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Satta Salvatore - Il giorno del giudizio |
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Titolo | Il giorno del giudizio |
| Autore | Satta Salvatore | Prezzo Sconto 15%
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€ 9,35
(Prezzo di copertina € 11,00 Risparmio € 1,65)
|  | | Dati | 1990, 292 p., 10 ed. |
| Editore | Adelphi
(collana Gli Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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15 recensioni presenti. Media Voto: 4.86 / 5lucal (13-10-2011) Questo è il mio più bel libro sulla Sardegna e credo che sia uno dei libri più importanti del Novecento europeo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
M.T. (14-05-2010) Un romanzo epico, aspro e dolce allo stesso tempo. Un vero capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Toppi Alessandro (20-02-2010) Come una voce antica che, piana, biascica al caldo di un focolare acceso, adeguandosi poi tiepida allo stupore immobile di chi silente ascolta. Come una memoria ingiunta che, remota, chi ha vissuto fiata al volto glabro di chi s'accinge a vivere. Come una nenia ultima che, dovuta, lamenta in recita "gente sparita dalla terra", confondendo trionfo della vita e trionfo della morte. E' salmodiante oralità in nero inchiostro "Il giorno del giudizio" di Salvatore Satta, la cui parola ricorda e commemora, racconta e rianima dicendo laicamente messa per spiriti in gravosa attesa del bramato oblio: "Piero Ciatte, quello che si è impiccato ad un albero, credeva di poter morire. Ed ora è qui, con Don Pasqualino e Fileddu, Don Sebastiano e Zio Poddanzu, canonico Fele e mastro Ferdinando, i contadini di Sèuna e i pastori di San Pietro, i preti, i ladri, i santi, gli oziosi del Corso; tutti in un groviglio inestricabile. Come in una di quelle assurde processioni del paradiso dantesco, sfilano in teorie interminabili gli uomini della mia gente. Tutti si rivolgono a me, tutti vogliono porre nelle mie mani il fardello della loro vita, la storia senza storia del loro essere stati". Settemilacinquantuno anime, per censimento registrate, s'accalcano in rispettosa fissità ad un confessore obbligato a scrivano, divenuto scrittore. Hanno il volto piagato severo, il costume d'un nero corvino, la malcelata fierezza negli occhi. Ad una ad una avanzano a dire "il proprio esser nati" madonne in tombe domestiche e femmine di puttana natura, buffoni di balconesca politica e stanchi maestri di calce, padroni di fumi orizzonti e servi dalle schiene interrate. Ad una ad una cianciano zitelle di fede malata e fanciulle sparite per doglie, s'avvampano miseri d'ingiusto finale e matti santificati a cordoglio, appena sibilano padri per rigore di ruolo e madri per sofferenza patita. Ad uno ad uno ogni singola carne vissuta divien figura degna per tratto in questo "straordinario e lugubre affresco di un paese che non ha motivo di esistere". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco bdicharlus@hotmail.com (31-01-2010) Ho appena finito di leggere questa opera e non esito a dire che deve essere collocata tra i capisaldi del Novecento letterario italiano.
L'evocazione di un mondo perduto (Nuoro e i suoi abitanti tra la fine dell'ottocento e il primo dopoguerra), per il quale l'autore nutre un profondo amore e al contempo un violento odio, è sospesa in una narrazione di stile 'impressionista'. I protagonisti e le comparse del romanzo, abbozzati con pochi tratti, sembrano quasi uscire dalla pagine e presentarsi davanti al lettore con le loro miserie e le loro speranze, sempre irrimediabilmente vane. Su tutto aleggia un sentimento metafisico della morte e della 'inevitabilità' della esistenza umana. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessandro andronio (21-06-2009) Un vero capolavoro, questa "pastorale sarda": il più bel romanzo della Sardegna e sulla Sardegna. La cultura e l'accuratezza del processualista Satta lasciano senza fiato, per la capacità di reggere per quasi trecento pagine descrivendo minuziosamente pochissimi avvenimenti. Non ci sono possibili confronti né con la pur brava Grazia Deledda (la cui narrazione sconta un evidente isolamento culturale), né con gli scrittori sardi contemporanei più famosi, come Fois e Niffoi (avvincenti, ma legati a schemi narrativi tradizionali). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro C. (19-02-2009) Impossibile ridurre ad un semplice commento l'essenza e la stupefacente poeticità presente in tutta l'opera, così come è altrettanto difficile non richiamarsi in un modo o nell'altro ai vari personaggi che Salvatore Satta ha magistralmente descritto. Da sardo sono orgoglioso, nonchè entusiasta di un simile, immane gesto, intrinseco di passione abilmente insinuatasi tra le righe. Arte allo stato puro. CAPOLAVORO! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
franco (08-01-2009) uno dei libri fondamentali e fondanti del 900 italiano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco Zanetti (16-07-2008) Lo stile di Salvatore Satta è equiparabile all'acribia di un orologiaio. In queste duecentonovantadue pagine Satta condensa magistralmente la tragedia del transeunte :beni immobili e mobili,nascite,decessi,omicidi,sequestri, vendite, tribunali, caffé:tutto viene disgregato dal vortice rutilante della sua coscienza irrequieta, per essere amplificato freneticamente,esattamente come il dipanarsi delle onde che si infrangono sugli scogli. Uno splendido affresco che si estende fino a collimare perfettamente con i peripli di quest'isola desolata e misteriosa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Manuel (16-02-2007) E' un libro veramente stupendo... suggestivo ed emozionante, rappresenta in modo pittoresco una mentalità e un popolo, ma allo stesso tempo un modo di vedere la vita e la morte di una persona veramente profonda. Scorrevolissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia viotty86@yahoo.it (13-09-2006) Premetto che ho letto il libro per un esame universitario e il docente ce l'ha presentato dicendo:"odierete questo libro, non piace mai a nessuno".. Beh, si è sbagliato di grosso: il libro è sicuramente il mio preferito. Ne ho letti davvero molti di libri, ma pochi hanno saputo tenermi incollata alle pagine in questo modo. E mai mi era capitato di rileggere più volte una frase, e sottolinearla, e trascriverla.. E ne ho trovati molti di punti degni di essere ripercorsi..
Per farla breve: da leggere e rileggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
unreal (04-01-2006) Uno tra i più bei libri mai letti...e ne ho letto di libri Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Jacopo Polinari (23-01-2005) Si può gridare al capolavoro!!Un romanzo meraviglioso, struggente, eppure così vivo! Mi ha fatto scoprire il Satta scrittore dopo aver già apprezzato il Satta giurista. Una meraviglia, da leggere nelle scuole al posto di tanti di quei classici che oramai ci hanno un po' stancato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nick belane (12-08-2003) Pubblicato solo alla morte dell'autore (giurista di fama e autore di diversi manuali e testi accademici), il romanzo è il racconto corale della Nuoro di inizio XX secolo, vista attraverso gli occhi di un notabile della città, il notaio Sanna, scrupoloso nel lavoro quanto ottuso e autoritario in casa, e la moglie Donna VIncenza, figura ridotta al silenzio e al rancore dal marito, ma cosciente della tragedia che incombe sulla sua famiglia e su quel mondo.
L'irrompere del mondo, sotto forma della guerra, della modernità tecnologica, dei nuovi valori borghesi, sgretolerà le convenzioni e i ruoli precedenti e la temporalità circolare della società tradizionale, privandola degli orizzonti di senso conosciuti.
Dietro il bisogno di raccontare quel mondo, quella Nuoro da parte di un nuorese che era andato via, a cercare 'pane migliore di quello di grano' si manifesta la necessità di Satta, che spesso interviene nella narrazione, di fare i conti con la propria vita, e in ultimo con la propria morte, in quello che George Steiner ha definito come un 'capolavoro della solitudine nell'epoca moderna'. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giorgio Fainardi fainardigiorgio@hotmail.com (18-12-2002) Un romanzo sulla Sardegna veramente bello, non scorre veloce ma fa riflettere sulla vita degli abitanti di questo paese dimenticato dalla tecnologia in arrivo in Italia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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