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Colli Giorgio - Filosofia dell'espressione |
luigi (19-01-2012) Questo testo rappresenta il vertice della riflessione filosofica di Colli. La preparazione richiesta per una lettura adeguata è mostruosa - vista anche la volontaria assenza di note - ma le intenzioni sono chiare, seppure una comprensione nei particolari più tecnici richiede uno studio approfondito, realizzabile soprattutto se affiancato alla lettura de "La ragione Errabonda" dello stesso autore.
Il testo mette in risalto la differenza abissale che intercorre tra l'antica "sapienza" e la moderna "filosofia", attuando particolari linee ermeneutiche: la scelta di tradurre logos con espressione su tutte (ma Colli utilizza anche il significato "normale" del termine greco).
A riguardo, ne esce fuori una lettura convincente: non è la ragione ad aver portato la luce nel mondo rispetto ai tempi oscuri del mito, ma è la ragione stessa ad aver smarrito le proprie origini; per usare la metafora dell'albero, le radici dell'occidente (quello che non vediamo, l'indicibile)non raggiungono più la fonte del loro sostentamento, ed i rami e le foglie (quello che vediamo, il mondo che ci circonda e noi stessi) si stanno seccando. La critica della logica moderna ed il suo superamento sono il fine del testo di Colli. Questo lavoro non potrà che sfociare nello studio del linguaggio del mito, che lo stesso Colli proverà ad avvicinare maggiormente nella sua ultima, incompiuta, opera : La Sapienza Greca. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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