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Roth Joseph - La cripta dei cappuccini |
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Titolo | La cripta dei cappuccini |
| Autore | Roth Joseph | Prezzo Sconto 15%
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€ 8,50
(Prezzo di copertina € 10,00 Risparmio € 1,50)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2007, 196 p., brossura, 14 ed. | | Traduttore | Terreni L. |
| Editore | Adelphi
(collana Gli Adelphi) |
| | Disponibile anche in ebook a € 3,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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11 recensioni presenti. Media Voto: 3.72 / 5Paolo Rigamonti (29-12-2011) Bellissimo affresco della fine di un mondo e cupo presagio di ciò che avanza. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
paola (12-06-2010) nessuno come roth in questo racconto è riuscito a dare il senso della fine di un mondo che all'interno nella sua rovinosa caduta trascina con sè valori,convinzioni,atteggiamenti mentali vecchi di secoli e proprio per questo rassicuranti.Il nulla che il protagonista ha davanti viene rappresentato icasticamente verso la fine quando all'interno di un caffè in cui ferdinando trotta ha consumato una grappa e quando persino il cameriere lo ha lasciato solo,rivolgendosi a un cane esclama:"Franz, il conto".La visita finale alla cripta dei capuccini dove sono sepolti "i suoi" imperatori si conclude con una domanda angosciosa"Dove devo andare,ora, io un Trotta?" Una domanda che in un'epoca confusa come la nostra mi sento di fare mia.Quanto ad Alice che ha definito il libro di Roth una "boiata pazzesca" ,le consiglierei prima di liquidare in modo così netto un simile capolavoro, di ripassarsi la grammatica:sufficiente si scrive con la i! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto Magazzini (23-10-2009) Non posso fare a meno di attribuire 5 stelle a questo libro, confrontandolo con altri di presunti "buoni scrittori" attuali, in particolare quelli che intasano le classifiche. Non c'è niente da fare; se si vuole della letteratura veramente appagante, bisogna tornare al secolo scorso, in particolare alla sua prima metà. In questo libretto grande ironia, grande senso della storia (che per l'autore era la contemporaneità), si capisce perfettamente come dalla fine degli Asburgo alla tragedia del Nazismo, il passo sia stato molto breve, quasi ineluttabile. Le tragedie della storia avvengono "prima" che il comune mortale se ne renda conto. Ma i grandi artisti e scrittori, in qualche modo ci arrivano. E questo è uno di quei casi. Grazie Roth, non mancherò di leggere "La marcia di Radetzky" e forse dovevo farlo prima. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
res (05-09-2009) Dal fulgore degli Asburgo alla mediocrità del dopo guerra. La prima grande guerra appare appena sfiorare il protagonista Francesco Ferdinando Trotta, ma altera irrimediabilmente il suo mondo. Nulla sarà più uguale, dalla grandezza asburgica alla protervia nazista. Libro veloce nella narrazione degli eventi ma al tempo stesso lento nelle descrizioni dei sentimenti, delle situazioni, delle emozioni ... della vita. Il protagonista si rifugia nella Cripta dei Cappuccini in conteplazione degli ex regnanti ormai trapassati, in nostalgico rimpianto di un tempo che non tornerà. Come è vero che si apprezza la normalità della vita quando gli eventi travolgono tutto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
stefano algenor@libero.it (11-01-2009) senza grandi exploit. Un grande e pacato roth e la sua capacità unica di descrivere la decadenza dell'impero austroungarico.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Philip (30-11-2007) Veramente bello;di una mestizia e malinconia quasi romantica.La prosa di Roth è chiara,nitida,magnifica.Sembra quasi di riviverla sulla propria pelle,la "finis Austriae"della quale questo autore(assieme al troppo spesso dimenticato Hermann Broch)è giustamente considerato uno dei massimi cantori. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (20-10-2007) La descrizione di quella che era l'atmosfera che si respirava nell'ex impero austro ungarico, da Vienna fino agli angoli più remoti. L'ho trovato molto lento e troppo decrittivo...invece una nota di merito all'utente GB gprbzz@tin.it , hei la tua recensione è più bella del libro,complimenti Voto: 2 / 5 |  |  |  |
enza (23-06-2005) Pochi sono i racconti che con semplicità e chiarezza sanno eprimere tutta la nostalgia per un mondo che non esiste più. Il narrato scorre fluido come una confessione al lettore, al quale si rivolge come ad un caro amico.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alice (01-05-2005) Non ci sono parole sufficenti per dire quanto questo libro non abbia un senso...è una boiata pazzesca! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
GB gprbzz@tin.it (05-09-2001) Qui, lentamente, dolcemente, mestamente si affonda. Si affonda come affonderebbe uno dei non sopravvissuti del Titanic che con quella superba nave affondasse, lentamente affondasse, dolcemente affondasse, mestamente affondasse, e sotto la superficie del grande Oceano sprofondasse, conservando il privilegio di poter tenere gli occhi aperti, e di farsi pertanto tutti e quattro i chilometri di discesa osservando, vedendo e accorgendosi di tutto: posti e situazioni nuove e mai viste prima, pesci nuovi e spaventosi, i colori che a poco a poco si abbuiano, il gelo che cresce. Si declina e si cade, anzi si decade, crudelmente, ingiustamente, ma si decade, ed egli, il viaggiatore nella superba nave, il conte von trotta, senza un grido di protesta (come potrebbe?), consapevole e rassegnato morirà più per le cose nuove e mostruose che nel cadere ha visto, che per il colpo e le ferite riportate.
E’ il canto d’amore che accompagna la morte a quell’Austria reale, imperiale e asburgica che fu definita Felix, l’Austria pacifica e operosa di Maria Teresa, quell’Austria della buona amministrazione e della buona musica, quell’Austria cosmopolita, multietnica e poliglotta che per secoli, severamente e nello stesso tempo serenamente era stata la sollecita nutrice di genti e popoli diversi tra di loro; che aveva protetto, che aveva cullato, che aveva nutrito e che aveva istruito facendone dei sudditi civili, anche se un poco corrivi. Prima che subentrasse la crudele miopia dei nazionalismi, che avrebbe contraddistinto, e insanguinato, il nuovo secolo.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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