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Hesse Hermann - Siddharta | Chi è Siddharta? È uno che cerca, e cerca soprattutto di vivere intera la propria vita. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perché ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. E alla fine quel tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddharta, che ripete il "costante, tranquillo, fine, impenetrabile, forse benigno, forse schernevole, saggio, multirugoso sorriso di Gotama, il Buddha, quale egli stesso l'aveva visto centinaia di volte con venerazione". Siddharta è senz'altro l'opera di Hesse più universalmente nota. Questo breve romanzo di ambiente indiano, pubblicato per la prima volta nel 1922, ha avuto infatti in questi ultimi anni una strepitosa fortuna. Prima in America, poi in ogni parte del mondo, i giovani lo hanno riscoperto come un loro testo, dove non trovavano solo un grande scrittore moderno ma un sottile e delicato saggio, capace di dare, attraverso questa parabola romanzesca, un insegnamento sulla vita che evidentemente i suoi lettori non incontravano altrove.
Recensioni 1 - 20 di 102 recensioni presenti. Media Voto: 4.12 / 5Umano (29-04-2011) Ho letto quasi tutto di Hesse.
E' stato un grandissimo scrittore, indubbiamente, ma a mio modesto parere le vicende che narra sono troppo distanti dalla realtà. Certi spunti di riflessione, la costante ricerca di Dio sono apprezzabili, e tal volta raggiungono picchi di elevata qualità artistica. Tuttavia, a mio avviso "Siddharta" è roba per sognare, e neanche... a chi piacerebbe raggiungere questa illuminazione e privarsi delle piccole gioie quotidiane?! Sarà che per me le filosofie orientali sono piuttosto disumane (salvo le eccezioni naturalmente)... comunque, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, e leggendo questo libro (ed altri) credo che si possa correre il rischio di credere che la realtà di se stessi e di ciò che ci circonda sia sostanzialmente diversa dalla realtà vera, del quotidiano. Hesse ha scritto cose meno pericolose, e decisamente più intelligenti... leggete "la cura". Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Piero Suriano dereg@webmail.it (12-04-2011) Ci sono diversi modi di leggere e interpretare il romanzo di Hesse. Se lo guardiamo da una prospettiva razionalista - capitalista Siddharta è il barbone, mendicante e disadattato, espulso dal ciclo di vita produttivo della società civile. Se poi diamo ascolto a quell'inquietudine profonda, a quel malcelato senso di insoddisfazione crescente che sfocia nel pessimismo cosmico, presente nella iperproduttiva società occidentale, Siddharta diventa l''emblema del saggio che ha conosciuto, assaporato e goduto i fasti del male, del peccato, della illusione e della sofferenza, non li ha rifiutati, ma li ha inglobati, riportandoli alle loro giuste dimensioni, nel bene, nella grazia, nella verità e nella liberazione. Così ogni incontro con un essere vivente diventa prodigo di trasformazioni ontologiche. Siddharta sembra una spugna che assorbe tutto: da Kamaswami impara "quanto costa una cesta di pesci" e l'interesse del denaro prestato; da Kamala le arti della seduzione e del piacere che conducono all'oblio e alla sublimazione dei sensi; dagli uomini - bambini la percezione della sofferenza e delle preoccupazioni quotidiane; da Gotama Buddha la purezza di una vita semplice; dall'amico Govinda il sapersi rimettere in gioco, sempre. Ma è dal barcaiolo che gli viene la più importante lezione di vita: un fiume o un albero parlano a qualsiasi uomo, sia che sia ben vestito, sia che abbia abiti cenciosi, sta a lui ascoltare il loro linguaggio interagendo con essi. Un dotto può trasmettere agli altri la propria scienza, ma un saggio non può fare la stessa cosa con la propria saggezza. Essa va vissuta in prima persona. Le conclusioni non sono facilmente condivisibili. Se non esiste la verità, perché di ognuna ha valore anche il contrario come ci si barcamena nelle scelte morali? E se ogni uomo non è mai solo santo o solo peccatore, allora nessuno può essere premiato o condannato e qualsiasi atto, anche il più brutale, può avere giustificazione. Il caro vecchio nichilismo è in agguato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fabrizio faberga@alice.it (21-03-2011) il libro in assoluto da leggere rileggere studiare pensare
fonte di ispirazione per 1000000 altri libri
se ami jovanotti da leggere assolutamente Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Niccolò (14-03-2011) Generalmente i libri troppo corti non riescono a colpirmi più di tanto (sono più propenso a libri-universo dove il "messaggio" dell'autore può essere più articolato e meno specifico). Nel caso di Siddharta però, è assurdo come ogni pagina sia significativa. Nella sua apparente semplicità mi ha fatto pensare come pochi altri libri. Nella top 5 dei miei libri preferiti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giulia (28-02-2011) Ha semplicemente cambiato la mia visione del mondo... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesca D. (30-09-2010) Molto bello nella sua semplice capacità di andare a fondo dell'animo umano. Pronta a rileggerlo in futuro per apprezzarne le sfumature. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (30-08-2010) Mi dispiace dirlo, ma non l'ho capito. Nel senso, so cosa fa il protagonista, la sua storia, la sua vita in generale ecco, però non ho capito la cosa più importante, il vero significato del libro. Non ho capito cosa sia l'io, l' Atman, cosa intende per nulla e tutto, cosa trasmette l'om, cosa sia veramente il fiume.
Ho provato a rifletterci su, a concentrarmi, ma non mi è ancora chiaro. Peccato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
olimpya (31-03-2010) i libri mi sorprendono sempre, surreale e bellissimo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (10-03-2010) Ambientato in India nel VI secolo a.C. narra di Siddharta, un ragazzo che cerca la sua strada, ambisce sapere quale è il suo ruolo e per far questo intraprende un viaggio che lo porterà alla sua verità attraverso una serie di esperienze, tipiche peraltro della realtà umana. In effetti si tratta di un lungo cammino all’interno di se stesso, in cui prova un po’ tutto quello che può essere colto nel percorso di una vita. Dall’esperienza mistica al piacere carnale, ma anche cerebrale dell’amore, il giovane invecchia, adottando sensi e scopi che poi magari rivelano un’insoddisfazione o comunque un mancato totale appagamento.
Ogni incontro, ogni esperienza sono un banco di prova, un confronto con il proprio “io” da cui trarre degli insegnamenti, e, se nell’apparenza sono solo gli eventi positivi atti a questa funzione, si comprenderà come anche quelli negativi entrino a far parte di quel grande patrimonio individuale che è l’esperienza.
Hesse nel raccontare questa metafora in fondo ci vuole dire che è necessario conoscere il mondo che ci circonda e, specialmente, quello interiore tramite un percorso materiale e spirituale che porta alla scoperta di noi stessi. Nel nostro intimo non c’è nulla di tutto buono o di tutto cattivo, esiste, è latente il peccato, frutto di un errore da cui trarre insegnamento, ma in fondo, purché si abbia voglia di vivere veramente, ci sono tante possibilità per ogni uomo di trovare una pace interiore che non sia solo di aspetto, ma che radichi in profondità. Tutto questo può e deve avvenire solo per mezzo della conoscenza, del dubbio, che deve essere una costante, e dell’esperienza, tutti elementi che arricchiscono dando la certezza di avere vissuto.
Siddharta resta, a distanza di anni dalla sua pubblicazione, un libro di assoluto valore, una tappa fondamentale nella storia della letteratura ed è proprio questa inalterata qualità che lo fa rientrare fra i capolavori di ogni tempo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
senna977 (02-12-2009) Evidentemente sono io a non essere spirituale ma mi ha deluso, molto meglio KIM di KIPLING Voto: 2 / 5 |  |  |  |
TuttoVito (03-09-2009) La storia di un percorso personale dove il viaggio più lungo e faticoso è la conoscenza di se stesso.
Non può non essere letto. Fantastico Voto: 5 / 5 |  |  |  |
big.blind lorenzo_il_magnifico92@hotmail.it (29-08-2009) Libro stupendo, poetico e sempre moderno. Lascia un grande insegnamento: per conoscersi è utile vivere nella società consumistica in quanto metro per misurare l'"io". Ma al culmine delle passioni, quando si è presi dalla vita e dagli impegni in modo tanto frenetico che non ci si rende più conto di cosa si stia facendo, ci si rende conto che manca qualcosa, che si è toccato il fondo. Nasce così un bisogno di verità più forte, il bisogno di conoscersi realmente in modo unico e profondo al di là di convenzioni e apparenze,il bisogno di trovare il senso della proria esistenza e la fine dell'agitazione e del tormento. Tutto questo è possibile solo ritirandosi, stando in disparte, meditando in umiltà, capendo, vivendo la pace e amando tutto in pienezza, trovando in ogni cosa l'unità che risiede già dentro di noi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
riccardobicego (16-04-2009) qual e' il senso della vita? rifletti e medita Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rossella (22-01-2009) Un libro da leggere per i preziosi insegnamenti di vita contenuti più che per il piacere della lettura che in alcuni punti risulta forse un po' noiosa e non molto coinvolgente. Mi è piaciuto molto l'ultimo capitolo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Laron (08-12-2008) Bello! Non eccellenti le raffigurazioni dell'epoca ma sublimi le rappresentazioni dei pensieri di Siddharta...
Fortunatamente corto ma molto godibile.... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Simona simo91c@hotmail.it (16-10-2008) Decisamente bello...affronta dei temi importanti che possono essere benissimo attualizzati... bella l'espressione, belle frasi, bel tema...un pò deludente il finale, gli ultimi tre capitoli in effetti sono di livello minore secondo me...lettura importante da fare, sopratutto x i giovani come me. Si legge veloce ma va fatto con attenzione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Estelgard (11-10-2008) Siddharta è un gran bel racconto, la semplicità della storia non è casuale, ma voluta, le vicende del protagonista riflettono in ogni caso le sfaccettature della sua anima. Il punto focale di questo libro non sono gli eventi o i vari personaggi che Siddharta incontra, ma è la possibilità di compiere una scelta (anzi diverse scelte) sempre in maniera libera e autonoma; le decisioni sono influenzate dalle circostanze ovviamente, ma nessuna costrizione esterna può scalfire un anima che ha deciso di cercare di compiere un viaggio di conoscenza, affrontando esperienze positive e negative. Non leggete questo libro con superficialità, i messaggi ci sono e non sono nemmeno troppo celati. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Federica (28-09-2008) Un libro veramente affascinante. La storia di Siddharta fa riflettere chiunque legga il libro. Interessante mi è sembrato il passaggia dalla vita di Samana alla Samsara e poi il ritrovamento del figlio, ma soprattutto il sacro Om e il suo potere sul protagonista. Molto significativo mi è sembrato l'episodio del barcaiolo, la presentazione di questo semplice ma profondo personaggio. Lo rileggerei volentieri e lo consiglio vivamente. A parer mio non è affatto sopravvalutato, merita veramente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco L (24-01-2008) Un romanzo superbo denso di spiritualità e di umanità. La lettura può, a tratti, procedere con fatica ma Hesse tratteggia egregiamente le personalità del protagonista e dei personaggi principali, trasportando il lettore in un Oriente fiabesco e misterioso, dove alla profondità dello spirito e dell'ascesi mistica si affiancano e si contrappongono le debolezze umane e la fragilità della carne. Un classico della letteratura contemporanea, da leggere e da meditare. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 100 Recensioni 101 - 102
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