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Ippolito Roberto - Evasori. Chi. Come. Quanto. L'inchiesta sull'evasione fiscale | Forse non tutti sanno che i soldi non versati in Italia al Fisco corrispondono a 7 punti percentuali del Prodotto interno lordo. Se tutti gli evasori pagassero le tasse, infatti, gli italiani avrebbero in tasca 100 miliardi di euro in più all'anno, circa 8 miliardi e mezzo al mese. Ma, soprattutto, non tutti conoscono l'inesauribile fantasia creativa di chi froda il fisco: esiste un paese, Antartictland, paradiso fiscale virtuale per chi non vuole pagare le tasse, fondato nel cuore del polo Sud, con tanto di bandiera e moneta; si è arrivati ad allegare materassi ai giornali per sfruttare il favorevole regime fiscale concesso all'editoria; il settore delle pompe funebri tocca livelli record di evasione tanto che si dovrebbe dedurre che al Nord un morto su due si sotterra con le proprie mani mentre al Sud si sale a due su tre. Tragedia e commedia, dunque. Un campionario surreale di giochi di prestigio e trucchi diffusi in tutta Italia, regione per regione, nessuno escluso, privati, sia famosi che sconosciuti, e aziende, sia piccole che grandi. La prima inchiesta puntuale, rigorosa, documentata, che racconta un malcostume talmente diffuso da non essere neppure più percepito. Anzi, che sembra perfino legittimato.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.16 / 5sergio oliveri (28-03-2011) Ennesimo titolo della serie sui malcostumi d'Italia: una sfilza di fatti specifici, di tecniche, espedienti e strategie. Ma a chi si rivolgono, poi, questi libri ? I "furbetti" che evadono non hanno bisogno di maestri né di pubblicità.. Si rivolgono, invece, alle persone per bene, che... incredibilmente, pagano per rovinarsi il fegato ancora un po'. Il guaio è che, in cambio, gli Autori non danno loro niente di più. Non fa eccezione questo "Evasori", che avrebbe fatto meglio, a mio giudizio, a limitare le pagine di fatti generici e a inserirne qualcuna per suggerire alle persone per bene come agire, in quali contesti e con quali strumenti, per far si che la lotta contro l'evasione fiscale smetta di essere sbandierata dalle istituzioni e divenga un'attività costante e ineludibile. Ippolito avrebbe dovuto, ancora, raccontare le tecniche di accertamento in uso nelle democrazie più corrette, metterle a paragone con le nostrane, argomentare a favore della totale tracciabilità delle transazioni anche di piccolo importo, della facilità con cui oggi sarebbe possibile, volendo, mettere in piedi un sistema informativo di controllo incrociato dei movimenti di denaro....
Ma forse in questo modo avrebbe guadagnato meno, e si sarebbe fatto qualche nemico in più: perchè in Italia, questo è il problema, gli evasori (e gli aspiranti tali) sono la maggioranza assoluta, grazie anche al modo assurdo di intendere la "privacy". Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Paolo paolor1990@libero.it (18-01-2009) Il problema iniziale sono i politici che rubano più di tutti in questo paese, vi siete forse dimenticati di mani pulite? Loro sono gli intoccabili in questo paese, i loro stipendi sono esageratamente alti al confronto dei stipendi degli operai, e tutti i privilegi che hanno? Perchè gli italiani dovrebbero versare tutte le tasse se proprio dall'alto viene il malcostume? Io non legittimo chi non paga le tasse, ma sono proprio i politici che devono per primi dare l'esempio. Aprite gli occhi, non puntate sempre il fucile su quei personaggi famosi che vengono sbattuti in prima pagina e vengono descritti come i soli evasori di questo paese. Meditate gente meditate!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
br1 (13-01-2009) Sicuramente un merito all'Autore deve essere riconosciuto.....una volta tanto qualcuno sta anche dalla parte del Fisco!!! Rappresenta uno spaccato della cultura "fiscal-tributaria" degli italiani...ci aiuta a meglio comprendere infatti il sentimento che la "gens" italica nutre nei riguardi dell'obbligo impositivo facente capo ad ognuno di noi...se riesco a non pagare:MEGLIO!!!e se proprio non riesco, cercherò di pagare il meno possibile!!!senza pensare che comunque qualcuno dovrà farlo anche per me!!!Ahimé però, alla fine del libro una sensazione di amarezza, nulla nel nostro Paese potrà mai cambiare in tale ambito.....servirebbe infatti un radicale cambiamento etico e morale finalizzato alla perdita del classico comportamento da "Furbetti Impuniti" che contraddistingue il nostro "modus vivendi".Grazie comunque Dottor IPPOLITO, almeno per aver provato a scuotere la nostra coscienza civica...purtroppo però: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire!!!soprattutto se ascoltare e comprendere potrebbe pregiudicare il portafoglio!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giovanni Erata info@giovannierata.it (08-01-2009) Roberto Ippolito gode di tutta la mia stima per aver scritto quest'opera che, pur non dando l'idea reale di quanto grande sia il problema, ci fa capire comunque bene del malessere del nostro Paese a causa dell'evasione fiscale. Ieri sera ho visto il sig. Roberto ospite al telegiornale e commentava con queste parole:" in Italia si applaudono i VIP che evadono il fisco, ora capirete perchè siamo ridotti così; riusciamo a vedere questo fenomeno e malcostume sociale come qualcosa di legittimo " ( riferimento a Valentino Rossi & Co. )
LIBRO STORIA > CONSIGLIATISSIMO !!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanni49 gio.cerbai@libero.it (15-12-2008) Il libro è documentato, per quanto possa esserlo un testo che si basa su "stime". In altri termini, vari indicatori fanno presumere una tot evasione, ma della vera sua entità non si può essere certi e allora ...
Lo Stato italiano, poi, è come una vasca piena di falle. Hai voglia ad immettere acqua, sempre di più ! Quanta ne metti, quanta ne esce per spese correnti (ovvero: per stipendi, consulenze, ecc.) e solo una piccola percentuale rimane disponibile per gli investimenti, che costituiscono la duratura ricchezza a medio lungo termine del paese. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
michele68 (11-12-2008) Quella del prof. Ippolito è un’opera meritevole, fosse anche solo per la pazienza e la cura che ha dedicato alla raccolta dei dati statistici, degli articoli giornalistici, delle pubblicazioni del settore tributario e normativo, fornendoci un compendio dell’attività di evasione, elusione e frode fiscale in Italia e dei provvedimenti per contrastarla, senza omettere preziose considerazioni sul senso civico delle imposte, con misurati accenni all’attività legislativa in merito, la cui efficacia però mi sembra a volte corrotta da provvedimenti quanto meno discutibili, che mi danno l’impressione sufficientemente nitida di un’attenzione intermittente, ondivaga, poco coordinata, da parte del legislatore nell’elaborazione delle norme che saranno poi gli strumenti per i contribuenti e per gli operatori amministrativi (Agenzia Entrate e GdF). A tal proposito mi torna in mente un passaggio dal titolo “L’Irap, una impostassa” nel libro “Così perdiamo il nord” di R.Illy, dove l’Autore giustifica tale definizione considerando i parametri utilizzati per dimensionare l’imposta e alcuni impieghi dei conseguenti introiti, più consoni alle caratteristiche di una tassa.
Sono un lavoratore dipendente, ma ciò non mi dispensa dal dovermi fare, nel mio piccolo, un esame di coscienza riguardo redditi, fatture, scontrini e quant’altro. Personalmente ho apprezzato molto le citazioni nell'ultimo capitolo, in particolare quella del prof. Magris. Nella speranza che questo libro possa funzionare come quello in circolazione che fa smettere di fumare, lo consiglierei e intanto, grato nei confronti dell’Autore, lo posizionerò sullo scaffale accanto alle “Caste”. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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