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Kundera Milan - L' immortalità |
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Titolo | L' immortalità |
| Autore | Kundera Milan | Prezzo Sconto 15%
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€ 9,35
(Prezzo di copertina € 11,00 Risparmio € 1,65)
|  | | Dati | 1993, 366 p., brossura, 9 ed. | | Traduttore | Mura A. |
| Editore | Adelphi
(collana Gli Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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17 recensioni presenti. Media Voto: 4.52 / 5Tonino (06-07-2009) Il piacere di scrivere, il piacere di leggere.
Il migliore dei libri di Kundera, la leggerezza del divagare e la piacevole sostanza delle considerazioni profonde.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio (28-08-2007) E' straordinario come da un semplice e banale gesto Kundera riesca a ricavare una storia complessa e avvincente. Non solo; riesce anche a trovare gli spunti giusti per disquisire sulla vita, sulla morte, sull'amore. Non ho l'abitudine di sottolineare i libri, ma in questo caso l'ho fatto perchè alcune sue frasi possano diventare mie. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefostefo82 stefostefo82@hotmail.com (21-07-2007) un po' saggio, un po' romanzo.. un po' fantabiografico.. poco ordinario, ma per questo ancora più divertente. mi è piaciuto molto, è solo la seconda opera che leggo di kundera, ma basta per farmi dire che lui sa toccare la vita. o almeno la tocca come piace a me.. ho trovato così convincente le sue riflessioni in questo libro, che senza vergogna faccio miei i suoi pensieri e li ostento a mio piacimento :P Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vale (25-09-2006) ho letto quasi tutti i libri di kundera ma è questo è sicutamente il più bello...nn ha una trama in sè ma riflette su molte problematiche...è troppo bello.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Telp telp@hotmail.com (08-07-2006) dopo aver letto il libro mi è sembrato che l'autore avesse concentrato al suo interno tutta la sua vita. questo libro parla della vita, ed è così complesso e articolato proprio perchè tocca tutto ciò che la vita comporta, almeno dal punto di vista dell'autore. credo che ad una prima lettura non sia poissibile afferrare davvero tutto il messaggio, tutto il pensiero qui condensato, e io personalmente so di avere dimenticato o sorvolato moltissimi elementi essenziali. di sicuro non riuscirò mai a capire completamente il pensiero di kundera, che qui è espresso tutto quanto per intero, e posso affermare ciò perchè ho la netta impressione che ogni singolo vocabolo inserito nella narrazione nasconda dietro di sè un universo di idee dell'autore stesso. vorrei poter capire, ma per capire dovrei conoscere kundera. allora non mi resta altro che provare, e applicare l'universo contenuto nel libro al mio, e imparare... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
peppe peppegullo@inwind.it (19-01-2006) il primo libro di KUNDERA che leggo e che inevitabilmente mi ha spinto a proseguire la lettura dei suoi scritti .Piu' che un romanzo .....e' la vita .Kundera possiede il segreto del creatore capace di far nascere, vivere, e morire vite a noi prima sconosciute ma poi tanto familiari e intime. Un libro che va letto ,va inteso e studiato.Ti apre gli occhi sulla bellezza del creato e sulla "leggerezza" del vivere se solo imparassimo ad elimimare quelle ridicole scorie quotidiane che ci presentano un vivere in stile "pesantezza". BUONA LETTURA A TUTTI.p.s. UN LIBRO PER TUTTI E PER NESSUNO. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Chiara 19chiara81@virgilio.it (31-08-2005) lessi questo libro in ocasione della morte di una persona a me carissima, pensando che, dato il titolo, avrei potuto in qualche modo lenire il dolore...non fu proprio così, ma non ho mai rimpianto di averlo letto. la genialità di Kundera sta nel distogliere sovente l'attenzione dalla trama per spiazzare il lettore con frasi talmente vere riguardo la vita, che chi legge è portato a pensare : " ma è proprio vero, come ho fatto a non pensarci mai di mio?". e solo i geni hanno il potere di scrivere frasi che paiono banali, ma cui nessuno avrebbe pensato se non loro...
molto interessante anke l'analisi dei diversi stadi della vita dell'uomo, cui corrispondono diverse percezioni dell'immortalità...
Kundera non si smentisce. libro consigliato senza dubbio!!!
buona lettura
Kiara Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Berenice (01-04-2005) Cara Alessia,il discorso che tu porti avanti non ha senso, no il libro di Kundera. A leggere il tuo commento, giuro, mi è venuta la pelle d'oca. Ragazzi ma scherziamo? Tre storie intrecciate che non hanno senso? Se leggi "Se una notte d'inverno un viaggiatore" che fai ti impicchi? E i meta-romanzi ce li siamo scordati? Proprio tu che citi il grande Pirandello? Fai il favore...rileggilo col cervello e col cuore L'immortalità...O dobbiamo pensare che il tuo, se vogliamo "andare contro corrente" ( dato che gli altri commenti sono inevitabilmente entusiasti della lettura), sia un misero tentativo di raggiungere una mediocre, squallida e di breve durata "immortalità"? Altimenti posso consigliarti un piccolo brividi...o forse rasentano il "caos" anche quelli? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea andrew_hay_1@hotmail.com (22-10-2004) L'immortalità... Questo è stato il primo libro che ho letto di Kundera. La profondità di questo autore mi ha portato ad una più attenta riflessione su quella che è la vita di un uomo....Con la sua "insostenibile leggerezza" riesce a rendere chiaro ciò che l'uomo tende a oscurare... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lorenzon allorenzon@libero.it (12-07-2004) Il libro che mi ha fatto conoscere kundera è semplicemente fantastico,gran parte di cio' che dice è vero!!!!kundera è il dio in terra Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (28-06-2004) Spiace che gente come Alessia non abbia l'umiltà di approfondire ciò che non ha compreso, ma soprattutto che non sia in grado di stabilire un dialogo con l'autore (cos'è la lettura altrimenti?) e sia costretta a strillare a noi la sua rabbia.
Certe accuse sono veramente improponibili, non si capisce perché tu non abbia riletto le parti che non ti erano chiare, avresti evitato di criticare cose che il libro non dice.
Vabè, in quanto alla recensione, mi rimetto a chi ne può essere degno ... io non ne sono all'altezza, cara Alessia, e certo il mio istinto di sopravvivenza non mi permette né di invidiare la profondità di pensiero (peraltro espressa in modo comprensibile, ma soprattutto NON IMPOSTA) che si raggiunge con gli anni né di odiare chi pagherà prima di me con la morte il vantaggio temporale che ha nei miei confronti... tuttavia, se in un libro non cerchi un dialogo, un confronto, ma risposte, ti consiglio di leggere un buon sussidiario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fra (06-12-2003) Con L'Insostenibile leggerezza dell'essere, il miglior libro di Kundera.Per l' intreccio originale e perfetto, la prosa che con estrema semplicità si fa poesia e i gesti quotidiani che perdono il loro senso comune per uno piu' ricco di significato. Perchè un significato c'è, ma Kundera stimola il lettore a ricercarlo tra le righe, dietro l'interpretazione piu' banale. Quello che ogni scrittore dovrebbe fare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessia (29-11-2002) Questo libro vuol nascere da un’idea. Come tutti i libri. E l’idea iniziale di questo libro non è l’immortalità come dice il titolo, bensì un gesto, un gesto quotidiano, banale che tutti noi compiamo tutti i giorni quando ci capita di salutare qualcuno da lontano, un gesto che, secondo Kundera conduce dritti dritti all’immortalità.
Ora, il punto è questo: che uno voglia scrivere sull’"immortalità", tema tra l’altro difficile da affrontare, per non dire ostico è un conto. Ma che addirittura si voglia legare tre storie, tre storie distinte, nelle quali i personaggi si alternano da Goethe, a Hemingway, allo stesso scrittore, a Paul, a Laura eccetera, ce ne passa. Perché non c’è legame, non c’è storia, non c’è trama, non c’è nulla in questo libro che lasci pensare che sia stato scritto con l’intento di voler parlare di immortalità. E il bello è che anche lo scrittore se ne rende conto e dice a un certo punto: “questo libro doveva chiamarsi L’insostenibile leggerezza dell’essere, ma questo libro l’ho scritto già.”
Ma, tornando all’immortalità, immortalità di cosa?
Può un gesto essere immortale? Può una persona, in questo caso Bettina, innamorata di Goethe “accaparrarsi” la sua immortalità ossessionando il poeta in tutto e per tutto?
Può mai essere verosimile un dialogo tra Hemingway e Napoleone??
E poi questo continuo parafrasare in tedesco, che altro non m’è parso se non un ostentare la propria cultura, ostentare il fatto che noi, poveri mortali appunto, non capiamo nulla di cosa v’è scritto, e che anzi, lo scrittore, ( si, vabbè!), ci fa dono anche della traduzione in italiano (ma com’è buono Lei)…
È un miscuglio di cose, un vero "Caos", per dirla alla Pirandello.
Un caos di immagini, di frasi, pensieri, gesti, dialoghi, che non hanno né capo né coda. All’inizio sembra quasi che si tratti di una storia sensata, di un punto di partenza, di una donna in una piscina che ruba le attenzioni di un uomo che nel frattempo aspetta un amico. Poi ci si perde totalmente, si entra in una foresta di ogni tipo di vegetazion Voto: 1 / 5 |  |  |  |
CIRA E. CORCIONE (21-09-2002) ritengo che l'Immortalita' sia il libro piu' bello di Kundera e, nella sua cruda verita'che mette a nudo il caos piu' profondo dell'animo umano prima che esso sia "domato' dalle azioni, ritengo sia anche il suo romanzo piu'poetico. Ho letto centinaia di libri, in nessuno di essi ho riconosciuto la poesia del gesto del braccio sospeso in segno di saluto della pagina iniziale (soprattutto se rapportato alla sua origine) Milan Kundera e' il piu grande scrittore del nostro secolo (e non solo; sinceramente neanche tra i classici riesco a trovare termini di comparazione)dotato di intelligenza straordinaria e della capacita' di regalare ai lettori il suo patrimonio culturale senza fondo. Trovo che tutti i suoi libri siano geniali, compresi i saggi, ma la figura che mi accompagna da anni e che continuera' ad accompagnarmi nei periodi bui della mia vita e' quella di Agnes, personificazione del malessere della modernita', splendida e vera,nella sua tragicita'. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
barbara (15-07-2002) Un libro che è più di un racconto... la storia di Agnes è un pretesto per riflettere e far riflettere. Come tutti i libri di Kundera, parafrasando un celebre spot, "per molti ma non per tutti".
Chi cerca un libro di evasione da leggere in spiaggia è meglio che scelga qualcosa d'altro. Per chi invece ama un certo tipo di letteratura... credo ne valga davvero la pena! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bartolomeo Di Monaco bartolomeo.dimonaco@tin.it (14-07-2002) Una donna all'incirca di sessanta, sessantacinque anni, è nell'acqua, ai bordi della piscina e esegue le istruzioni del giovane maestro di nuoto. Ce la mette tutta. Quando la lezione è finita, esce dalla vasca, e dopo aver fatto qualche passo si volta a salutare il maestro. L'autore, che è in attesa di un amico, il professor Avenarius, la sta osservando, scrive: “Quel sorriso e quel gesto appartenevano ad una donna di vent'anni!” E poche righe dopo: “Quel sorriso e quel gesto avevano fascino ed eleganza, mentre il volto e il corpo di fascino non ne avevano più. E ancora: “Ma la donna, anche se doveva sapere di non essere più bella, in quel momento l'aveva dimenticato.”
Difficile rendere, come qui si è reso, tutta la potenza e la profondità luminosa dell'istante che non è sottoposto a regole di tempo e di spazio. È questo tipo di istante che vive nell'immortalità. Come pure quel magico eterno istante che, più avanti, l'autore coglie in una poesia, “tanto splendida quanto banale”, di Goethe.
Da quel gesto di saluto nasce nella fantasia dell'autore la protagonista di questa storia: Agnes. È la prima volta che mi capita di veder sorgere in questo modo la figura di una protagonista di un romanzo. C'è sempre qualcosa nella realtà che ispira un artista, ma essa, nonostante lasci delle tracce nella storia, resta sempre nascosta, riparata dagli occhi indiscreti e curiosi del lettore. Qui no: l'ispirazione, la musa, al modo della Venere di Botticelli, è dichiarata, non solo ma, messa così, all'inizio, prima di avviare il racconto, le si riconosce il posto d'onore, le si garantisce la sua presenza fino alla fine.
Ci si accorge subito di trovarci di fronte a uno scrittore che non si limita a narrare ma intercala con riflessioni e annotazioni il racconto. Questa caratteristica, che appartiene ad altri grandi scrittori - mi viene in mente Thomas Mann, ed anche Proust, per limitarci a due esempi soltanto - ci avverte che non si tratterà di una lettura facile, nella quale il lettore possa farsi trascinare dentro il sogno ch Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Paola paola_san@libero.it (17-04-2002) Quella "leggerezza" su cui ruotano le trame e le riflessioni di moltissimi libri di Kundera si ritrova in modo incantevole nello stile del racconto. Sembra di essere sollevati, con un misto di volontarietà e stupore, dai pensieri profondo-esistenziali dei personaggi a quelli ironicamente sferzanti dell'autore. Il tutto incastonato in scatole comunicanti contenenti anni di Storia, improbabili incontri fra geni letterari e tanta passione per la poesia e per una vita idealmente spesa in mezzo alla natura di un paesaggio "bello". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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