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Latronico Vincenzo - La cospirazione delle colombe |
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Titolo | La cospirazione delle colombe |
| Autore | Latronico Vincenzo | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,75
(Prezzo di copertina € 15,00 Risparmio € 2,25)
|  | | Dati | 2011, 387 p., brossura |
| Editore | Bompiani
(collana Narratori italiani) |
| | Disponibile anche in ebook a € 11,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Lottiamo con ogni forza per inseguire il successo, il denaro, la felicità. Ma cosa fare quando il talento non basta e il gioco pulito non conduce a niente? Quanti fallimenti ci vogliono perché una colomba si trasformi in falco? "La cospirazione delle colombe" è la storia di questa trasformazione. Alfredo Cannella è figlio di un ricco imprenditore veneziano; Donka Berati è un orfano albanese, approdato all'Università Bocconi con una borsa di studio. Sono ambiziosi, decisi a prendersi tutto ciò che credono di meritare: fra loro nasc un'amicizia che li accompagnerà lungo traiettorie parallele ma spesso sovrapposte, costellate di speculazioni finanziarie, rischiosi passi falsi, truffe e grandi progetti immobiliari. Entrambi affrontano la propria carriera come una sfida: Alfredo per dimostrare al padre quanto si sbagli a considerarlo inetto e viziato, Donka per ribellarsi al destino in apparenza già segnato. Ma quando una sfida non finisce nel migliore dei modi, chi vuole vincere deve ricorrere ai peggiori. Sullo sfondo di un'Europa unita dai flussi economici, e una Milano dalle colossali trasformazioni urbanistiche, Vincenzo Latronico intesse un racconto di ampio respiro, animato da grandi passioni - l'ambizione, l'invidia, l'amore -, che tocca un problema morale al cuore del società contemporanea: le ragioni, le giustificazioni e le scuse per cui tradiamo chi si fida di noi.
Media Voto: 3.6 / 5Sara Orioli sara.orioli@yahoo.it (07-12-2011) Stretta fra questo libro di discrete dimensioni e l'incommensurabile Il re pallido, ho trovato il primo una distrazione con qualche tocco di classe ma molte pagine di troppo. E' vero, l'autore ha usato uno stile adattato a ciò che voleva descrivere, ma Ginnastica e rivoluzione, precedente lavoro di Latronico, mi avevano fatto sperare in qualcosa di meno stentoreo.
Torno al re pallido... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Stefania Giovenco (24-08-2011) Il libro di L.(solo apparentemente a tesi)è,in realtà,un romanzo sulla responsabilità.In tutti i sensi.Responsabilità individuale e collettiva.I temi affrontati nel romanzo sembrano evocare (ovviamente con i dovuti distinguo)la famosa questione della colpa di Jaspers,da cui nessun può sentirsi escluso.Leggendo il libro non possiamo non riflettere sulle giustificazioni quotidiane che ci diamo per sollevarci dal senso di colpa,dal peso delle nostre azioni,anche quelle apparentemente più banali o per cui facilmente ci autoassolviamo,cercando scuse per e nei nostri fallimenti.Perché le truffe di questi ex-bocconiani, o studenti di Harvard, non sono solo economiche, ma soprattutto esistenziali tanto per chi le subisce(le colombe)e tanto per chi le architetta(i falchi).Per questo non c'è sostanziale differenza(se non di scala)tra chi frega i risparmi di ricchi imprenditori a livello internazionale da chi lo fa in un contesto periferico a misura d'immigrato.E l'economia rivela tutto il suo potenziale di scienza umana,anzi umanissima.Parlando di speculazioni edilizie e finanziarie,impariamo piuttosto a vedere come ai giorni nostri i rapporti umani siano sempre più rapporti economici.Da qui l'urgenza e la responsabilità dell'autore che, attraverso delle storie esemplari,ci racconta qualcosa di profondamente vero dell'Italia di oggi.E la responsabilità è assunta anche grazie all'esperimento di auto-fiction.La scelta coerente e le bellissime pagine sulla difficoltà di raccontare una storia, fanno così perdonare l'ingenuità di qualche incontro pretestuoso tra i protagonisti con il io-narrante Vincenzo.
Ma il libro di L. è anche un romanzo sul dolore (anche quando ne professa l'inesistenza, parafrasando Wittgenstein) spietatissimo e a tratti dolcissimo, senza speranza o vincitori. Al servizio della storia e della tesi di fondo, una scrittura solida e di ampio respiro. In attesa di capire se siete falchi o colombe, se siete destinati a vincere o soccombere: cospirate e leggete. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianni Artino (20-07-2011) Sullo sfondo di una Milano fatta di cantieri, senza alcuna presa sul lettore, si muovono i personaggi di Latronico. Vuoti come Milano, volti a fregare il prossimo, tanto se non lo faranno loro sarà qualcun altro (è una bella morale), annoiano anche se stessi, reiterando azioni e dialoghi. Si sarebbero potute tagliare 300 pagine, ma avremmo avuto comunque un pessimo racconto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giulio Rutigliano (24-05-2011) All'apparenza un noir, giocato da yuppisti in una Milano sempre più incartapecorita nel suo storico provincialismo, dove l'A. colloca con raffinata eleganza gli ingredienti del personaggio in cerca di affermazione. Le classiche tre S (Sesso, soldi, successo) con l'aggiunta di tutto ciò che oggi è supertecnologico quanto inutile, sono la costante ricorrente di personaggi che devono affermarsi per salvarsi. Dietro c'è, con l'allusione del titolo alla teoria dei giochi, secondo il mio punto di vista, l'irrisolto problema tra l'uomo predatorio e l'uomo sociale. Da quando R. Dawkins ha scritto di selfish gene il concetto, secondo me errato, di un darwinismo impietoso e teleologico, si va facendo sempre più strada nel mondo di coloro che non riflettono su ciò che Darwin ha scritto, ma su quello che altri hanno scritto su ciò che Darwin avrebbe voluto scrivere. Ne è nato il darwinismo. Dall'altra parte ci sono le istanze sociali che dovrebbero spingere l'uomo non ad essere lupus, come il capitalismo, secondo me in modo errato, viene percepito da chi il capitalismo lo vive alla maniera disonesta, molto apparentemente disonesta, degli ultimi anni. Le azioni degli uomini non sono dettate dagli influssi culturali ricorrenti, ma da una serie di cause che spesso hanno la loro origine nella biologia con cui essi son fatti e allevati dalla cultura in cui vivono. In più le mille variabili fornite dalle circostanze occasionali contribuiscono a reificare istanze e pulsioni tenute a freno da vincoli morali, sociali e legali. E tanto, tanto in più. Questo libro, che si legge molto velocemente (ho impiegato tre ore per finirlo) può essere goduto anche come un semplice romanzo che ti porta al desiderio di sapere chi alla fine prevarrà. L'ultima notazione che mi viene in mente arrivati alla fine è quella di ricordare una canzone di Harry Belafonte degli anni 50, Mathilda, Mathilda, took money and ran Venezuela... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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