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Jünger Ernst - Trattato del ribelle |
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.62 / 5armando (29-12-2011) Bisogna riconoscere al libro una certa capacità di preveggenza rispetto a quelli che, di lì a pochi anni, sarebbero stati i grandi problemi che affliggono (oggi ancora di più) il rapporto tra individuo e istituzioni. "Passare al bosco": è questo il gesto coraggioso richiesto al Ribelle, sconfitta la paura e riaffermata la propria capacità di resistenza. Il libro è un pò complesso, dal che la mia difficoltà di comprenderlo fino in fondo (e, a tratti, la tentazione di lasciarlo ad altro lettore più "attrezzato"). Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Grif (15-02-2010) Il passaggio al bosco è il simbolo nobile della ribellione a qualsiasi forma di oppressione fisica o mentale, un luogo dove l'uomo "incontra se stesso nella propria sostanza indivisa e indistruttibile". Un libro prezioso e sorprendentemente attuale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Colella Fausto colellafausto@libero.it (03-12-2007) Trattato straordinario per comprendere qualcosa in più dell’animo umano. La via del bosco, una via introspettiva per scoprire attraverso la sofferenza la libertà.
Junger ci offre una delle vie possibili attraverso sentimento , ragione e coraggio. Il ribelle che comprende le sofferenze del genere umano perché riesce a comprendere la propria debolezza ha bisogno di lucidità e coraggio.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio (09-12-2006) Un inno alla libertà e alla capacità di dire no da parte di alcuni individui che al vivere secondo i dettami del sistema "tecnopolitico"preferiscono "passare al bosco"e da li cercare una nuova via all'esistenza dell'essere umano recuperando antichi valori dimenticati.
Junger è un pensatore che ha fatto nelle sue opere una "diagnosi"del suo tempo e del tempo a venire veramente "azzeccata".
Bisognerebbe ,solo, che fosse portato alla conoscenza del "grande pubblico"perchè le sue analisi,forse,potrebbero aiutarci a riflettere sul "nostro tempo"senza piangerci troppo addosso ma cercando nuove prospettive di indagine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Spegglet (30-06-2004) La prima volta che l'ho letto l'ho subito accantonato..Mi stava inquietando,turbando..mi stava umiliando,stava umiliando me e la mia esistenza.. Dopo un po' di mesi di riflessione,studio e preparazione,l'ho ripreso.
Beh,ha cambiato la mia vita.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
LUCA luca.bl@tiscalinet.it (13-05-2004) Puo' essere che vi cambi la vita!Puo' essere che vi troviate la risposta alla domanda "che cos'é la libertà".Prima pero' chiedetevi se siete pronti.Passare al bosco puo' essere pericoloso,devastante,sublime.Allacciatevi le cinture,buttate Moravia e Verga nell'immondizia e buon divertimento! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio Gentilucci aborel@libero.it (23-01-2001) Il Trattato del Ribelle, di Ernst Junger, è per pochi: bisogna avere un amore viscerale per la libertà. Non tutti lo hanno. La libertà totale, assoluta, la libertà ancestrale che è insita nell’uomo e non gli è donata da nessuna elucubrazione filosofica, né da un principio di diritto. Il suo Ribelle è uno che ha scelto di essere UOMO.
“Se avere un proprio destino o essere considerato un numero: è questa la decisione che oggi sta di fronte a tutti, ma che ciascuno deve prendere da solo”. Quella che Junger sbatte in faccia al suo lettore è una sfida: vediamo se sei capace di riprenderti te stesso. Quando nasci vieni assorbito dalla società circostante: sei una figura sociale, sei una categoria professionale, sei un cittadino di un Paese, sei parte di una comunità religiosa. Sei inscatolato, bollato e spedito verso destinazioni ben precise che tu non hai scelto. Qualsiasi indagine di mercato prevede come ti comporterai, conosce i tuoi desideri e i tuoi sogni, se ne hai ancora. Vediamo allora se sei capace di ribellarti, vediamo se esci dalla scatola e riprendi in mano la tua vita, la tua testa, la tua morale. Tu sei un figlio di Dio. Vediamo se sei all’altezza! Tu eri un uomo, te lo ricordi?
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alberto de Sanctis albertodesanctis@katamail.com (09-08-2000) Prendendo le mosse dal pensiero di Nietzsche, il testo rappresenta una sintesi illuminante della volontà tragica di accettare non passivamente la modernità. L'uomo moderno - consapevole della fase avanzata del nichilismo contemporaneo, dell'assenza di valori comunitari - può "sopravvivere" alla tecnica e, usando un termine oggi di moda, alla "globalizzazione" tenendo saldo un piede nella Foresta, simbolo dell'irrazionale e dell'ancestrale. E' la figura dell'"Anarca" che Junger delinea con una rettorica asciutta, cristallina ed efficace. Lettura obbligata per i "ribelli" emancipati dalle ideologie di destra e sinistra. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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