|
|  |
Perutz Leo - Il marchese di Bolibar |
| La recensione de L'Indice |
 PERUTZ, LEO, Il marchese di Bolibar, Adelphi, 1987
PERUTZ, LEO, Il Maestro del Giudizio Universale, Serra e Riva, 1987
recensione di Morello, R., L'Indice 1987, n.10
Una misteriosa catena di suicidi, un'atmosfera inquietante e ossessiva, scandita da continui colpi di scena, sullo sfondo della Vienna dei primi del Novecento, un giallo che si colora sempre più di nero con cupe suggestioni demoniche e irrazionali, questa è la ricetta de "Il Maestro del Giudizio Universale". Il romanzo è una sapiente mescolanza di esoterismo e tradizione ottocentesca, un tipico prodotto di quella letteratura fantastica di ascendenza praghese fiorita in Austria sulla scia del successo riportato dal "Golem" di Mayrink. Nato a Praga nel 1884, vissuto a Vienna sino al 1938 ed emigrato poi in Israele, matematico dì professione, Perutz è un 'petit maitre' di questo filone letterario in cui la vena cupa e mortuaria, vagamente barocca, dell'animus praghese si stempera nel gusto convenzionale e rassicurante del feuilleton viennese. La lettura è avvincente, l'intreccio ingegnoso, la tipica struttura a scatola cinese (ritrovamento di un memoriale che a sua volta riporta il testo corrotto di un manoscritto medioevale contenente la chiave del mistero, il tutto corredato dalle note di un curatore) riesce a dosare sapientemente i classici effetti da thriller, trasmettendo al lettore quel carattere enigmatico e sfuggente dell'esistenza e quell'oscuro senso di colpa che costituiscono i tratti distintivi di molta letteratura praghese. "A questo mondo non c'è che il terrore per difendersi dall'angoscia", scriveva un autore di quegli anni, e Perutz appare affascinato dalle storie tenebrose e fatali, dominate dall'incombere del destino e da terribili maledizioni, in cui l'irrazionale è sempre sul punto di irrompere nel quotidiano per sconvolgerne l'ordine rassicurante.
"Il marchese di Bolibar", scritto nel 1920, è la storia di due reggimenti tedeschi al seguito di Napoleone che, durante la guerra di Spagna, vanno incontro alla disfatta e alla morte nella cittadina di La Bisbal. La vicenda, riportata in un crescendo febbrile ed esaltato nel memoriale di un giovane ufficiale scampato alla strage, è segnata dalla presenza di due misteriose figure: l'inafferrabile marchese di Bolibar, animato da una sete di vendetta che spingerà i suoi nemici all'autoannientamento e l'ufficiale Salignac, reincarnazione dell'Ebreo Errante. Bolibar è un nome senza volto che via via assume tutti i volti, metafora dell'irriducibilità della coscienza all'ordine della ragione, mentre Salignac impersona l'angoscia e la colpa che accompagnano il destino dell'umanità. Due storie avvincenti, scritte con sicuro mestiere letterario da un autore brillante che Lernet-Holenia considerava suo ideale maestro.
|
Media Voto: 4.5 / 5Pasquale blissett78@gmail.com (09-11-2011) Il marchese di Bolibar incarna, senz'ombra di dubbio, la reale convinzione che anche il mistero e la superstizione possono avere un ruolo decisivo negli eventi dei comuni mortali, soprattutto se dominati da insanabili passioni carnali! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mauro.g (08-05-2003) Come ne "La terza pallottola" (primo romanzo di Perutz) o ne "Il maestro del giudizio universale" (l'assissino è un Salimbeni, medico senese del 1400) i fatti si susseguono secondo una precisa e inarrestabile logica ("del meraviglioso", come ha scritto Borges a proposito di Leo Perutz). D'altra parte Perutz era un matematico statistico attuario (aveva anche creato una Perutz-formel assicurativa)....Da leggere anche "Il cavaliere svedese", "La neve di San Pietro", "Dalle nove alle nove", "Il Giuda di Leonardo",...
Occhio a Salignac!
Speriamo che i titoli di Leo Perutz fuori catalogo e ormai introvabili vengano presto ristampati (Per parte mia li ho tutti, alcuni letti anche tre volte).
Grazie per la gentile attenzione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Perutz Leo |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|