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De Carlo Andrea - Leielui | "'Leielui' è una storia d'amore. Si svolge tutta nel corso di un'estate caldissima, tra Milano, la costa della Liguria, il sud della Francia e Vancouver, in Canada. Lei è Clare Moletto, un'americana che vive in Italia da diversi anni e lavora al call center di una grande compagnia di assicurazioni. Lui è Daniel Deserti, autore del bestseller internazionale 'Lo sguardo della lepre' e di altri romanzi di minore successo. In un giorno di pioggia torrenziale, lui, ubriaco e in piena crisi creativa, con la sua macchina va addosso alla macchina in cui lei viaggia con il suo fidanzato. Da questo evento potenzialmente catastrofico, nasce un rapporto che passa dall'ostilità alla diffidenza alla curiosità, all'attrazione incontrollabile. Volevo raccontare le ragioni, i dubbi, le contraddizioni profonde che una donna e un uomo di oggi si trovano a fronteggiare quando gli capita di innamorarsi davvero. La scommessa era parlarne nel modo più onesto possibile, e dare ai due protagonisti, donna e uomo, lo stesso peso. Così a capitoli alterni la storia è raccontata dal punto di vista di lei e di lui: la prospettiva cambia, e cambiano le percezioni, i sentimenti in gioco, i pensieri, le domande senza risposta. Credo che per una lettrice o un lettore sia quasi inevitabile identificarsi in uno dei due personaggi, e che questo possa suscitare in certi casi una strana alternanza di partecipazione e rabbia. A me è successo, con lei e con lui." Andrea De Carlo
Recensioni 1 - 20 di 64 recensioni presenti. Media Voto: 2.65 / 5Roberto (27-10-2011) Premetto che questo e' il primo libro di De Carlo che leggo e quasi sicuramente sara' anche l'ultimo.
La trama e' di una banalita' sconcertante, i personaggi sono stereotipati e caricaturali, i dialoghi triti e infarciti di luoghi comuni e banalita'. Altri lettori sembrano aver apprezzato lo stile di De Carlo. Sicuramente si tratta di una questione di gusti e, probabilmente, di quanti e quali altri autori si conoscono. La mia opinione e' che questo libro sia scritto in modo pretenzioso e prolisso. Di elegante non riesco a trovarci nulla.
Risparmiate soldi, tempo e alberi. Evitate questo libro. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
aristarco (12-10-2011) In questo romanzo De Carlo scrive banalità di nessun interesse ,avvolte dalla nebbia di pseudo psicologismi assai vaghi .Ogni frase sembra dover rivelare chissà quale originalità, mentre è la supponenza dell'autore ad ammantare il nulla da dire di parole vuote . Prolisso e noioso.Insopportabile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Ferraro Anna Maria (09-10-2011) La solita adorabile, avvolgente e dettagliata scrittura di De Carlo, in un romanzo che non mi ha lasciato nulla se non l'estrema lentezza di 568 pagine che narrano una passione che si sviluppa così lentamente che finisce per appesantire la soria. Scontato lieto fine, previsto tra l'altro già dall'inizio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
misselisabethbennet (08-10-2011) .. non so ancora se ho fatto bene oppure male a leggere questo libro.. mi è piaciuto talmente tanto che sono in difficoltà nella scelta del prossimo .. bella storia ma ciò che colpisce tremendamente è il modo in cui de carlo descriva le comunissime sistuazioni di enfasi-stallo-delusione compresione-non comprensione di una storia all inizio.. quando ci sono gli imbarazzi, quando pensi che sia giusto fare una cosa e ne fai un altra o si cambia giudizio sull altro ogni 3 secondi a seconda di una parola o gesto.. secondo me è un capolvoro di sentimenti e quanto fa sognare... anche se a me questo daniel deserti come uomo non piacerebbe granchè!! complimentiiii non si trovano molti libri così belli sul mercato! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
CRISTINA CANTARO (28-09-2011) L'ho messo nella lista dei libri da farmi regalare a natale dai colleghi di Livorno (prassi che va avanti da anni)
sapevo che sarebbe arrivato perché il collega di Livorno adora De Carlo, ma la critica non era dei migliori, ma mi sono voluta fidare di un autore che a parte Macno non mi ha mai deluso...e ...sono alle prime pagine, primi capitoli e mi piace, mi piace perché e' ricco di aggettivi, elenca per ogni azione ogni sensazione ogni movimento, talmente tante parole che ti sembra di viverle e di entrare nella testa, vorrei anch'io avere questa ricchezza e saperla usare!
...... Sono quasi alla fine: lui è troppo cinico, il personaggio è prevedibile. Lo scrittore, senza più idee, insofferente, due divorzi alle spalle, due figli, il classico don giovanni, fa una vita al limite della logicità, fa incidenti, guida senza patente, è a corto di denaro, è il bello e dannato, tutte lo desiderano ma lui le respinge, chissà di cosa è alla ricerca, e poi ha questo modo di fare, di analizzarti, di essere superiore di sentirsi uno che a priori sa sempre tutto percepisce sempre tutto, è clamorosamente irritante. Pensa di sapere tutto sull'amore sulla sua illogicità. Lei sembra senza personalità si butta in storie cercando sempre quello che il compagno prima non aveva. Fa quasi sembrare una cosa normale che accade a tutte le donne, io non riesco di certo ad identificarmi. Mi irrita assai il fatto che abbia un fidanzato, con i suoi difetti certo, ma che De Carlo descrive il suo "non rapporto" con lo scrittore quasi come se fosse giusto e normale.
Piu che di azioni è un libro fatto sul parlare, sul vedersi dal di dentro. Sono ad un punto in cui mi ritrovo molto irritata, m'innervosiscono i due personaggi, il loro muoversi, il loro parlare.... non vedo l'ora di finirlo! Strana mai avuto una sensazione simile leggendo un libro... e quando finisce.. ma dove sono finiti i personaggi?? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
sabrina (27-07-2011) Di De Carlo ho letto tutto. Questa è la sua opera peggiore. Un libro abominevolmente noioso. I personaggi sono irritanti. La figura di Daniel Deserti fa venire di chiudere il libro all'istante. I dialoghi assurdi. Brutta prova di un autore che in precedenza mi ha saputo incantare. Peccato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Raffaele (23-07-2011) E' stato il mio primo libro di De Carlo del quale, viste le inclinazioni troppo romantiche della sua narrativa, non avevo ancora volutamente letto nulla immaginando con presunzione di conoscerne già i contenuti. Per questo sono rimasto più che sorpreso dalla bravura dell'Autore, dalla bellezza del racconto e, in particolare, dalla scorrevolezza della lettura che proprio non mi aspettavo.
Insomma, una bellissima storia d'amore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Stefano VR ste.vr.ste@gmail.com (19-07-2011) ....resto basito nel leggere tanti commenti negativi su questo romanzo....io l'ho divorato in tre giorni con una tale piacere che poche volte mi è capitato....bella scrittura, mai banale, farcita di pensieri profondi e verità assolute. Bravo! lo consiglio vivamente. (comunque l'arroganza di alcune recensioni è veramente avvilente) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Romolo Ricapito (17-07-2011) De Carlo ci propone una storia d'amore dal lungo respiro: sviluppo lento, con i protagonisti che non finiscono immediatamente a letto. L'intento è volere anche esaminare gli ambienti borghesi, o meglio quelli di una borghesia "illuminata". Quella della protagonista, quasi un'apolide che vive le storie in maniera totalizzante. Quella di Deserti, alter ego di De Carlo, scrittore intellettuale e iconoclasta. Quella di Stefano, moderno Yuppie anni 2000. Alcune situazioni vengono allungate e procrastinate sino all'eccesso soprattutto nella seconda parte, ma il tutto si riscatta con un buon ritmo finale e con la risoluzione dell'intreccio, in maniera molto romantica. De Carlo ha una scrittura precisa, dettagliata, molto curata nelle situazioni, che vengono esplorate fino all'esasperazione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gianluca (12-07-2011) La storia non e' male, il libro e' anche abbastanza scorrevole e Andrea De Carlo e' un maestro in questo.
Peccato per il finale un pò troppo banale....comunque lo consiglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
vale (23-05-2011) la storia non mi è piaciuta, fino alla fine ho sperato in una conclusione più originale, non così scontata, quasi imbarazzante ......ecc ecc
però mi piace tantissimo il suo modo di scrivere,
ti cattura. io il libro l'ho divorato in pochi giorni e nello stile di scrittura de carlo non ha certo perso nulla negli anni. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Valentina vale.dk@tiscali.it (18-05-2011) Terrribile, non ci sono altre parole per descrivere questa specie di libro,
Terribilmente noioso, lento scontato banale.De Carlo che solitamente è bravo nell'uso delle parole stavolta ha veramente annoiato, non vedevo l'ora di finirlo e il finale è stato ASSOLUTAMENTE OSCENO!!!....ma l'avrà scritto propio lui???? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Vale (01-05-2011) Sono d'accordisssimo con Dalila. De Carlo invecchiando sbriciola il talento che indubbiamente aveva mostrato tanti anni fa. E pensare che ero una sua fan. Forse per questo oggi sono così arrabbiata. Andrea, prova a lasciare che il tempo passi. Con l'affetto di un tempo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Anna Maria (29-04-2011) Ho letto diversi libri di De Carlo e,alcuni,mi sono piaciuti,ma questo e' stato il primo del quale ho interrotto la lettura.....pesantemente introspettivo Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Dalila dalila.regazzi@gmail.com (28-04-2011) Ho letto tutto di De Carlo e in generale l'ho sempre apprezzato molto, vuoi il suo modo di scrivere, vuoi un sacco di altri fattori l'ho sempre "seguito"....
Questo suo ultimo romanzo però.... ho fatto fatica a finirlo, noioso e lento, luuungoooo, confermo. Insomma, la solita storia d'amore letta e riletta.
Ma quando mai leggeremo una "Lei" brutta o grassa e comunque interessante affascinante o intelligente?!
Insomma, mi sa che la paura di invecchiare stia prendendo il sopravvento .... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
fraggg (26-04-2011) A me è piaciuto. Libro carino, una favoletta moderna che fa ancora sognare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Valentina (05-04-2011) Mai letto niente di De Carlo ma se sono tutti cosi'.. lento da morire. Introspettivo fino alla nausea. La protagonista mi fa asma, il protagonista nervoso. Non riesco a finirlo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Laura (20-03-2011) Un libro a mio parere abominevolmente farcito di cliché e situazioin già viste e riviste in mille film (vogliamo parlare della scena dell'aeroporto dove lui grida contro il vetro quando crede di vedere Clare? Le scene dei due innamorati tra le bancarelle del mercato, il ballo sfrenato... La classica donna stereotipata bella e affascinante, con un uomo ricco, premuroso, una storia stabile, ma che è inspiegabilmente attratta da ciò che sfugge e desidera inconsciamente scappare dalla sua vita piatta per vivere un amore pieno, passionale, travolgente.. Un velo pietoso sul finale, sconvolgentemente hollywoodiano: il libro non poteva concludersi più atrocemente). Insomma, un libro piacevole che scorre velocemente ma non lascia niente, se non una sensazione di déja-vu, una carrellata di situazioni stereotipate, dialoghi già sentiti in numerose commediole americane.
Un libro banale e scontato, i libri che arricchiscono -a mio parere- son ben altri. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Marco Castellani m.castellani@gmail.com (16-03-2011) Sono perplesso, a prima botta direi che non gli è riuscito di ripetere il "miracolo" di Durante, in cui se pur erano sempre presenti i limiti dei suoi personaggi e dei suoi stereotipi, pur si lasciava intravedere una apertura, una dimensione diversa, per quanto vaga, un senso di nostalgia di infinito, per quanto non dettagliato. Qualcosa che trascendeva i rapporti uomo donna, una magia superiore.
Qui si torna in pieno allo "schema De Carlo", l'innamoramento e la sua estasi come metodo privilegiato di elezione per la vivibilità e sopportabilità del mondo. Con tutti i limiti che ne conseguono, riflessi impietosamente sulla fragilità e la provvisorietà e la mancanza di senso di costruzione, di valorizzazione dell'ordinario dei personaggi (il vero avventuriero è colui che scopre la magia dell'ordinario, diceva Chesterton).
Attenzione, non è che non vi siano parti interessanti, ben scritte. Il rapporto tra i due protagonisti, il rapporto di Daniel con i figli. Si legge spesso con piacere.
Tuttavia la delusione mi sale addosso nell'ultimo terzo del romanzo, più o meno. Dove De Carlo riprende, forse per mancanza di una vera idea di finale, uno dei suoi schemi classici, rendendo semplicemente più "avventuroso" un approdo narrativo usuale (soprattutto per lui) , "tagliando" senza affondare il bisturi in nessuna delle questioni pur assai importanti che aveva sollevato. Senza averci fatto capire se c'è dell'altro oltra a saltare da innamoramento ad innamoramento, sempre con la paura di impegnarsi in un processo di costruzione, di edificazione. Se si possa, se abbia senso, bucare l'emozione pur bellissima del "momento" per arrivare a qualcosa di più solido, meno instabile.
Se la magia è solo "nel momento" (per citare un'altro dei suoi romanzi), se niente trascende la ricerca dell'incanto dei sensi, si arriva ad una posizione sottilmente "disperata". Ci vuole qualcosa che duri, che permetta di costruire. Ci vuole, proprio per essere più contenti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
sara (15-03-2011) Pessimo. La storia d'amore è banale, i personaggi stereotipati e antipatici. Un libro davvero imbarazzante e noioso. Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 64
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