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Nabokov Vladimir - La veneziana e altri racconti |
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Titolo | La veneziana e altri racconti |
| Autore | Nabokov Vladimir | Prezzo Sconto 15%
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€ 17,00
(Prezzo di copertina € 20,00 Risparmio € 3,00)
|  | | Dati | 1992, 212 p. | | Curatore | Vitale S. |
| Editore | Adelphi
(collana Biblioteca Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| La recensione de L'Indice |

recensione di Petrignani, S., L'Indice 1992, n.10
Personaggi entrano e escono da un quadro. Un marito geloso uccide la moglie ipersensibile infilandole uno scheletro nel letto. Un folletto cerca di risvegliare una folla di morti facendo il matto nel bosco. All'interno di un ricco hotel di montagna un angelo mostruoso si nasconde in una stanza. Non ha ancora trent'anni Vladimir Nabokov quando inventa queste storie surreali, eccessive, e la sua Russia è già lontana, inghiottita dalla rivoluzione che lui non riconoscerà mai.
Fin dall'infanzia è un poliglotta, ma questi primi racconti sono ancora scritti in russo. Esule fra gli esuli, promettente poeta e narratore nella folla di aristocratici, pittoreschi e viziati che aveva invaso l'Europa fuggendo il comunismo, la morte, la spoliazione di ogni avere, Nabokov costruiva le solide fondamenta della sua poetica: rendere straordinario l'ordinario. Adesso tredici di quei primi racconti, raccolti in volume dal figlio Dmitri per le edizioni Gallimard un anno e mezzo fa, sono stati tradotti in italiano. Alcuni erano totalmente inediti, altri erano stati pubblicati dall'autore nelle riviste degli immigrati russi, ma Nabokov non li aveva inclusi nelle sue raccolte di racconti, che sono "Una bellezza russa","La signorina O.", "Dettagli di un tramonto", "La distruzione dei tiranni". Dmitri Nabokov sostiene che il padre aveva intenzione di preparare una quinta scelta con i racconti della giovinezza, ma non fece in tempo. Avrebbe scelto gli stessi testi che ora compongono "La veneziana"? Chi lo sa. Vladimir era un severissimo giudice di se stesso. Per questo amava prendere le distanze e premettere piccole indicazioni di lettura - piccoli capolavori di autoironia - agli scritti giovanili che andava pubblicando. Se ci si accostasse alla "Veneziana" aspettandosi i nitidi funambolismi verbali, le sottilissime descrizioni psicologiche, l'inimitabile seduttività delle opere cui deve la fama, si rischierebbe la delusione. Ci si trova invece al cospetto di una vena in cerca di se stessa in una fase luminosamente aurorale, che tuttavia è già consapevole del suo percorso, quello che la porterà a identificarsi con "una spirale colorata all'interno di una pallina di vetro".
Si veda, per esempio, quello che è forse il più bello fra i racconti della raccolta, "La Grazia", che già nel titolo preannuncia il superbo romanzo "Il dono" (dono letterario, grazia di capire il profondo significato della vita): un innamorato aspetta invano l'innamorata. Ma durante l'attesa angosciosa si guarda intorno e scopre nei piccoli gesti della gente, nella movimentata stanzialità delle cose, il senso nascosto dell'essere al mondo. Ecco, qui c'è tutto Nabokov, lo scrittore che ha sempre preferito descrivere il mondo non direttamente, ma attraverso il suo riflesso in una pozzanghera, attraverso il codice segreto delle ali di una farfalla.
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