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Canetti Elias - La lingua salvata. Storia di una giovinezza |
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Titolo | La lingua salvata. Storia di una giovinezza |
| Autore | Canetti Elias | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,20
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,80)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 1991, 365 p., brossura, 12 ed. | | Traduttore | Pandolfi A.; Colorni R. |
| Editore | Adelphi
(collana Gli Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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13 recensioni presenti. Media Voto: 4.61 / 5girasole (25-10-2011) Può piacere,può non piacere.Lo stile,però, è divino! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianni (10-05-2010) Bellissima autobiografia dei primi anni di vita di Elias Canetti, si va dalla nascita fino all’adolescenza. La prosa di Canetti è sempre chiara e limpida, ed il filo scorre in maniera eccezionale. Il libro si legge benissimo pur non essendo banale o scontato. Il panorama che fa da sfondo alle vicende personali dell’autore è sicuramente di massimo interesse: la discriminazione degli ebrei sempre minimizzata, quasi a volerla esorcizzare, da parte della madre, lo scoppio della prima guerra mondiale, a Zurigo il protagonista si ritrova a fare colazione in un bar dove al tavolo vicino siede Lenin, poco prima del suo rientro a Mosca e della rivoluzione russa del 1917, ecc… Ne emerge un Canetti che comunque, pur se di giovane età, si già è formato la sua idea su molte cose; essendo orfano di padre si ritrova ad essere lui l’uomo di casa ed è proprio con questo ruolo che si premura della sua amata madre. Importantissimo infatti risulta essere il rapporto con la madre; madre molto forte di carattere ma a cui Canetti sa tenere bene testa, tanto da imporsi per rimanere a studiare a Zurigo e da opporsi ad un progetto di matrimonio che i parenti di sua madre stavano tentando di escogitare. Notevole risulta dal testo l’acutezza intellettuale di Canetti, dall’estrema facilità con cui impara le lingue: dallo spagnolo, lingua della sua infanzia, all’inglese durante il periodo in cui vive a Manchester, al tedesco del periodo di Vienna e poi del soggiorno in Svizzera, tedesco che poi diventerà la lingua con cui scriverà Canetti. Assolutamente da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anna (05-02-2010) Eccellente esempio di prosa autobiografica. Peccato per la ridondanza di alcuni capitoli finali, eccessivamente prolissi, dove il tentativo di esaltare l'importanza dell'incontro con l'arte vorrebbe forse anelare a trasformare l'autobiografia in un romanzo di formazione. Tentativo, a mio parere, non particolarmente riuscito. In ogni caso rimane un grande classico della letteratura del Novecento. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
La Recherche redazione@larecherche.it (27-11-2009) [...] Dalle pagine di questo primo tratto di autobiografia di Elias Canetti emerge vigoroso un modello di educazione che si è rivelato assai efficace, lo scrittore è stato anche insignito del premio Nobel nel 1981, un modello che colpisce soprattutto per il fatto di essere completamente scientifico e letterario, una sorta di illuminismo totalmente scevro da bigottismi e da retaggi culturali antichi. Facilmente la famiglia ebrea di Canetti avrebbe potuto inculcare i riti e le credenze proprie della religione nell’educazione del bimbo, ma la fermezza della madre ha imposto un modello totalmente laico – e questo è un punto ancora attualissimo nel nostro Paese – Canetti nel suo narrare dimostra come la mente deve essere libera e stimolata ad aprirsi a tutto tondo senza intralci di fanatismi o credenze. La mamma accompagna il piccolo Elias nella sua scoperta della letteratura, facendogli capire le cose in modo già adulto, con un rigore morale ineccepibile e proiettato verso l’esterno, la comprensione del mondo e degli altri. La fanciullezza del nostro scrittore è stata anche sfiorata dall’antisemitismo, ma in un modo assai manierato, i compagni lo trovano saccente e spocchioso e lo attaccano dove ritengono essere il suo punto debole. Anche qui la madre saprà indirizzare il fanciullo verso la comprensione dei propri sbagli e la comprensione delle motivazioni altrui.
Il libro, oltre che bellissimo da leggere per la leggiadria delle costruzioni canettiane, col suo linguaggio puro e rutilante, scorrevole ma ricchissimo di fraseggi colti ed eleganti, è una valida testimonianza su di un modo ormai scomparso, e un omaggio ad una figura importante come quella della madre, che ha saputo essere oltre che genitrice, amica e maestra, senza abbandonarsi a smancerie, melensaggini ma ponendo di fronte al piccolo Elias, da subito, la responsabilità per il cammino che andava intraprendendo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Beppe (09-02-2008) Un bel libro, una bella cronaca di un'infanzia, trascorsa in parallelo ai grandi eventi che la storia europea registrò nel primo novecento. Nulla da dire sulla prosa cristallina e liscia dell'autore, senz'altro un campione della letteratura. Libri come questo lasciano un buon ricordo per tante ragioni; tra queste, senz'altro, gli spunti di riflessione su come si cresce e come si dovrebbe far crescere un figlio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sandro Florenzo sandro.100@libero.it (13-05-2007) Il racconto della propria fanciullezza all'inizio del novecento nel cuore dell'europa. Se vogliamo una storia come tante altre solo scritta molto bene. Suggestiva la passione che l'autore ha per la lettura ed il rapporto con la bellissima ,severa, sensibile e colta madre. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Chiara Tinelli (05-02-2007) "La lingua salvata" è la prima autobiografia che leggo senza storcere il naso per l'intento autocelebrativo dell'autore. Canetti ha tutto il diritto di raccontarci i suoi primi anni di vita, perché i suoi ricordi, così mirabilmente organizzati in capitoli, sono piccoli spaccati di realtà carichi della suggestione superiore della fiction. La sua vita è ricca di indimenticabili episodi, dalla tragica vendetta della cugina ai sognanti dialoghi con le forme nella tappezzeria. Un'esistenza come tante, ma pervasa dall'amore per le lettere e per la musicalità della lingua, che riesce ad esprimere una passione verace e potente, capace di soggiogare il lettore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
FRANCESCA (06-09-2006) Indimenticabile la figura della Madre, una donna davvero incredibile, quasi una figura mitologica. Mi sono chiesta cosa deve aver provato nel leggere il libro del figlio...io avrei pianto di gioia per mesi.
Un libro come capita di leggerne pochi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elena (12-11-2005) Conoscerete una donna di un'altra epoca forte, decisa che lascia un segno profondo nel proprio figlio. Incontrerete un bambino assolutamente adorabile e non potrete più lasciarlo.
Per fortuna ha continuato a raccontare la sua vita ed a scrivere. Una scoperta che vi aprirà un mondo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Adriana (30-08-2005) Leggiadro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nico ariglia tmwk@libero.it (24-10-2003) Passione e delicatezza nella desrizione di caratteri e sentimenti. Si respira l'atmosfera di un'Europa multiculturale in gran parte sconosciuta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giorgio Fainardi fainardigiorgio@hotmail.com (18-12-2002) Il pensiero e la vita di Elias in tante parole, ma anche in pensieri profondi e in uno spaccato della società della Belle Epoque svizzero-austriaca del 900.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giuseppe Bettoni gbettoni@liuc.it (18-06-2001) Offre un interessante spaccato quotidiano del periodo che attraversa ma soprattutto è appassionante per il rapprto con la madre fino alla loro separazione di Zurigo. Un'autobiografia appassionante che sicuramente vi spingerà a leggere il resto della sua vita. Le sue riflessioni sono libere e disincantate senza eccedere in cinismi inutili. Ma soprattutto si assiste la "costruzione" dell'esoscheletro della cultura di Canetti e quello che diventerà. Sicuramente intrigante. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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