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Markaris Petros - Prestiti scaduti |
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Titolo | Prestiti scaduti |
| Autore | Markaris Petros | Prezzo Sconto 15%
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€ 16,06
(Prezzo di copertina € 18,90 Risparmio € 2,84)
|  | | Dati | 2011, 328 p., brossura | | Traduttore | Di Gregorio A. |
| Editore | Bompiani
(collana Narratori stranieri Bompiani) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Sono passati pochi mesi dal matrimonio dell'amata figlia, quando Charitos si trova di fronte a uno strano caso, un omicidio inusuale. L'ex direttore di una grossa banca viene trovato morto nel suo giardino: decapitato in modo netto, probabilmente con una spada. Qualche giorno dopo un altro direttore di banca, stavolta un inglese, va incontro alla stessa sorte: decapitato con un colpo netto. Il fatto che la seconda vittima sia straniera mette tutti in agitazione: viene chiamata Scotland Yard per aiutare il Nucleo Antiterrorismo: ma il terrorismo non c'entra nulla. Contemporaneamente compaiono sui muri di Atene, e a pagamento su un paio di giornali, annunci che incitano i cittadini a non preoccuparsi e a non pagare se si trovano alle strette per debiti con le banche. Non può succedergli nulla. Ovviamente, questo incitamento alla "disubbidienza finanziaria" crea grandissimo scompiglio e, a complicare le cose, seguono altri due omicidi con lo stesso metodo, la decapitazione. Atene oggi è un ginepraio. Se provi a spostarti per le vie del centro, ad esempio per raggiungere gli uffici governativi o quelli della Banca Centrale, puoi solo sperare in un miracolo: le vie sono sempre gremite di manifestanti indignati, pensionati precari, impiegati in sciopero contro i tagli imposti dall’Unione Europea.
Atene è anche un pantano. Così com’è difficile muoversi in lungo e in largo tra le sue vie, è difficile allo stesso modo arrivare fino in fondo, comprendere i meccanismi profondi di quello che sta succedendo: la crisi economica, i milioni di debito pubblico, il rialzo dei tassi d’interessi, l’iperinflazione, la disoccupazione e le sue vittime.
Il commissario Charitos conosce i criminali e gli ambienti torbidi della nuova immigrazione, le dinamiche della malavita e le regole dei quartieri popolari, ma di fronte al corpo dilaniato di un elegante banchiere decapitato, Charitos arranca. L’uomo è Nikitas Zisimòpulos, ex direttore della Banca Centrale in pensione, banchiere abile e scaltro, ma anche una persona invisa ai più a causa di un pessimo carattere. Da quando è morta sua moglie, vive in una grande tenuta circondata da un parco, ed è lì che l’assassino lo sorprende mentre fa giardinaggio, mozzandogli la testa con un colpo netto. L’unico indizio che il killer lascia è una lettera D stampata su un foglio e appuntata su petto della vittima. Come se per la polizia non fosse già abbastanza complicato, il giorno seguente un altro banchiere viene trovato decapitato. Stavolta si tratta di un giovane inglese in attività con una passione per gli hedge found. Anche a lui la testa viene mozzata di netto, anche lui ha una grossa D appuntata sul petto.
La polizia si muove in più direzioni e malgrado entrambi gli omicidi abbiano tutta l’aria di una vendetta, il Ministro dell’Interno e Scotland Yard insistono per far intervenire il Nucleo Antiterrorismo. “Di questi tempi” - spiega il capo della polizia - “siamo sotto la lente dell’Unione Europea, quindi non possiamo permetterci neanche un passo falso. Dobbiamo seguire tutte le ipotesi”. Anche a costo di affidare le indagini a un bullo come Stathakos, deciso da sempre a rubare la scena a Charitos.
Del resto, soprattutto in questa fase, è necessario distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica e dei giornalisti, mentre il commissario Charitos continuerà regolarmente a svolgere le sue indagini con i soliti metodi: parlando con la gente, cercando indizi ovunque, aguzzando l’ingegno. E diventa anche un po’ comico pensare a questo signore di mezza età, abituato a battere palmo a palmo la sua città, intento questa volta a consultare il dizionario per capire la differenza tra “banchiere” e “usuraio”, senza per altro afferrare molto. Dopo aver superato un infarto e accompagnato sua figlia Caterina all’altare, dopo aver rottamato la sua inseparabile Fiat Mirafiori per una Seat Ibiza e aver visto il suo vicino volar giù dalla finestra per i troppi debiti, adesso il commissario Charitos è costretto a fare i conti con un Paese a un passo dal fallimento.
Un killer spietato si sta vendicando sull’unica categoria che è riuscita a trarre beneficio dalla situazione, i banchieri, e probabilmente le stesse persone che oggi manifestano in piazza contro i tagli delle indennità e delle tredicesime domani saranno pronte a sostenere il giustiziere. Ma naturalmente tra di loro non può esserci Charitos.
“In questo Paese ci sono due tipi di provocatori” - gli dice un giorno Ghikas, il comandante della polizia - “quelli che spaccano tutto e quelli che governano. Tu sei un poliziotto. Con chi stai?”- “Con quelli che governano.”
Risponde “a denti stretti” il commissario, e in questa mezza risposta c’è tutto il personaggio di Kostas Charitos e tutta l’abilità narrativa di Petros Markaris, che con una pennellata d’autore è capace di descrivere un mondo sconosciuto e complesso. Un poliziesco che inevitabilmente sfocia nel thriller finanziario, un libro da godersi fino all’ultima pagina.
Media Voto: 4 / 5ric richimcmurphy@libero.it (22-11-2011) ATTUALISSIMO. Certo non è manolo vasquez montalbàn, poeta prestato alla narrativa gialla. E' uno sceneggiatore cinematografico di professione e si sente, visto che la scrittura non è sempre evocativa. Però il valore aggiunto è proprio lo scrivere con lucidità della presente crisi economico-finanziaria in grecia, che è UGUALE all'italietta finta di ora. Altro che politici alla televisione, monti, profumo e passera. Una chicca? Il discorso alla tv greca del presidente olandese della società di rating. da noi nessun scrittore di livello, e se c'è se ne guarda bene dal denunciare i responsabili delinquenti del disastro in cui ci troviamo e che sono in PRIMIS, GOVERNO, TOP MANAGER, CONFINDUSTRIA, SINDACATI E BANCHE, CON DIETRO SERVIZI SEGRETI E CRIMINALITA' ORGANIZZATA. Che manca? La polizia corrotta ? No...manchiamo noi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
serbet (23-08-2011) A me non ha deluso affatto, anzi. Markaris riesce a coniugare una vicenda gialla molto originale con riflessioni sull'attualità economica del suo paese che non mi sembrano per nulla pretesti, perlomeno come non lo erano per il Carvalho di Montalban. Lo trovo un libro eccellente soprattutto nel panorama di pulp, americanate e testi dove ci sono più squartamenti che congiuntivi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanna (23-06-2011) Senza nulla togliere a Markaris, ho la sensazione che questa volta il romanzo fosse il pretesto per descrivere la tragica situazione socioeconomica in cui versa la Grecia da qualche tempo. La componente gialla ha un bel crescendo nella sequela di omicidi, ma mi sembra poco convincente nella fase risolutiva, che si basa su un movente, a mio modesto parere, piuttosto debole.
Insomma un Markaris più concentrato sull'ambientazione che sulla vicenda in sè. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
dale (22-06-2011) Un poco deludente. Intendiamoci, io ho sempre adorato e adoro il commissario Charitos, che giudico uno dei più irresistibili protagonisti della letteratura gialla. Ma i libri che lo riguardano si basano tutti sull'atmosfera generale e sui personaggi fissi, più che sul plot e in questo caso due delle protagoniste storiche sono sfocate: Caterina e più ancora Adriana, ridotta a poche battute.
Quanto al plot, è complicato e in fondo non del tutto comprensibile. Ma per amore di Charitos do un quattro là dove forse sarebbe stato meglio un voto inferiore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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