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Capriolo Paola - Il pianista muto | In un imprecisato paese sul mare, in Inghilterra, l'infermiera di colore Nadine trova un giovane sui vent'anni in stato confusionale e lo porta nell'ospedale psichiatrico in cui lavora, dove viene assistito. Il misterioso giovane non parla, non scrive, non ha un'identità riconoscibile, ma disegna un pianoforte, e quando viene messo di fronte allo strumento reale, nel "giardino d'inverno" dell'istituto, comincia a suonare meravigliosamente, come non avesse mai fatto altro in vita sua. Tutti i pazienti, i medici e gli infermieri che assistono alla sua esibizione ne restano profondamente colpiti, a partire dallo psichiatra che dirige il centro, il quale ne parla a un collega più anziano e in breve trasforma questo insolito caso clinico in un fenomeno mediatico di massa. La musica suonata dal giovane ha infatti uno straordinario effetto terapeutico, è in grado di "sbloccare" i pazienti dell'istituto, di metterli a confronto con il bene e il male delle loro esperienze vissute; e fra essi, soprattutto il signor Rosenthal, ex deportato nei lager nazisti, che narra la sua vicenda in cui la musica svolge un ruolo essenziale quanto ambiguo e inquietante. Mentre il mondo si interroga sul mistero dell'uomo sorto dal nulla, Nadine cerca in ogni modo di restituirgli il senso della propria esistenza. Ma il segreto che il pianista muto cela in sé è evanescente come la musica in cui egli esprime la realtà insondabile del suo inconscio.
Media Voto: 1.5 / 5Alessandro Ciasullo (06-04-2009) Un racconto pervaso da una angosciante incertezza di tratto, sia sotto il profilo della trama che di quello linguistico. Retorico nel ricordo dell'olocausto, troppo lucidamente finto nel riferimento alle opere suonate dal pianista, il contesto collocato in inghilterra con riferimenti complessivamente chiari ma puntualmente smentiti, fino a non comprenderne le motivazioni; non era una vicenda di cronaca? Forse sarebbe stato meglio o allocare l'ambientazione nel posto reale con riferimenti precisi sia di spazio che di tempo o contestualizzarlo fuori da entrambe le variabili. Sinceramente non un buon libro, forse scritto in troppo poco tempo. Mi scuso se apparirò troppo impietoso ma è veramente insipido. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
l'indiscreto (22-03-2009) l'inizio del libro mi e' piaciuto molto poi .. pian piano invece e' diventato confuso e noioso.
l'idea era buona e scritta in modo .. leggibile.. poi mettervi dentro l'olocausto i ricordi .. isomma secondo chi scrive una forzatura. adatto per la lettura in piscina al mare diventerebbe difficile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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