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Bernhard Thomas - L' imitatore di voci |
| La recensione de L'Indice |

(scheda pubblicata per l'edizione del 1987)
scheda di Rizzuti, A., L'Indice 1988, n. 4
Insinuandosi nelle fessure del modello antiletterario per eccellenza, quello della breve di cronaca, Bernhard lavora tra parole e cose traendone schemi di racconti brevissimi. Il libro consta infatti di un centinaio di storie lunghe mai più di due pagine che, nonostante la minuziosità delle descrizioni, restano alla fine avvolte da uno straordinario alone di mistero. I racconti sono pieni di suicidi apparentemente privi di logicità, di irrevocabili decisioni prese da autorità senza volto (come in "Speleologi"), di coincidenze e simmetrie puntuali quanto sconcertanti. L'autore, ritraendo l'accaduto con i poveri mezzi del linguaggio "oggettivo", finisce per accrescerne l'inesplicabilità. È quanto accade, ad esempio, nella storia dell'"autore caparbio" che, con un mitra costruito appositamente da una fidata ditta svizzera, spara dalla piccionaia del teatro in cui sta andando in scena l'unica - per sua esplicita volontà - rappresentazione del suo unico lavoro. Bersaglio sono tutti gli spettatori che a insindacabile giudizio dell'autore caparbio ridono al momento sbagliato. A poco a poco tutti vengono colpiti e la scrittura fotografa le cose nelle loro nudità, senza tuttavia comunicare un'impressione di neutra meccanicità al lettore, che resta di fatto sbalordito, conformemente del resto alle intenzioni dell'autore.
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Alessandro Poglio alessandro.poglio@libero.it (04-01-2006) Thomas Bernhard lavora tra i fatti e gli avvenimenti traendone schemi di
racconti brevissimi, delle minuscole "short stories". Il libro in formato
tascabile, vanta al massimo un centinaio di storie lunghe mai più di due
pagine che, nonostante la minuziosità e la schiettezza delle descrizioni,
restano alla fine avvolte da uno straordinario alone di mistero.
E' una piacevole lettura, diciamo un genere un po' diverso, un po' fuori
dai canoni. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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