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Walser Robert - Jakob von Gunten. Un diario |
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Titolo | Jakob von Gunten. Un diario |
| Autore | Walser Robert | Prezzo Sconto 15%
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€ 6,80
(Prezzo di copertina € 8,00 Risparmio € 1,20)
|  | | Dati | 1992, 191 p., brossura | | Traduttore | Castellani E. |
| Editore | Adelphi
(collana Gli Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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Media Voto: 4.75 / 5Luca Baratta (18-09-2007) Un romanzo (molto probabilmente non lo è!) nel suo genere unico e straordinario!!! Chi avrà il piacere di leggerlo e soprattutto di capirlo, verrà immediatamente catapultato in una dimensione a noi estranea che nient'altro non è, se non quella in cui Walser, timido e riservato, costretto alla solitudine della clinica psichiatrica in cui era stato internato, si è nascosto. Da non perdere assolutamente! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rogopag99 rogopag99@yahoo.com (16-12-2004) Jacob Von Gunten, l'eponimo protagonista del romanzo di Walser, entra nel Istituto Benjamenta per imparare l'arte di servire. L'istituto è un mondo parallelo a quello reale, un universo sospeso in una dimensione sognante e retto da Herr Benjamenta e sua sorella, la quale sembra essere l'unica insegnante dei pochi studenti ammessi, essendo gli altri docenti praticamente assenti. Nel suo stile trasparente e preciso, Robert Walser si avvicina il più possibile (quanto il linguaggio lo può rendere possibile) a ciò che sta oltre le parole, a quell'assenza, o vuoto, che le parole e la vita stessa indefessamente occultano, e a cui, nel racconto, lo steso Jacob tende come alla meta perfetta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sara (04-05-2003) splendido.uno dei libri piu' belli di tutti i tempi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bartolomeo Di Monaco bartolomeo.dimonaco@tin.it (01-06-2002) Non conoscevo questo autore, non ne avevo mai sentito parlare fino a poco tempo fa. Ho appreso, così, che nacque in Svizzera nel 1878 e vi morì nel 1956, rinchiuso volontariamente in un ospedale psichiatrico.
La storia ha un io narrante, Jakob, appunto, rinchiuso nell'Istituto Benjamenta dove si ha il compito di inculcare ai giovani allievi (prima che affrontino la vita al servizio degli altri) alcune qualità ritenute importanti: la pazienza e l'ubbidienza, ma anche la perseveranza e la capacità di attesa (rilevante quest'ultima: "Non puoi credere che felicità, che grandezza ci sia nell'aspirazione, insomma nell'attesa".) È un istituto speciale, giacché, confessa il protagonista: "Da quando mi trovo qui all'Istituto Benjamenta, sono già riuscito a diventarmi enigmatico". E più avanti: "qui ci si abitua all'idea di qualcosa di difficile e di oscuro che si avvicini". Si avverte subito un'atmosfera di incertezza e di incredulità di fronte alle prime osservazioni che annotiamo, una specie di mondo a parte, quasi sospeso, irreale, deformato, in cui stiamo per inoltrarci, che ha regole e misure diverse dalle nostre, ma che appaiono non estranee comunque a noi, come se fossero state nascoste da tanto tempo (da sempre?) ed ora, grazie al sortilegio di una scrittura che sa vedere, scavare e raccogliere, esse si presentano, rivelandoci che ci sono, sempre pronte a produrre l'incredibile, lo stupefacente, l'assurdo, e soprattutto il nulla. Lo scopriamo a poco a poco, con gli occhi tesi, sbarrati per la meraviglia. Per tutto il cammino ci accompagnerà l'ironia del narratore, che è il bisturi con il quale osserva, analizza e inquieta. Ciò che ne esce, infatti - sia quando osserva i suoi compagni e gli adulti che gli stanno intorno (ad esempio i signori Benjamenta, fratello e sorella), sia quando posa lo sguardo sulle cose, perfino quelle inanimate - è una specie di resurrezione dell'ignoto, che ci colloca tutti in quell'altrove uniforme e pigro - capace però di riempire il vuoto del nulla - che solo altre regole e altre misu Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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