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Canetti Elias - Massa e potere |
Media Voto: 5 / 5gianni (22-02-2010) Questo saggio affronta la tematica da un punto di vista molto particolare, presenta tutta una serie di aspetti e di problematiche che a volte, almeno a me, sembra che non abbiano molto a che fare con l’argomento generale del libro. In realtà, alla fine dell’esposizione, l’autore riesce a mostrare come la cosa sia perfettamente logica e sensata e che l’illogicità era solo in apparenza. Ovviamente questo saggio è stato scritto da una persona che aveva una marcia in più rispetto a tanti comuni mortali, credo che non sia fuori luogo in questo caso parlare di vero e proprio genio. Il libro è un bellissimo excursus sul significato di massa nelle sue varie forme, e di potere, all’interno delle più diverse culture: si va dalla cultura occidentale del secolo scorso, fino alle culture più primitive di popoli ormai scomparsi o di popolazioni primitive ancora esistenti: boscimani, aborigeni, ecc….
Molto interessante risulta, almeno per me, il parallelo tra potere e paranoia, è un collegamento a cui non avevo mai pensato ma che invece ha una sua ragione d’essere. A volte il saggio sembra anche indulgere, almeno all’inizio, su alcune considerazioni abbastanza ovvie, ma il tutto è funzionale al susseguirsi del filo logico all’interno del saggio, che in realtà è costituito da vari saggi, quante sono le sezioni del libro.
Non trovo che i due concetti presenti nel titolo del saggio siano in realtà contrapposti, anche se apparentemente lo potrebbe sembrare: il potere da che mondo è mondo è concentrato nelle mani di pochi, e quindi è per sua natura non attribuibile alla massa, ma si potrebbe anche dire che non esiste potere che non implichi un perfetto controllo delle masse; quando questa capacità di controllo viene meno ecco che basta un istante per perdere il potere (vedi rivolte, ribellioni, rivoluzioni, ecc…).
Saggio poi che si legge benissimo e senza fatica, pur non essendo io particolarmente ferrato in antropologia culturale. Da leggere assolutamente.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alex (02-07-2007) era il testo per il mio esame di antropologia culturale.....fantastico il testo ed il professore Alfieri- Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maqroll (13-11-2006) Due concetti contrapposti e complementari (massa e potere, appunto) indagati facendo ricorso a tutte le risorse epistemologiche possibili: la mitologia, l’antropologia, l’etnologia, la storia, la letteratura. Un turbine di metafore possenti e di simboli indimenticabili dall’autore che ha avuto il coraggio di scrivere anche Auto da fé. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Raffaele Gazerro rafjjgaz@katamail.com (14-05-2004) Volume del 1960. Che contiene 38 anni di studio ed osservazione sulla fenomenologia della massa, nonché del potere. Con un taglio inconsueto e inattuale. Ricostruendo miti, storie, elaborazioni e configurazioni ben poco classiche. Il riferimento non è attraverso i "progressi" della storia, ma nel guardare ai boscimani, ai re ed agli sciamani per poter sfiorare quella natura indicibile e misteriosa del potere che tanto seduce inopinatamente le masse. E sono esclusi i riferimenti tradizionali: tanto per dire - Marx e Freud rimangono fuori dalla porta. Un autore - Canetti - che è stato in ogni caso uno dei più grandi scrittori del Novecento. Un'opera - autenticamente - indimenticabile e necessaria che costituì per l'autore anche un esorcismo e un disincanto da paure che è difficilissimo non ritenere attuali. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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