|
|  |
Herrigel Eugen - Lo zen e il tiro con l'arco |
Questo piccolo libro è un illuminante, lucido e utile resoconto, scritto da un occidentale, di come un occidentale possa avvicinarsi allo Zen. Un professore tedesco di filosofia, Eugen Herrigel, vuole essere introdotto allo Zen e gli viene consigliato di imparare una delle arti in cui lo Zen da secoli si applica: il tiro con l'arco. Comincia così un emozionante tirocinio, nel corso del quale Herrigel si troverà felicemente costretto a capovolgere le sue idee, e soprattutto il suo modo di vivere. All'inizio con grande pena e sconcerto. Dovrà infatti riconoscere prima di tutto che i suoi gesti sono sbagliati, poi che sono sbagliate le sue intenzioni, infine che proprio le cose su cui fa affidamento sono i più grandi ostacoli: la volontà, la chiara distinzione fra mezzo e fine, il desiderio di riuscire. Ma il tocco sapiente del Maestro aiuterà Herrigel a scrollarsi tutto di dosso, a restare "vuoto" per accogliere, quasi senza accorgersene, l'unico gesto giusto, che fa centro quello di cui gli arcieri Zen dicono: "Un colpo, una vita". In un tale colpo, arco, freccia, bersaglio e Io si intrecciano in modo che non è possibile separarli: la freccia scoccata mette in gioco tutta la vita dell'arciere e il bersaglio da colpire è l'arciere stesso.
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.37 / 5K-ENZO (19-03-2008) Fantastico : un libro essenziale che tutti gli arcieri (zen e non) dovrebbero leggere. Consigliato senza riserve. Utile anche a chi voglia gettare uno sguardo rivelatore sulla cultura giapponese in genere attraverso una prospettiva particolare. Voto: 5 / 5 |
Marco Bellocchio marco_bellocchio@fastwebnet.it (08-01-2008) Penso che il lavoro di Herrigel sia stato semplicemente fenomenale. Riuscire,a suo tempo ed alla sua età, a diventare nuovamente un "alievo" non è cosa per tutti. Soprattutto quando si è allievi di un maestro che ci insegna un'arte non solo a noi sconosciuta, ma anche quasi incomprensibile. Il libro è accattivante proprio perchè si passa da uno stile prettamente soggettivo, dove lui imprime fortemente il suo modo di vedere (e non vedere) le cose - le sue difficoltà nel comprendere come ci si distacca da se stessi e come un'azione può avvenire involontariamente anche se siamo noi stessi a compierla - ad uno stile oggettivo che mette il lettore in una linea parallela, confrontando quello che lui descrive, con le proprie esperienze, che seppur non sono le stesse, hanno sicuramente qualcosa che le accomuna ad esse. Bellissima, inoltre, la citazione sul maestro di spada e la guardia del corpo dello Shogun, la quale può essere presa come esempio di vita, IMHO. Infine, desidero esprimere i miei più vivi complimenti alla traduttrice del libro,G. Bemporad: i traduttori, molte volte ignorano l'importanza dello scegliere un termine piuttosto che un altro, vista l'abbondanza del lessico italiano, che seppur contiene molti termini che a prima vista possono avere il medesimo significato, in un testo così delicato e profondo come vuole essere quello contenuto ne "Lo Zen e il tiro con l'arco", è di fondamentale importanza sceglierli in maniera "chirurgica", che evochino nel modo più dirompente possibile quello che lo scrittore originale "sentiva" quando scriveva.E questo la Bemporad lo ha fatto divinamente. Molte traduzioni di libri esteri hanno contribuito a rendere alcuni testi davvero pessimi, solo perchè non c'è stata proprio questa "accoglienza" da parte della lingua italiana. Belle inoltre le citazioni sul rapporto Maestro-Allievo, sulla "Creazione" e sull'importanza della respirazione e dello spirito.
Davvero un bel leggere. Voto: 5 / 5 |
sandro landonio (14-04-2007) L’avvicinarsi allo Zen per un occidentale non è facile. Il libro propone la cronistoria reale di un avvicinamento da parte di un professore di filosofia tedesco affascinato dall’Oriente.
L’autore sceglie d’imparare una di quelle arti che rispecchiano la filosofia Zen, ma l’azione è soprattutto propedeutica alla riflessione interiore.
La trama è molto semplice e descrive la crescita, per una durata di diversi anni, che accompagna le lezioni di tiro con l’arco. L’avvicinarsi prudente al nuovo argomento è descritto inizialmente in modo schematico: la respirazione, imparare la giusta attesa, la concentrazione, la ripetizione. Ma tutto questo non basta e si è lontani dal raggiungere l’obiettivo, perché si usano gli strumenti della propria cultura.
Centrare il bersaglio non è niente se non si è arrivati al distacco da se stessi prima di scoccare la freccia, non ci sono regole da comprendere ed imparare, ma sensazioni da vivere.
Solo l’esperienza diretta costruita con la perdita graduale della cultura precedente, porterà l’allievo all’ esecuzione del tiro con l’arco senza la comprensione di perché sia perfetto, ma con la semplice constatazione del risultato.
Voto: 3 / 5 |
ALDE (18-12-2006) è molto interessante dal punto di vista di un primo approccio che può avere il lettore con lo zen, soprattutto se questo lettore si trova negli stessi panni di Eugen. Però scarnifica troppo la profonda arte e filosofia samurai, la mente estranea svaluta e rischia di ridicolarizzare la Grande Dottrina.
Non male, ma ogni genere di libro dovrebbe appartenere alla propria cultura, solo essa riesce a risaltare anche le più sottili venature che il lettore vuole percepire. Voto: 4 / 5 |
Nazario natosoni@tin.it (18-10-2004) Lo Zen è stata definita la religione dei Samurai. La pratica dello Zen conduceva il guerriero ad ottenere quello stato di inconsapevolezza essenziale all'efficacia nel combattimento. Alla base dell'educazione Zen c’è la continua coscienza del proprio essere, unita alla ricerca di armonia ed efficienza. Ma accostarsi dal di fuori, agli scritti mistici dello Zen è difficile, soprattutto per un occidentale, estraneo al mondo e alla delicatezza gestuale nipponica. La sola via praticabile, è vivere di persona le esperienze dell’insegnamento. Ma non basta. Occorre un Maestro che ci accompagni nel viaggio. Con questo illuminate libercolo, Eugen Herrigel ci racconta, con semplicità e rigore, il suo personalissimo approccio alle conoscenze della dottrina. Naturalmente, Arco e Freccia sono pretesto per qualcosa che potrebbe accadere anche senza di essi. Infatti, ogni attività umana, d’arte o di mestiere, ha un risvolto di perfezione da raggiungere. Solo rinunciando alle distorsioni dell'Ego ed ai filtri che assorbiamo inconsciamente dall'ambiente, potremmo arrivare a colpire il bersaglio dell’eccellenza. Il successo è un processo che si compone di molte movenze: consapevolezza, pazienza, concentrazione, equilibrio interiore, duro esercizio. Ma c’è qualcosa che trascende l’abilità tecnica: la capacità di accordare il nostro spirito, all’armonia della natura delle cose che ci circondano. Essere un tutt’uno con esse è la chiave della vittoria e della felicità. La scheggia di divino che è dentro di noi, deve diventare la vera guida del nostro essere. Ma non si matura da soli. Per questo dobbiamo ascoltare la voce dei maestri. Solo la presenza di un Saggio può liberarci dalle catene dell’IO e farci risvegliare a nuova vita. Voto: 5 / 5 |
Enzo miao.eg@virgilio.it (15-09-2004) Un interessante libro che tocca argomenti filosofici senza essere pesante, che magistralmente riesce a spiegare concetti orientali con un linguaggio occidentale, senza per questo sminuirli nel loro intrinseco e profondo significato.
Un libro che ti lascia qualcosa ... la voglia di scoprirti. Voto: 5 / 5 |
Giovanni giovanni.tallarico@libero.it (31-05-2004) Libro delizioso. Herrigel, che conosce benissimo ciò di cui parla (il Buddismo Ch'an, o Zen
che dir si voglia), riesce nell'impresa di condensare in cento pagine scarse l'essenza di quell'"arte senz'arte" che è lo Zen. E questo, senza mai risultare pesante o prolisso.
Voto: 5 / 5 |
Warrel (19-02-2004) Mah, interssante punto di vista sullo zen visto (e sperimentato) da un occidentale. Troppo breve per affrontare lìargomento in maniera esaustiva, troppo lungo per insinuare dubbi e curiosità. Insomma, carino senz'anima Voto: 3 / 5 |
|
 | I più venduti di Herrigel Eugen |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|