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Markaris Petros - L' esattore |
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Titolo | L' esattore |
| Autore | Markaris Petros | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,72
(Prezzo di copertina € 18,50 Risparmio € 2,78)
|  | | Dati | 2012, 341 p., brossura | | Traduttore | Di Gregorio A. |
| Editore | Bompiani
(collana Narratori stranieri Bompiani) |
| | Disponibile anche usato a € 9,25 su Libraccio.it | | | Disponibile anche in eBook a € 11,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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Il commissario Charitos è di nuovo alle prese con le conseguenze della grande crisi economica. Nell'ombra agisce un "Esattore", un vendicatore che invia a noti evasori fiscali una lettera in cui li invita a saldare quanto devono al fisco; ma se non ottiene quanto chiede, l'Esattore uccide i malcapitati con una iniezione di cicuta. Kostas Charitos si immerge nel nuovo caso con un senso di smarrimento: gli omicidi si susseguono in un clima di tensione sociale estrema, in cui vittime e colpevoli si scambiano continuamente di ruolo. Anche Caterina, sua figlia, è sul punto di andarsene, accettando un posto offertole dall'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati. Intanto, l'Esattore riesce a far restituire alle casse dell'erario quasi otto milioni di euro in soli dieci giorni, e il popolo scende in piazza per inneggiare all'eroe, al santo, che è riuscito là dove il potere costituito ha colpevolmente fallito. Nel mezzo di questo dilemma etico si trova il commissario Charitos: smascherare il colpevole e consegnarlo alla giustizia oppure stare dalla parte della gente dimenticata da quella stessa giustizia? È maggio e per il commissario Charitos è un periodo stranamente calmo: da più di un mese l’unico caso di cui si occupa è il suicidio di quattro signore. La sezione omicidi sembra godere di un periodo di aspettativa. Ma “i miracoli più grandi durano tre giorni” era solita ripetere la vecchia signora Charitos al figlio, e il commissario sa bene che il suo stato di grazia finirà presto. Infatti, puntuale come un orologio, una mattina il cellulare torna a squillare.
Sotto una stele, nel sito archeologico del Ceramico, è stato rinvenuto il cadavere di un uomo fra i cinquanta e i sessant’anni, un noto chirurgo e collezionista d’arte. A provocarne la morte un’iniezione di cicuta alla nuca. È evidente che stavolta si tratta di un omicidio, solo le dinamiche piuttosto anomale. Perché infatti uccidere con la cicuta, il veleno di Socrate, e poi trasportare il cadavere in un sito archeologico? Inoltre, la posizione in cui è stato trovato il corpo - supino, gli occhi chiusi e le braccia incrociate sul petto – sembra rinviare a una simbologia precisa.
Le indagini proseguono e dal web emerge la lettera che un fantomatico “Esattore nazionale” aveva inviato alla vittima invitandola a restituire all’ufficio delle imposte un’ingente somma di denaro sottratta nella denuncia dei redditi, pena la vita. A pochi giorni di distanza il ritrovamento di un altro cadavere nel sito archeologico di Elefsina. Stavolta la vittima è un professore universitario e membro del governo, anche lui evasore fiscale. La dinamica dell’omicidio è la stessa: iniezione di cicuta alla nuca. Solo, la questione si complica: è ormai chiaro che l’“Esattore nazionale” è qualcuno che ha accesso all’archivio del ministero dell’Economia da cui è riuscito a trafugare i dati delle evasioni, grazie ai quali avrebbe potuto stilare una lista di potenziali vittime; un serial killer intenzionato a colpire ancora con lo scopo di rimpinguare le casse dello Stato. Pertanto occorre fare in fretta, ma le domande in sospeso sono ancora molte, troppe. La prima riguarda il movente: è la prima volta infatti che Charitos si trova di fronte a omicidi per evasione fiscale. Qual è allora il legame fra l’assassino e le sue vittime? L’unica certezza è che esiste un collegamento con l’antichità classica dietro il quale si nasconde un messaggio in codice. Ma quale?
Nel frattempo il caso dell’“Esattore nazionale” ha assunto un’ampiezza enorme, sollevando un problema di economia nazionale come quello dell’evasione fiscale. L’opinione pubblica è sempre più agguerrita e incalzante: un assassino è riuscito in pochissimo tempo dove lo Stato ha fallito per anni. È un messaggio forte, il segno di un’inversione dei tempi, e dei ruoli soprattutto, che la dice lunga sul desiderio dei cittadini onesti di vedere finalmente la giustizia applicata. D’altra parte, lo stesso Charitos, una volta individuato l’assassino, si ritroverà a fare i conti con la propria coscienza, indeciso se arrestare il serial killer e compiere il proprio dovere di poliziotto, o lasciare che la sete di giustizia della gente venga appagata ancora un po’.
L’esattore è un noir avvincente, che cattura il lettore dalla prima pagina, lo immerge in un mondo “più che reale” (la Grecia piegata della crisi finanziaria degli ultimissimi mesi) e al tempo stesso lo tiene col fiato sospeso fino alla fine. Ma il nuovo romanzo di Petros Markaris è molto di più, poiché, proprio attraverso la finzione narrativa, l’autore è capace di restituirci una visione della realtà quanto mai precisa e conforme alla verità: cosa può esservi infatti di più attuale della disperazione del popolo greco di fronte alla crisi? Della paura della povera gente di non avere più di che mangiare? O ancora: cosa può esservi di più verosimile del suicidio di quattro donne vittime dei tagli alle pensioni, di contro a gente milionaria che non paga le tasse? O di un serial killer che si fa promotore di una giustizia sociale equa punendo gli evasori fiscali? Ed è grazie a questa cornice, che fa da sfondo alla nuova indagine di Markaris, che chiunque legga L’esattore può dire che si tratta di un libro che è anche capace di parlare “a noi ora”.
“Quando tornerà il sereno?” È il refrain del commissario Charitos, ma anche la domanda sottesa a tutto il libro. A dire che l’irrisolvibile quesito che attanaglia il personaggio principale del romanzo è il dubbio con cui, da un po’ di tempo a questa parte, ci svegliamo tutti, autore e lettori compresi.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788845270376
L' esattore
Il commissario Charitos è di nuovo alle prese con le conseguenze della grande crisi economica. Nell'ombra agisce un "Esattore", un vendicatore che invia a noti evasori fiscali una lettera in cui li invita a saldare quanto devono al fisco; ma se non ottiene quanto chiede, l'Esattore uccide i malcapitati con una iniezione di cicuta. Kostas Charitos si immerge nel nuovo caso con un senso di smarrimento: gli omicidi si susseguono in un clima di tensione sociale estrema, in cui vittime e colpevoli si scambiano continuamente di ruolo. Anche Caterina, sua figlia, è sul punto di andarsene, accettando un posto offertole dall'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati. Intanto, l'Esattore riesce a far restituire alle casse dell'erario quasi otto milioni di euro in soli dieci giorni, e il popolo scende in piazza per inneggiare all'eroe, al santo, che è riuscito là dove il potere costituito ha colpevolmente fallito. Nel mezzo di questo dilemma etico si trova il commissario Charitos: smascherare il colpevole e consegnarlo alla giustizia oppure stare dalla parte della gente dimenticata da quella stessa giustizia?
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7 recensioni presenti. Media Voto: 3.14 / 5CLARA (21-02-2013) Molto originale l'idea del Killer che punisce gli evasori e i profittatori della politica. Ma soprattutto mi piace come descrive l'attuale situazione della Grecia; un vero colpo al cuore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
roberto (29-11-2012) E' degno di nota che rispetto ai primi romanzi del commissario Charitos il tono e' piu' serio, quasi tragico, mostrando una maturazione del personaggio. La vicenda gialla e' paradossale, sarebbe piaciuta ad Aristofane che avrebbe saputo costruire un finale meno "debole". E' un libro che impressiona anche per l'attualita' in cui e' immerso, che per noi italiani potrebbe verificarsi molto presto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
leonardo de Chanaz info@serifos-houses.com (15-09-2012) se vivi a Atene o ci hai vissuto, questo libro ti dà il respiro della città. E' un'eccellente descrizione del clima che si vive in questo periodo di crisi, ma anche del modo con cui piano piano i greci si stanno abituando ai sacrifici imposti dalla situazione. Un nuovo modo di vivere la città.
La profonda ironia che Markaris infonde nella situazione, rende questa lettura piacevole e a tratti comica. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marcello (01-09-2012) Non sarebbe neanche male ma la pedante descrizione dello stradario greco molto più prolissa di quella dei polizieschi scandinavi aggiunta ai lunghissimi nomi degli attori rende la lettura lenta ed alla lunga irritante Voto: 2 / 5 |  |  |  |
cesare c.beccaria@alice.it (09-08-2012) l'idea originale, lo sviluppo monotono. Markaris inventa un assassino che uccide gli evasori e ce lo fa diventare subito simpatico. Speravamo in uno sviluppo verso i politici invece si ferma tutto anche se Markaris è un bravo uomo, il racconto modesto e privo di suspense. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giuliano giuliano.mandrini@tin.it (01-08-2012) Alla fine la montagna ha partorito un topolino.
Come nel precedente "Prestiti Scaduti", di cui pare quasi una logica prosecuzione, vi è una amara analisi della situazione attuale della Grecia odierna, sempre sull'orlo del default e con prospettive future ancora meno rosee.
Purtroppo la vera pecca di questo romanzo è il finale, banale ma soprattutto affrettato, che si consuma in poche pagine.
Sembra che il buon Petros abbia sviluppato una buona idea, l'abbia portata avanti per 300 pagine sperando che mano mano il racconto procedessse gli venisse l'ispirazione per il finale, ma poi non sia invece riuscito a trovarne una conclusione degna della storia.
Secondo me il peggiore della serie del commissario Charitos, il primo passo falso di Markaris, che anche nello sviluppo della parte familiare del romanzo comincia a denunciare qualche segno di stanchezza, ma che rimane comunque tra i miei scritttori preferiti Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Emanuele (01-07-2012) Ancora una volta Markaris ha scritto un piacevolissimo ed originalissimo romanzo. Interessante, a mio avviso, lo spaccato di Grecia in piena crisi economica. Pur non essendo la migliore delle sue storie, Markaris riesce sempre ad essere attuale e a tenere il lettore incollato alle pagine.
Grazie Petros! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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