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Livadiotti Stefano - Magistrati. L'ultracasta |
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Titolo | Magistrati. L'ultracasta |
| Autore | Livadiotti Stefano | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,12
(Prezzo di copertina € 11,90 Risparmio € 1,78)
|  | | Dati | 2011, 225 p., brossura |
| Editore | Bompiani
(collana I grandi tascabili) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Secondo l'autore, quella dei giudici e dei pubblici ministeri è la madre di tutte le caste. Uno stato nello stato, governato da fazioni che si spartiscono le poltrone in base a una ferrea logica lottizzatoria e riescono a dettare l'agenda alla politica. Un formidabile apparato di potere che, sventolando spesso a sproposito il sacrosanto vessillo dell'indipendenza, e facendo leva sull'immagine dei tanti magistrati-eroi, è riuscito a blindare la cittadella della giustizia, bandendo ogni forma di meritocrazia e conquistando per i propri associati un carnevale di privilegi. Per la prima volta, cifra per cifra, tutta la scomoda verità sui 9.116 uomini che controllano l'Italia: gli scandalosi meccanismi di carriera, gli stipendi fino all'ultimo centesimo, i ricchi incarichi extragiudiziari, le pensioni d'oro, la scala mobile su misura, gli orari di lavoro, l'incredibile monte-ferie, i benefit dei consiglieri del Csm. E, parola per parola, le segretissime sentenze-burla della Sezione disciplinare, capace di assolvere perfino una toga pedofila.
Andrea macchiarelli macchand@libero.it (24-02-2012) Tanti i racconti sulle malefatte dei giudici, pochi i riscontri certi ed oggettivi. Per avere credibilità, il giornalismo di inchiesta, ben fatto, deve riportare fatti precisi, citare la fonte e valutarne l'affidabilità. In questo caso, a volte, a conferma si cita il titolo di prima pagina di un quotidiano o l'affermazione del politico, quasi mai l'estremo di un documento ufficiale. In verità, mi aspettavo una analisi approfondita sulle leggi e regolamenti che privilegiano i magistrati, sui dati aggregati a diversi livelli che facciano comprendere quanto diffuso è il malcostume e dove si concentra. Queste informazioni ci sono solo in parte, riportate però, in modo disorganico ed incompleto, in un caso poi le valutazioni aritmetiche sono clamorosamente sbagliate (cap. 1 "prendi i soldi e piangi" pag 62). In sintesi un pessimo esempio di giornalismo d'inchiesta. Ciò nonostante, nel complesso, emerge una magistratura in cui alcuni elementi sono fannulloni, indegni di giudicare l'operato altrui, impuniti e impunibili grazie anche alla legge Vassalli, che non consente di valutare interpretazioni temerarie o singolari delle leggi da parte del giudice. A ciò si aggiunge, l'inefficienza della stessa magistratura nel giudicare i propri appartenenti, creando situazioni paradossali: i ritardi, nei procedimenti avviati per punire altri ritardi, generano ancora procedimenti per punire i ritardi delle azioni giudiziarie avviate per sanzionare i ritardi: comico a dirsi, desolante nella sostanza. Tra tutti emerge un dato assurdo: da una parte i giudici lamentano una carenza negli organici, dall'altra, un numero esagerato di giudici sono posti fuori ruolo o autorizzati dal CSM ad eseguire incarichi extragiudiziari ed i costi dell'apparato sono complessivamente spesso superiori a quelli di altri paesi con una giustizia più efficiente. Nel complesso un libro che, a mio avviso, non raggiunge la sufficienza. Peccato! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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