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Berberova Nina - Il giunco mormorante |
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.9 / 5Maria Teresa mariaster@libero.it (08-03-2011) Alcune pagine molto belle ma la fine lascia l'amaro in bocca per una storia così attuale e banale nella sua realtà che ancora oggi si ripete identica in migliaia di amori tristemente uguali.Purtroppo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
paola cellario@tin.it (06-05-2010) libro scritto benino ma che in alcuni tratti risulta confuso e arido nella narrazione dei sentimenti tra i personaggi,
un po' noioso Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Elisa (30-08-2009) esiste davvero quella "terra di nessuno, dove l'uomo vive nella libertà e nel mistero"?
quanto ci vuole per capire che forse non si può vivere in quel confine? quanto ci vuole per aprire gli occhi e rendersi conto che forse ci siamo immaginati tutto?
questo libro è un piccolo delicato gioiello. verde, come quel verde bottiglia che avvolge parigi nelle prime pagine.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pop_paola pbutta@alphasoft.it (24-06-2008) Libro delicato, sostenuto da una scrittura ricercata, ma non per questo la storia è meno emozionante, anzi.... La protagonista ama il proprio uomo, ma sopratutto ama ciò che chiama no man's land, un modo poetico per dire libertà, individualità, unicità. E ci sono dei momenti, ci sono degli amori che non rientrano, che non possono rientrare, in questo territorio così fondamentale nella vita di ognuno di noi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
francesca (17-09-2006) piccolo il libro, poche le pagine, grande l'emozione. un'amore che finisce sulle scalette di autobus parigino.un amore che si ritrova. un libro davvero molto bello!! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
laura (06-05-2006) Un bellissimo libro, ricco di poesia e di stati d'animo. E' la storia di un amore forse di tanti amori. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
micol (05-01-2005) E' un libro che ti prende ma che alla fine non colma il vuoto che immedesimandoci nel personaggio ci lascia!!!!E' a mio parere abbastanza triste! Un amore nn piu corrisposto,un duro destino che nn aiuta ma fa di tt per atterrire la protagonista la quale diventa consapevole di cio che le sta accadendo, apre gli occhi e capisce che spesso nn bisogna essere troppo calcolatori sui fatti della vita( e grazie a questo libro l'ho capito anche io).Cm la protagonista anche noi svegliandoci da quel sonno che ci soffoca e nn ci rende coscienti(cioè quell'amore che la protagonista prova per un uomo ormai da dimenticare e con il pensiero del quale nn riesce a costruire il suo destino) dovremmo essere "Giunchi mormoranti".La cosa che mi ha rattristato di più è la fine nella quale la protagonista fa svanire in un istante quell'amore tanto atteso cm se nn esistesse o nn fosse mai esistito!!!!!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Elisabetta V. (24-11-2004) Il libro della Berberova che preferisco. La prime pagine sono davvero folgoranti. Tutto il racconto sembra essere stato scritto apposta per chiunque lo stia leggendo, perché chiunque prima o poi si troverà lì, circostanze a parte, in quelle sensazioni e stati d’animo così mirabilmente descritte. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Albys braveheart1966@libero.it (27-06-2004) Un libricino che si legge in due ore, che alla fine non mi ha completamente soddisfatto ma che presenta un paio di pagine memorabili. Lo stile della Berberova non sempre è pulito ed efficace, a mio parere manca di quell'eleganza che nelle storie d'amore fa la differenza. Questa inoltre è una storia d'amore particolare, in cui l'uomo risulta espressivo come un pezzo di paraurti dallo sfasciacarrozze. Non si capisce di cosa lei si sia innamorata. Ma il sunto del libro non è qui, è la "No man's land", la terra in cui ognuno è il padrone totale di se stesso.
Nell'interpretazione di questa frontiera dell'anima la Berberova dà il suo meglio, e la fine (che poteva essere scritta meglio) del racconto ne è la ovvia conseguenza. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
giunco mormorante (26-03-2004) 100 paginette,un capolavoro.
Una piccola storia,d'un uomo e d'una donna.
Un amore.La lontanza.La fine di quell'amore.
Forse la storia della Berberova con Chodasevic.
Una domanda non espressa ma urlata,in un
grido di pietra: "Che senso ha,tutto cio'?"
Scorre la lettura su frasi di quotidiana
normalita',se non fosse per quel "verde bottiglia" che dipinge il libro come un quadro
di Munch.Lasciandoci con le stesse sensazioni.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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