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Zellini Paolo - Breve storia dell'infinito |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Ferrante, A., L'Indice 1993, n. 5
(scheda pubblicata per l'edizione del 1993)
Che cos'è l'infinito? E possibile definirlo? Ritorna la domanda più antica e tormentata degli uomini. Fedele compagna della ormai decennale "crisi dei fondamenti" del pensiero scientifico, rinnova giorno per giorno il vecchio dubbio tra Uno e Molteplice,Ordine e Disordine, Caos e Determinismo che ha caratterizzato la storia del pensiero occidentale. Adelphi ripropone, in una nuova collana, il libro di Zellini "Breve storia dell'infinito" nel quale l'autore racconta l'origine e l'evoluzione di questo "inafferrabile" concetto. Punto di partenza è l''Apeiron', l'illimitato di Anassimandro. O meglio, quello che dai presocratici ad Aristotele sarà la distinzione tra"infinito potenziale", privo di limiti come quello dei numeri razionali, e "infinito attuale", un'estensione divisibile, appunto, all'infinito ma che può essere compreso in una totalità. La contesa tra finito e infinito, tra limitato e illimitato si avvicenda nelle ricerche e nel pensiero di autori come Bruno, Cusano, Leibniz, Hegel, Cantor fino ad Heidegger e si intreccia nella storia con lo sviluppo della matematica. Il numero,"sinonimo di misura e armonia", diventa così lo strumento privilegiato per afferrare l'infinito. Ma l''Apeiron' rimane ancora oggi uno sconosciuto.
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