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Tolkien John R. R. - La leggenda di Sigurd e Gudrun | Alle saghe nordiche, e in particolare al ciclo di Sigurd e di Gudriin, si rifa il narratore inglese ispirandosi all'"Edda", alla "Canzone dei Nibelunghi" e alla "Saga dei Volsunghi". Ecco allora susseguirsi prima le eroiche e tragiche avventure di Sigurd, l'uccisore del drago Fafnir che custodisce l'oro dei Nibelunghi, sino alla conquista della valchiria Brynhildr che Sigurd risveglierà dal suo sonno magico per poi inoltrarsi sul sentiero di un terribile destino sposando Gudrun. E quindi la storia della stessa Gudrun, inconsolabile vedova di Sigurd, di cui seguiamo, con tutta la suspense che l'epica autentica sa suscitare, la personale storia di vendetta che ricorda una tragedia greca trasporta nel Nord Europa. Una storia che passa attraverso il matrimonio con il malvagio re degli Unni, Atli attirato da Gudrun in una vera e propria trappola mortale. Un poema che affonda le sue radici nelle antichissime epopee mitiche della tradizione occidentale restituendocene l'afflato inconfondibile insieme a una sensibilità fantastica del tutto contemporanea, che da più di mezzo secolo continua ad affascinare lettori di ogni nazione e di ogni età.
Media Voto: 5 / 5walker (31-08-2011) Sono pienamente d'accordo con melian e rob,questa opera è una vera perla filologica compiuta dal più grande studioso contemporaneo delle saghe norrene e dell'edda.Tolkien si dimostra ancora una volta uno scrittore al di sopra della media,fortunati davvero gli studenti che hanno potuto averlo come professore! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Robbi (19-12-2009) Un testo molto interessante che apre uno squarcio sul Tolkien professore universitario. Sicuramente la parte più interessante è la trascrizione del manoscritto di una lezione di Tolkien sulla poesia norrena. Il lavoro di Christopher Tolkien come curatore è pregevole, probabilmente è l'opera in cui il figlio del Professore si esprime in maniera migliore.
Come già ha fatto notare Melian, non si tratta di un'opera di narrativa fantasy, da consigliare esclusivamente a chi ha dimestichezza con le opere di Tolkien, non si tratta assolutamente di una "lettura leggera", anche il lessico utilizzato in più parti richiama opere di filologia a livello universitario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Melian (21-11-2009) Attenzione! Questa NON è un'opera fantasy, ma uno splendido testo di filologia germanica. Per quanto le parti poetiche possano affascinare, questo testo è una vera "edizione critica" dell'opera di riscrittura fatta da Tolkien delle antiche saghe nordiche. Dunque per poterne apprezzare appieno ogni parte non basta essere appassionati di Tolkien o di mitologia nordica. Cristopher Tolkien ci regala uno splendido inedito paterno e ci mostra - come nota Turris nella postfazione - non più solo il Tolkien narratore, ma soprattutto l'esimio professore di Oxford, il ricercatore, il medievista, lo studioso. Che non avrebbe creato una mitologia propria (quale troviamo nelle sue opere narrative più note) senza questo retroterra culturale ripercorso e assimilato al punto da poterlo quasi riscrivere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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