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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Simenon Georges - L' uomo che guardava passare i treni

L' uomo che guardava passare i treni TitoloL' uomo che guardava passare i treni
AutoreSimenon Georges
Prezzo
Sconto 15%
€ 8,50
(Prezzo di copertina € 10,00 Risparmio € 1,50)
Dati1991, 211 p., brossura, 17 ed.
TraduttoreMessori P.
EditoreAdelphi  (collana Gli Adelphi)

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

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La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

(scheda pubblicata per l'edizione del 1986)
scheda di Tomasi, D., L'Indice 1987, n. 1

Chi delle avventure del Commissario Maigret ha sempre amato quell'andare di Simenon oltre la coltre della rispettabilità, del conformismo e della morale borghesi, mettendo così in piena luce le contraddizioni più profonde di un certo modo di vivere e di intendere la vita stessa, troverà certo in questo romanzo più di un motivo d'interesse. "L'uomo che guardava passare i treni" è infatti, sotto questo aspetto, un passo più avanti del ciclo Maigret. Qui viene a mancare ogni modello, ogni punto fermo; non c'è più l'eroe, quotidiano e ordinario quanto si vuole, a costituire ancora una speranza, un orizzonte, un accenno di vero. La frase stessa con cui si chiude il romanzo è, del resto, estremamente significativa: "Non c'è una verità, ne conviene?". Aperto alle mille inquietudini della più viva letteratura degli anni '30, questo libro di Simenon ha per protagonista Kees Popinga, un impiegato qualunque che da un giorno all'altro vede trasformata la propria esistenza: da rispettabile padre di famiglia ad assassino paranoico. E sarà proprio il folle ed allucinato, ma nel contempo anche lucido, punto di vista di questo Maigret uscito di senno ad imporsi nel corso di una narrazione che è un esame impietoso della precarietà di ogni esistenza.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 39 recensioni presenti.  Media Voto: 4.33 / 5

Andrea55 andrea.stuppini@gmail.com (09-04-2012)
Uno dei primi Simenon che ho letto. Lo classificherei tra i migliori, insieme a: "Le finestre di fronte", "Il treno", "Gli intrusi", "Le campane di Bicetre", ma per fortuna Adelphi deve ancora tradurne una cinquantina...
Voto: 5 / 5
Andrea (07-04-2012)
In tempo di crisi leggere un libro su un crack di un armatore che simula un suicidio per scampare alla giustizia per rifarsi una vita all'estero fa quantomeno sorridere amaro. L'inizio ricorda molto la storia di un Raul Gardini e del suo fido Sergio Cusani con la differenza che Gardini si sparò e il Cusani della narrazione (Kees Popinga) invece che andare alla sbarra decide di darsi alla macchia seminando dietro di sè piccoli delitti finchè...
Voto: 4 / 5
mara regonaschi (01-06-2011)
Ogni volta Simenon mi lascia folgorata, spiazzata dalla sua talentuosa capacità di afferrare la personalità umana, come quella trasformista e imprevedibile di Kiss Popinga che ti conduce catarticamente e lucidamente nelle sue mosse e decisioni, ma non nelle ragioni delle stesse, perchè la verità non esiste, ne convenite???...
Voto: 5 / 5
matteo (18-02-2010)
Trama originale e ben narrata Simenon dimostra ancora una volta le sue capacità di scittore, Kees Popinga colui che ha il coraggio di lasciarsi una vita alle spalle senza voltarsi mai ! Libro consigliato !
Voto: 5 / 5
antorizz (15-01-2010)
Se una notte d'inverno un viaggiatore bussasse alla tua porta........ per regalarti questo libro, stringigli la mano è il tuo miglior amico. assolutamente fantastico.
Voto: 5 / 5
Raffaele Di Bella (19-11-2009)
Grande Popinga!!! Sono diventato suo complice ed ho sperato sino alla fine nel suo trionfo personale. Sempre interessanti le sue considerazioni ed i suoi convincimenti, ugualmente singolari ed imprevedibili le sue azioni. Forse il Simenon che sinora ho apprezzato maggiormente.
Voto: 4 / 5
luca (11-12-2008)
Kees Popinga, perfetto imbecille già dal nome, in più pure assassino con derive superomistiche. Difficile affezionarsi ad uno così. Però Kees Popinga ha il coraggio che l’uomo comune non ha. Ha il coraggio di salire su un treno e chiudersi alle spalle le convenzioni della vita borghese (tra cui la legge), buttando via la chiave. Ma lì fuori, solo, isolato e perso, anche il più lucido giocatore di scacchi è destinato ad impazzire o ad arrendersi. Bravo Simenon a farci leggere un romanzo psicologico con la leggerezza di una commedia noir.
Voto: 3 / 5
Vincenzo (17-05-2008)
Scrittura apparentemente dimessa per una storia corrosiva che scava nella psicologia di un personaggio indimenticabile assediando il lettore con la costruzione lenta di una tensione che rimarrà intatta sino alla fine assolutamente conseguente. Il grigio borghese che il caso trasforma in un mostro per il quale ogni efferatezza non è che una banale azione di vita quotidiana è il parto naturale dei tristi ed opprimenti ambienti in cui si muovono i personaggi del creatore di Maigret. Fin dal titolo sembra di sentire un sottofondo di rumori e odori di una periferia oppressa dalla cieca banalità di una vita priva di scelte. Bellissimo quanto terribile.
Voto: 4 / 5
claudio arzani (arzy) claudioarzani@jumpy.it (05-01-2008)
Una vita ordinata e rispettabile, un buon livello sociale raggiunto, una moglie ordinata capace di crescere i due figli e di governare la casa naturalmente adeguata alle aspettative di immagine e comodità all’altezza della posizione conquistata. Deviazioni dalla linearità della regola di corretta condotta? Al massimo qualche fantasia nell’immaginario interiore, qualche pensiero audace rivolto a procaci donnine e una punta d’invidia per chi aveva il coraggio di prendere il treno e di andarsene ignorando ogni eventuale giudizio di sconvenienza. Ma, dietro l’angolo del prossimo incrocio, si annida in agguato il fallimento della ditta dove Kees Popinga svolge ordinatamente le mansioni di direttore: glielo rivela lo stimato proprietario stesso che, con buona dose di ironia, confessa di aver impegnato il capitale aziendale in avventate operazioni finanziarie manipolando, in barba al buon Popinga, i libri contabili. Bancarotta fraudolenta. Nessun problema. Julius de Coster jr., colto in un’osteria non certo degna del rango, senza remora di bere oltre i limiti della decenza, confessa allo stupefatto “signor Popinga” che simulerà il suicidio abbandonando gli abiti in riva al fiume per salire, prima della fine della notte, su una vettura di terza classe diretta oltre confine. Per il buon Kees è la fine: impossibile far fronte alle rate del mutuo per pagare la casa, difficilissimo, data l’età, trovare un lavoro all’altezza del tenore di vita. Passa la notte a riflettere sul futuro a fosche tinte e scopre che, in fondo, non è impossibile dormire sereno dopo aver maturato una decisione: meglio seguire l’esempio del principale, meglio cambiar vita! Eccolo dunque salire a sua volta sul treno con una meta ben precisa: andare dalla bella Pamela che, l’anno prima, non aveva nemmeno osato guardare. Ma avventurieri non ci si inventa, l’errore attende in agguato e, allora, può essere si scateni la più grande caccia all’uomo che Europa ricordi. Una lettura (e un incontro con un grande scrittore) da non perdere.
Voto: 5 / 5
roberto cocchis roberto.cocchis@tin.it (08-12-2007)
La lentezza del ritmo narrativo, almeno all'inizio, non facilita molto la lettura. Però, alla fine, la storia lascia il lettore pienamente soddisfatto.
Voto: 5 / 5
Roberto (17-09-2007)
un libro scritto da georges simeon "l'uomo ke gurdava passarei treni". di qst libro a me nn è piaciuto l'inizio cioè il primo capitolo nn capisci niente... io ne ho letti tanti di libri ma qst nn era perfetto. una cs ke mi è piaciuta è stata la fine qnd popinga parla cn il medico.... il libro risulta al quanto noioso sotto il punto della narrazzione, ma come storia nn era niente male... il mio voto è 2 su 5
Voto: 2 / 5
dany da salerno (12-09-2007)
questo è il primo libro di simonenon che ho letto. La vicenda è molto intrigante e vediamo cambiare la vita del protagonista in un attimo da bravo padre di famiglia,onesto lavoratore ad un paranoico omicida.la frase che mi colpisce di più,però è la frase finale che dice al medico "nn c'è una verità,ne conviene?". Bene in questa unica frase io noto il significato di tutto il libro e con questo concludo. ciaoo da dany 15 anni salerno e voto 10 ;-)
Voto: 5 / 5
Leonardo Banfi (Novate Milanese) (16-07-2007)
Pubblicato nel 1938. Un romanzo ambientato principalmente i Francia, a Parigi, dove il protagonista, Kees Popinga, lasciata l’Olanda, fugge da Groninga, il paese dove egli abita. In seguito alla notizia dell’imminente fallimento della ditta per cui lavora come procuratore di materiale navale, si scatena in lui la voglia di evadere da quella vita noiosa, la casa da pagare, costruita nel quartiere migliore del paese, la famiglia... la quotidianita’ ripetitiva e monotona. Un mondo che lo ha sempre accolto e dal quale ora fugge catapultandosi in una realta’ diversa da quella vissuta ini quaranta anni. Trasgressione, omicidi, malavita , e la freddezza del giocatore di scacchi che lo aiuta, attraverso la sua avventura per le strade,gli alberghi e le bettole di Parigi, nella sfida con la polizia, che lo cerca perche’ sospettato anche della morte del suo principale. Quel sottile velo di mistero che accompagna sempre Georges Simenon lo si ritrova in questo libro, che talvolta, pero', risulta noiso.
Voto: 3 / 5
Giuliopez (28-06-2007)
Splendido! Ancora una volta Simenon non delude. Affascinante la narrazione e la caratterizazioen del personaggio di Kees Popinga. Che dire... un capolavoro, una gemma di Simenon!
Voto: 5 / 5
lhl (02-05-2007)
da appassionato di simenon, credo di avere trovato la massima espressione della sua produzione. è veramente incredibile a che livello giunga il coinvolgimento, la costruzione dell'ambiente e dei personaggi. E' inevitabile arrivare a tifare per popinga, a sperare che la sua fine non sia quella inevitabile; soprattutto, che la sua mente abbia il sopravvento sul suo destino. spietato e maniacale, tenero e razionale, il protagonista risiede in ognuno di noi, quando temiamo che le rotaie su cui è posata la nostra esistenza, assumano una inaspettata direzione facendo deragliare i nostri passi. consigliato a tutti.
Voto: 5 / 5
antonioTiobec tiobec@supereva.it (23-03-2007)
il primo libro di Simenon che leggo, anche se da ragazzo impazzivo per il celebre commisario con la pipa, che dire, bello!Un Popinga matto od un Popinga soltanto alla ricerca di nuove emozioni? La frase finale ne è la risposta.
Voto: 4 / 5
FRANCESCA francesca_serra@hotmail.com (15-03-2007)
ho appena finito di leggerlo,incredibile!!! mi sono appassionata tantissimo e sembrerà strano ma popinga mi ha fatto tanta tenerezza tanto che mentre leggevo pensavo "speriamo non lo beccino" mi sono impersonata ed era come se dovessi io scappare e non farmi beccare
Voto: 5 / 5
Andrea a.taffi@virgilio.it (12-01-2007)
Un romanzo di grandissimo spessore umano e psicologico, con il quale Simenon non ci dà alternative: o essere inquadrati in una inconsapevolmente tragica normalità, o vivere lasciandosi passare per pazzi.
Voto: 5 / 5
maria mari1752@hotmail.com (19-12-2006)
pensate che chi l'ha letto su mio consiglio ha detto che era stato un consiglio da vecchia zia!!!!!!!!!!!!!!...i gusti...a me è piaciuto e l'ho trovato anche attuale...
Voto: 5 / 5
Maurizio Ricci mricci_ra@libero.it (13-12-2006)
Un lavoro molto ben riuscito. Al solito, Simenon è un maestro nel farci conoscere i personaggi senza descriverli, lasciando alla nostra sensibilità di lettori il lavoro, evidentemente per lui superfluo, di visualizzazione. Chi è il vostro Kees Popinga? Il mio è un ometto strano, fuori dal suo tempo.....più un personaggio di Chesterton che del padre di Maigret.
Voto: 4 / 5
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 39

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