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Morselli Guido - Un dramma borghese |
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Titolo | Un dramma borghese |
| Autore | Morselli Guido | Prezzo Sconto 15%
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€ 17,00
(Prezzo di copertina € 20,00 Risparmio € 3,00)
|  | | Dati | 1992, 294 p., 3 ed. |
| Editore | Adelphi
(collana Fabula) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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Media Voto: 5 / 5Mabel M.G.M giomossatri@gmail.com (30-01-2010) Un libro che ho letto appena uscito,molti anni fa,che mi aveva certamente impressionato forse più che altro per la vicenda che adombra un incesto e per l'atmosfera che avevo, allora, trovato angosciosa e soffocante.L'ho ripreso in mano giorni fa e lo ho letteralmente divorato. Sono rimasta affascinata dalla sapienza costruttiva, dallo scavo psicologico, scarnificante e impietoso,dalla rappresentazione di una personalità forse abulica ma al contempo consapevole, duttile seppure debole,del padre assolutamente ignaro del suo ruolo, in contrapposizione a quella della figlia che, nonostante la pesantezza e l'ambiguità del sentimento che la tiene invischiata come in una rete, senza speranza, forte di questo amore sbagliato lo asseconda sino alle estreme conseguenze.
Trovo Morselli, di cui non conoscevo la tragica fine, uno scrittore di gran razza, profondo, colto,curatissimo nello stile(ahimè, quanto lontano dalle sciattonerie che si leggono oggi...), abilissimo nel creare atmosfere rarefatte, avvolte metaforicamente nella nebbia dell'ineluttabile ma anche in quella reale del cupo paesaggio lacustre. Un vero clima da tragedia greca. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
piero f. piefadda@yahoo.it (27-08-2007) «Un dramma borghese» è un romanzo grave, pesante. Quasi ogni pagina pesa, comunica, illumina, non solo racconta: ha una densità narrativa eccezionale. È un romanzo che ti incide l'anima e ti smembra la psiche: è una dissezione della mente, acuta e universale, che non si preoccupa a tutti i costi di fuggire luoghi comuni o di cercare nuove strade. Racconta i meccanismi dell'uomo senza la presunzione del dogma, con l'attenzione al caso umano particolare, che altro non è che l'universale. È un'analisi di uomini: complessa, non semplice e ostica, procura una fatica, necessaria, nella lettura; e ti lascia esausto, ma consapevole di aver fatto non una lettura, solamente, ma un'esperienza di vita “reale”. Ed è un libro sensuale e morboso: il sesso e la fisicità ci galleggiano discreti ma penetranti, senza ostentazione di manie e ossessioni, pulsioni e desideri, seppur presenti: i corpi e le loro “colpe” immorali sono fosforescenti e sfumati, ma possenti, come nella conclusione del romanzo, in cui la nebbia - che ne è il filo conduttore, prima materiale, poi mentale - avvolge il protagonista, che vi si perde fino a essere preso per mano da un qualcuno che, banalmente, il mestiere della “vita” - esistenza - l'ha, forse, appreso; oppure che non l'ha appreso, ma non ne è consapevole.
Interessante l'approccio polemico alla psicoanalisi; e - anche qua una “profezia” - la riflessione sul fallimento del metodo educativo che avrebbe poi invaso il mondo dopo il '68: quello del genitore/amico (sarà superfluo notare che il libro è stato scritto prima del '68: curioso, per cui, caso di “profezia alla seconda potenza”). L'unico autore, per me, paragonabile al miglior Dostoevskij. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Camel (29-08-2005) Svizzera, fine anni '50. Lui, il narratore: un giornalista di mezz'età, corrispondente in Germania per conto di un importante quotidiano milanese, vedovo con amante senza passione; accomodante con sé e con gli altri, persegue con caparbietà l'obiettivo di una vita pacifica e al riparo da ogni scossone. Lei: la figlia diciottenne, cresciuta in collegio dopo la morte della madre; ingenua, impulsiva, sentimentale fino all'eccesso.
I due, che negli ultimi dieci anni non si sono visti che per qualche ora, si trovano rinchiusi nella duplex di un albergo per convalescenti dove, di colpo, devono imparare a conoscersi. Ma se il padre non ha troppi problemi a inglobare e neutralizzare questa novità della sua vita, la ragazza invece si lascia travolgere dalle emozioni di un affetto più sponsale che filiale. Il menage regge, seppur fra continue concessioni che il padre - pur sempre più preoccupato - fa per quieto vivere, finché l'arrivo di una spregiudicata compagna di scuola della ragazza fa scoppiare quel dramma borghese che dà titolo al romanzo.
Lo stile di Morselli è tornito, a tratti desueto, ma mai stucchevole. L'analisi dei personaggi è delicata, rispettosa, eppure terribilmente precisa, profonda. 350 pagine che si svolgono praticamente tutte in una stanza con due soli personaggi, ma che si leggono con passione, con l'angoscia di chi vede un dramma costruirsi sotto i propri occhi senza poter far niente per evitarlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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