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Buttignol Livio - Sun Tzu. L'arte della guerra. Riletto a uso dei manager |
Scritto oltre 2500 anni fa, in un momento di aspra competizione politica e militare, L'Arte della Guerra è un manuale per il generale che aspira all'eccellenza. A fare di quest'opera una pietra miliare sono alcuni suoi insegnamenti fondamentali: la razionalità lucida con cui esaminare i mezzi e i fini della strategia; la lungimiranza con cui valutare e adottare le decisioni; l'adattabilità alle mutevoli condizioni dell'ambiente esterno. L'Arte della Guerra è così divenuto punto di riferimento per tutti coloro che vogliono imparare a vincere in ogni contesto, e in particolare per i manager chiamati a decidere la sorte delle imprese. | Indice e argomenti trattati | Premessa. Dominare le situazioni e gli avversari: storia di un manuale sulla competizione.
Il Taoismo: polarità ed equilibrio.
L’Arte della Guerra: dominare avversari e situazioni.
Modernità di Sun Tzu.
Appendice.
Sun Tzu e von Clausewitz: intervista a due voci
18 recensioni presenti. Media Voto: 2 / 5giovanni (21-12-2007) Per fortuna me l'hanno regalato... Giá dalla prima pagina mi é risultato noioso, ho voluto leggerlo tutto con la speranza di potervi trovare qualcosa di interessante o comunque innovativo. Nulla! La sensazione é quella di una disordinata esposizione di anacronistici ed inutili principi. Manca ciÓ che il titolo promette ossia la rilettura ad uso dei manager. Sono imprenditore nella distribuzione commerciale e mi rimane davvero molto difficile credere che nel 2008 si possa ancora assimilare l'impresa ad un esercito da preparare per la guerra. Oggi si parla di alleanze partnership co-marketing e win2win. Gli unici spunti degni di lettura sono quelli sulla leadership tuttavia soltanto superficialmente affrontati. Credo sia un lavoro ben riuscito solo per la parte commerciale. Voto: 1 / 5 |
Diomede Calzini calzini@email.it (28-01-2007) Nessuna chiave di lettura innovativa, esposizione inorganica, stile "accozzaglia".
Nessuno spunto, tanta tristezza per chi come noi lettori rispetta i libri. Voto: 1 / 5 |
Leonello (22-09-2006) Per fortuna me l'hanno regalato. Sarà stata un'ottima operazione commerciale, ma come contenuti veramente banale. Voto: 1 / 5 |
gc (09-12-2005) Pessima operazione, di cui la ETAS si pentirà presto. Ho diverse edizioni commentate dell’Arte della Guerra e devo dire che questa è sicuramente la peggiore. Il problema non è che Buttignol non conosca il cinese, quanto l’assenza di qualsiasi esegesi degna di nota. In primis, l’introduzione sulla filosofia cinese è tutt’altro che convincente: bastava citare qualche passo di Jullien o Capra. Le differenze fra l’approccio orientale e quello occidentale non sono certo affrontate con il dovuto approfondimento. Ansoff poteva essere tranquillamente eliminato. Riguardo al nucleo del libro, mi aspettavo la traduzione in chiave concreta dei consigli di Sun Tzu, ma non ho trovato nulla di tutto questo, al di là delle solite ovvietà da bar dello sport sulla necessità di ridurre i costi e soddisfare i clienti. Eppure, il criptico Sun è molto più concreto di quanto appaia a prima vista, una volta che si riesca a penetrare nella profondità del suo pensiero, ma Buttignol non riesce affatto a tradurre l’arte della guerra nell’arte dell’impresa. Invece di fare un copia e incolla di gran parte del famoso testo, l’autore avrebbe dovuto dare esempi concreti di aziende che hanno applicato le strategie e i concetti delineati da Sun Tzu. I casi non mancano: il tanto declamato Oceano Blu, che sembra aver rivoluzionato tutte le strategie aziendali finora concepite, non è altro che l’applicazione di uno dei principi dell’Arte della Guerra: “spostati nei luoghi in cui il nemico non può raggiungerti” (libro XI, I Nove Tipi di Terreno). L’unica cosa interessante è la comparazione fra Sun Tzu e Clausewitz, ma non è stata sviluppata a sufficienza e non rende giustizia al generale prussiano: sono tralasciati molti aspetti della visione clausewitziana, fra cui il “colpo d’occhio” del vero leader, l’asimmetria fra attacco e difesa, il ruolo strategico del tempo e dello spazio e il punto culminante della vittoria. Leggete Sun Tzu, lasciate perdere Buttignol, lo dico da studioso prima ancora che da manager. Voto: 1 / 5 |
dario (30-09-2005) uno dei più grandi capolavori dei grandi maestri d'oriente ... letto con parsimonia può garantire una meditazione positiva su quanto accade attorno a noi quotidianmente.Facile associare ogni situazione alla vita dei giorni d'oggi Voto: 4 / 5 |
Flavio (19-09-2005) Il libro mi è stato regalato. Ho almeno questa attenuante. La lettura risulta insipida come l'acqua quando si ha desiderio di bere del buon vino. Il lettore Pinkus coglie bene la questione nel suo commento, al quale non ho altro da aggiungere se non che il libro lo consiglierei soltanto a chi in casa ha una sedia traballante. Questo è l'unico spessore che vedo in questo libro. Voto: 1 / 5 |
girasole (29-08-2005) Ho letto il libro, e l'ho trovato interessante. Non condivido alcune delle critiche mosse: secondo me il merito del libro è proprio nel fatto che non propone l'ennesima edizione del testo di Sun Tzu, ma opera invece una scelta dei brani che più interessano un manager di oggi anche attraverso l'accostamento alle teorie moderne (Ansoff) e l'intervista immaginaria con Sun Tzu e von Clausewitz, che rende perfettamente la differenza tra le due correnti di pensiero.
Voto: 3 / 5 |
Gabriella (29-08-2005) Un testo piacevole da leggere in un weekend, che espone con linguaggio semplice alcune nozioni molto complesse, di grande utilità per chi oggi fa il manager. Parlare di raccolta delle informazioni prima di agire, di decisioni razionali e di addestramento del personale (o delle truppe) non è così scontato come potrebbe sembrare: lo sa bene chi lavora in una grande azienda. Voto: 4 / 5 |
Giuseppe (imprenditore) (29-08-2005) E' sempre interessante stare ad ascoltare chi ha maturato una grande esperienza. Se l'autore di questo libro ha utilizzato le idee di Sun Tzu per ottenere i risultati per cui è noto, allora vale la pena di rileggere il maestro cinese con un occhio alla realtà moderna. Se lo si vede come un piccolo manualetto pratico per il manager, allora diventa abbastanza divertente applicare le indicazioni del testo alla propria realtà quotidiana del lavoro (e qualche volta anche nella vita privata).
Voto: 4 / 5 |
Giovanni (01-08-2005) Concordo con Pinkus e Mino. Questo libro vale meno di un fico secco! Meglio stendervi sopra un velo pietoso. (e pensare che ero stato anche avvisato) Voto: 1 / 5 |
Vito Madaio vitomadaio@tenstep.it (27-07-2005) Il libro in parte delude perchè dà molta enfasi alle ovvietà della cultura classica cinese, senza fornire nulla di nuovo ad un bravo manager, come ampiamente promesso. Le sagge riflessioni dell'autore, ripetono insistentemente il pensiero di Sun Tzu e dei suoi seguaci, sul modo di impostare e condurre una guerra e sugli errori che si dovrebbero evitare in qualsiasi circostanza, in nome solo della cavalleria.
Ma dove sono i cavalieri oggi? Forse in Cina?
Da questo punto di vista il testo evidenzia, anche ad un profano, le contraddizioni dell'attuale guerra in corso e la mancanza di coerenza con le regole più elemetari di rispetto del genere umano.
Il testo si legge velocemente, perchè in fondo è scritto molto bene.
Forse, occupandomi di Project Management, ed essendo stato attratto dal parallelismo tra management e guerra, mi aspettavo qualcosa in più. Voto: 3 / 5 |
pinkus (18-07-2005) Suvvia, non ci si prenda in giro. E' palese che questo libro sia una banale operazione commerciale dell'editore Etas, un'emanazione di Rcs libri, che ha fiutato odor di business sull'onda lunga del successo dei 36 stratagemmi curati dal prof. Magi Gianluca. Questo Sun tzu, come commentava Minotauro, è solo una rimasticatura dei 36 stratagemmi (curati in modo squisito da un docente di discipline cinesi all'università di Urbino). Io aggiungerei che questo Sun tzu è un brutto clone dato alla luce da chi non conosce neppure la lingua cinese (si affida infatti a una vecchia traduzione italiana di Sun tzu). Come si può pretendere di dire qualcosa di sensato ai lettori passando attraverso la mediazione linguistica di un idioma che s'ignora? Lo dico con una certa cognizione di causa. Sono travel manager in Cina da 12 anni. E vedere questa proposta per manager, che fa ridere ai polli, mi fa storcere il naso. Per non dire peggio. Voto: 1 / 5 |
HYNCOGNIT cristian.acerbi@tin.it (17-07-2005) VOI CONSIDERATE QUESTE COSE BANALI MA NON LE APPLICATE NELLA VITA,E CMQ QUESTO LIBRO E' UNA VERA PILLOLA DI SAGGEZZA OLTRE CHE UN VERO E PROPRIO INSEGNAMENTO !!SE APPLICATO!! PER LE PICCOLE E GRANDI GUERRE CON LA QUALE ABBIAMO A CHE FARE NELLA VITA QUOTIDIANA. Voto: 5 / 5 |
marco (15-07-2005) Lo titolerei l'arte di parlare del nulla. Peccato per l'incolpevole Sun Tzu, che non meritava una operazione così. Voto: 1 / 5 |
Zenone (13-07-2005) Ho letto il libro più con dolore che con piacere. Alcune parti poi le ho lette con dispiacere assoluto, perché le reputo assolutamente banali. Voto: 1 / 5 |
Filippo Zanone filippozanone@libero.it (29-06-2005) Sono d'accordo con l'opinione di Pierani. Chi ha già letto I 36 stratagemmi può evitare di sprecare tempo e denaro con questa rilettura (!) di Sun Tzu. Chi non ha letto I 36 stratagemmi, li preferisca senza dubbio a questo Sun Tzu. Questa è la mia modesta opinione. Buona estate a tutti. Voto: 1 / 5 |
Antonio Pierani (27-06-2005) L'ho trovato noioso, cose trite e ritrite. Non all'altezza delle promesse. Sicuramente meglio, per stare in tema: I 36 stratagemmi. Voto: 1 / 5 |
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