libro che inizio... questo proprio lo devo riportare in biblioteca!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Anna Maria (18-04-2009) Concordo con l'opinione di molti lettori.Questo libro di De Carlo non mi e' piaciuto.Come in tutti i suoi scritti,l'autore mostra una buona capacita' descrittiva sia dei personaggi che degli ambienti,ma il contenuto e'noioso e,a volte,irritante.Durante sembra il protagonista illogico di una storia irrazionale. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Chiara Maccagnola (19-02-2009) Un personaggio, oltre che datato, incredibilmente irritante. Vuole essere il simbolo della libertà interiore ed esteriore e riesce solo a mostrare quello che è: un irresponsabile di cui in fondo non frega niente del prossimo, persino quando fa del male alle donne che dice di amare (in generale) e ai suoi figli. A costo di sembrare molto "borghese" dico che è un libro che non serve a niente se non a spazientire il lettore, soprattutto quando il protagonista dal nulla risolve i problemi degli altri come un magico Messia o quando IMPONE la sua pseudo-filosofia come se fosse l'unico modo giusto di pensare al mondo...alla faccia della libertà!
Una delusione.
Chiara Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ermanno bg_ermanno@email.it (11-02-2009) Siete pronti ad abbandonare le vostre certezze?
Siete disposti a mettere in crisi la vostra vita, se non è ciò che desiderate?
La profonda spontaneità del protagonista, al di là del bene e del male, provoca scompiglio nelle vite di chi lo incontra.
Al di fuori degli schemi, abbatte le strutture, anche delle persone che amandolo, lo vorrebbero più simili a se che non a se stesso.
Un libro interessante per chi non teme il cambiamento e ne sa scorgere le potenzialità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carlo Vaccari (05-02-2009) Spesso i libri di De Carlo mi ispirano una netta antipatia, che nasce sia dal modo di scrivere (autocompiaciuto) che dai personaggi
Allo stesso tempo non riesco a smettere di leggerli e anzi mi sorprendo ad aspettare con ansia di poter andare avanti e vedere come va a finire
Stavolta l’antipatia è per il protagonista, un uomo che non si sa di che vive (ricordate il "girovedogentefacciocose" di Ecce Bombo?) e che semina figli donne e amici per il mondo compiendo quasi-miracoli, irritante nella sua falsa semplicità e nel suo rifiuto/incapacità di capire gli altri
Ovviamente le donne cadono tutte ai suoi piedi, i moribondi guariscono, gli animali gli ubbidiscono, regala case ai bisognosi e ipnotizza i cattivi … insopportabile! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Daniele Luttazzi barneyarcand@gmail.com (15-01-2009) Sto leggendo l'ultimo romanzo di Andrea De Carlo. È talmente brutto che, nottetempo, il mio segnalibro va avanti di un capitolo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Maurice (12-01-2009) Due per lo stile scorrevole e accattivante che caratterizza, da sempre, De Carlo. Ma come già hanno scritto altri, Due di Due è ben lontano. Rimane la nostalgia per quello che è il miglior romanzo di De Carlo. Per il resto, il personaggio di Durante - non raro da trovare nella fauna di certi ambienti post-alternativi- mi ha ispirato, da subito, una grande antipatia.
Forse perchè sono questi sfuggenti "pseudo filosofi di vita " che dall'alto del loro essere apparentemente diversi, sconvolgono le vite delle persone senza ahimè arricchirle, anzi, ponendo loro interrogativi che sarebbe lecito approfondire in tutt'altro contesto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Graziano graziano.74@virgilio.it (21-12-2008) Monocorde nella scrittura, fiero d'una tecnica (o immune alla necessità d'averne) che evidentemente gli basta. Forse senza mai più raggiungere i livelli di "Due Di Due", con cui conquistò lettori che ancora ne cercano l'erede. La costante è che mentre c'è poco da dire sulla sua cifra tecnica, se ne ha una, di più sono i suoi personaggi a far parlare. Durante può sembrare uno spregevole e furbo immaturo, che monetizza l'aura di fascino che gli viene dai suoi arrivi, misteriosi, e dalle sue partenze, cronometricamente perfette nel portarlo via prima che conoscendolo la gente possa conoscerne anche i limiti capendo con chi davvero ha a che fare; o può sembrare un poeta, cantore della vita libera, buono per chi non sa averne o sognarne una maturamente, un sogno da guardar materializzarsi all'orizzonte, stivali sporchi di polvere, pelle da desiderare, esoscheletro d'un'immaturità astuta, funzionale ai propri scopi: quella d'un individuo incapace di restar nelle cose perchè restandoci dovrebbe sudarsele. Finito il libro, si parla di lui. C'ho perso notti a disprezzarlo, ne perderò altre a scoprire il perchè del fascino che esercita nel libro sui suoi interlocutori e nella vita su persone bisognose più di bugie che di Vita. Di fatto: si parla di lui, personaggio d'un libro, e non di chi senza troppo talento il libro l'ha scritto. Che questo sia un merito, esser trascurato in onor di quel che si racconta, o un limite, contar meno di quel che si dice, visto il modo con cui lo si fa, è un problema che dovrebbe forse interessare l'autore. Fosse meno preso da sè, meno personaggio, passasse meno tempo in televisione strimpellando strumenti musicali che non sa suonare e che hanno l'unico effetto di renderlo incapace di rispondere alle domande, mentre il suo scopo, identico al suo personaggio, è solo d'affascinare con la scenografia di sè. Sconcertante metempsicosi: inventarsi Durante per gloriarsene, proprio sembiante, e non accorgersi che lo squallore dell'uno, s'è questo il vil gioco, forse rende patetico l'altro. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Francesca (21-11-2008) Ha tutti i presupposti perchè possa considerarsi un buon libro, appassionante e coinvolgente... ma questa volta non sono abbastanza forti secondo me. Non mi ha lasciato niente. Forse non avrei mai dovuto leggere "Due di Due", mi è rimasto nel cuore. Fra i libri di Andrea de Carlo è il migliore che abbia mai letto e non riesco a trovarne uno fra i suoi che sia migliore. E' troppo, è tutto è stupendo... e di tutto questo negli altri suoi libri non c'è granchè, peccato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Ombretta (20-10-2008) Mentre leggevo il libro, più volte ho pensato:” ecco che De Carlo ha scritto una delle sue ‘solite’ storie, imbevuta dei suoi soliti principi (ammirevoli), del solito eroe saggio-affascinante che vive con niente, delle milioni di donne che cadono ai suoi piedi, del solito io-narrante sempre un passo nell’ombra”. A metà libro mi sono però accorta di come Durante, più che un personaggio vero e proprio, sia la metafora del soffio di vita, di verità, di dinamismo (chiamatelo come vi pare) che più o meno spesso arriva nella nostra regolarità quotidiana e ti fa pensare/sognare/temere che ci possano essere modi di vita diversi da quello che stai impersonando tu in questo momento, più liberi, più selvaggi, più insicuri ma forse più appaganti, inebrianti e ben calibrati sulla nostra figura. Visto da questo punto di vista, il libro ha assunto una piega completamente diversa, che me lo ha fatto amare, nonostante i numerosi punti in comune con gli altri precedenti libri. Ma d’altra parte, chi è lo scrittore che sa o che desidera completamente rinnovarsi ad ogni libro, cambiando radicalmente punto di vista o filosofia o ambientazione? Lo stile poi, come sempre, risulta impeccabile; forte, intenso, quasi impregnato degli odori e dei sapori di quello di cui parla. E per chi critica lo stile dei dialoghi, forse è bene che vada a rileggersi quanto di ottimo ha prodotto il buon Hemingway (e De Carlo in buona compagnia...)! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Munéver (17-10-2008) Oh Alberto quanto mi trovi d'accordo... perdutamente innamorata di De Carlo dai tempi di "Due di Due" non ho potuto che constatare poi il maldestro tentativo dell'autore di creare qualcos'altro di buono... a volte ci è riuscito, altre volte l'ho visto franare precipitosamente verso il basso... Quest'ultimo libro però non mi ha deluso. Riconosco i limiti da te descritti, del resto credo che ritirarsi dal mondo conduca inevitabilmente all'innalzamento di sè stessi a giudice indiscusso... lo scarso contatto con la realtà produce effetti perversi. Così se il Guido-De Carlo di "Due di due" era affascinante, il Durante-De Carlo è al contrario assolutamente detestabile. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
alberto (13-10-2008) Sono totalmente d’accordo con Arianna. E' assurdo proporre ancora personaggi vecchi di 40 anni, ancora l’hippy che gira il mondo, con tutto il contorno di tematiche pseudo-ecologiste e i soliti vagheggiamenti di vita bucolica (come in “Giro di vento”) e fuori dalle regole.
Il personaggio di Durante è una fotocopia di quello di Guido di “Due di due”, l'anarcoide senza patria nè radici, ma per lo meno Guido aveva delle sfaccettature autentiche, era un personaggio complesso. Durante sembra una sorta di Clint Eastwood all’amatriciana, un po’ cowboy e un po’ santone new-age, fuori epoca e fuori contesto (le Marche nel 2008?), più che invidia degli uomini e passione delle donne, suscita ilarità in chi ha un briciolo di buon senso.
Condivido poi il giudizio sulla scarsa ispirazione di De Carlo, che ripropone ormai da anni le solite tematiche, cui si è aggiunta ultimamente la polemica con la chiesa cattolica che, per quanto non priva di giustificazioni, vista l’invadenza della medesima nella politica, è espressa maldestramente e raggiunge anche punte di ridicolo.
Nel suo forum De Carlo è arrivato a paragonare la chiesa di oggi all’esercito nazista (suvvia, vabbè che Ratzinger è tedesco, ma a tutto c’è un limite!)
La trama di “Mare delle verità” parla di una serie di morti e attentati (veri o presunti), con contorno di servizi segreti, ecc., per togliere dalla circolazione un manoscritto a favore dei contraccettivi scritto da un cardinale morto di aids (oohhhhh, ma sai che paura da un manoscritto simile??? Il mondo trema!!)
Se De Carlo voleva scrivere un romanzo giallo, poteva almeno inventarsi una trama un pochino meno risibile di quella, che so? I servizi segreti, i morti e le bombe per togliere dalla circolazione le foto del rialzo dei tacchi di Berlusconi o Sarkozy…era senz’altro più plausibile!
Insomma, rimango dell’idea che De Carlo ha scritto un bel romanzo con “Due di due”, una piccola "summa" sulla generazione sessantottina e i suoi ideali migliori, ma poi è solo riuscito ad essere banale e ripetitivo.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Tiziana (07-10-2008) Ancora una volta De Carlo cattura la mia attenzione e mi coinvolge col suo stile pulito, semplice, quasi sussurrato. sa raccontare con garbo storie "normali" eppure uniche. gli invidio la capacità di saper parlare così a lungo ed in modo accurato di qualcosa che può essere sotto gli occhi di tutti, ma che a molti invece sfugge: le mille sfaccettature, le vette e gli abissi di quel grande universo che è l'animo umano. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 56
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